Giovanni Fagone

19 marzo/ legge appalti: presidio davanti al Comune di Campione

1035196-bandiere_20cgilLa Cgil è impegnata nel proporre una raccolta firme per una legge popolare in grado di tutelare lavoratori che, a causa degli appalti, soffrono un dumping di salario e diritti.
A questo proposito, e per via della specificità del contesto Slc, insieme alle categorie Fp e Filcams, organizza giovedì 19 marzo un presidio di fronte al Comune di Campione d’Italia: si comincerà alle 9.30

«É necessario – spiega il segretario lariano Slc Giovanni Fagone – favorire la discussione presso tutta la filiera del gioco che vede l’utilizzo di personale operante in aziende per mezzo degli appalti. Ci dovrà essere un coinvolgimento molto determinato nelle aree del gioco classico ma anche del Poker, sia nei tornei che nel cash game. Non ultimo, è importante riprendere il ragionamento di attività che oggi vengono sviluppate esternamente come ad esempio il gioco on line. L’obiettivo è il rispetto delle norme contrattuali del settore e del contratto per non compromettere la tenuta occupazionale che rischia di impoverire Campione nella sua collettività sia in ordine alle professionalità che alla redditività. In questo percorso è importante utilizzare e valorizzare la raccolta di firme per costruire nel territorio di Campione momenti di confronto e di condivisione sul tema degli appalti, nel pubblico come nel privato».

Chiusura uffici postali: la Slc chiede ai comuni interessati un incontro

postePositivo l’esito dell’incontro in regione. Il sindacato lariano: «Risoluzione da portare in Consiglio per modificare il piano aziendale

I sindacati hanno incontrato la commissione regionale attività produttive in merito alla chiusura di 65 Uffici Postali e la riduzione di giorni di apertura al pubblico di altri 120 uffici in Lombardia. Si prospettano 4 chiusure tra Como e Provincia e la razionalizzazioni in Provincia di 18 uffici utilizzando l’ apertura a giorni alterni.
«La Commissione ha condiviso le nostre valutazioni sul piano – spiega Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc Cgil – in primo luogo perché non tengono conto delle esigenze del territorio e dei suoi abitanti». Si è impegnata, inoltre, a sottoscrivere una risoluzione da proporre nella prossima seduta del Consiglio regionale con l’obiettivo di costruire le condizioni perché si possa modificare il progetto aziendale.
La Slc comasca ha intenzione di chiedere incontri con i comuni interessati: «Gli interventi riguardano piccoli paesi, frazioni, in zone montane e morfologiche con una popolazione anziana e già disagiata per le carenze dei servizi, dalla sanità ai trasporti. Quindi, viene meno il ruolo di servizio pubblico che Poste dovrebbe garantire».
Questa decisione aggrava, secondo il sindacato, le carenze strutturali: «Oggi sono presenti 100 sportelli mono operatori su 195. Inoltre, secondo noi, il fabbisogno di organico ammonterebbe a circa sessanta unità».
Nel contempo, la Slc ritiene positiva l’ interrogazione parlamentare, portata avanti anche da Chiara Braga e Mauro Guerra, sullo stesso argomento [aq, ecoinformazioni]

Poste: scioperi degli straordinari fino al 4 ottobre

posteContinua lo stato di agitazione in tutta la Lombardia. La Slc Cgil regionale ha deciso lo sciopero degli straordinari da oggi fino al 4 ottobre

«Nonostante le continue denunce sulle condizioni del servizio offerto alla cittadinanza da Poste Italiane in Lombardia – commenta Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc – perdura la mancanza di risposte adeguate ad affrontare le forti criticità di organico alle base dei disservizi che ogni giorno vengono denunciati da cittadini e amministrazioni locali. Chiediamo interventi urgenti utili a sopperire alla carenza di organici nei centri di recapito e negli uffici postali; la trasformazione di tutti i part-time non volontari; l’avvio di un processo di stabilizzazione dei contratti a termine a partire dalla conferma di quelli in scadenza e derivanti dagli accordi per gli ex dipendenti delle Agenzie di Recapito». [aq, ecoinformazioni]

Poste/ Sciopero straordinari e prestazioni aggiuntive

1779272_544144339017631_463428920_nSono 1100 i dipendenti comaschi di Poste italiane. Secondo la Slc Cgil ci sarebbe spazio per altri 110 addetti; per l’azienda invece i lavoratori devono fare straordinari e spostarsi di sede per coprire i buchi. Inoltre, il loro contratto è scaduto da 18 mesi e non si parla di rinnovo. Per tutti questi motivi, in Lombardia, la categoria della Cgil che si occupa di comunicazione ha organizzato uno sciopero di un mese degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive: dal 24 luglio al 23 agosto

L’ha spiegato bene Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc: «Immaginate un lavoratore che, alle otto di mattina, si ritrova a dover andare da via Gallio a Porlezza. Oppure i dipendenti che devono lavorare negli uffici sotto organico, con le persone inferocite allo sportello cui sono costretti a chiedere, perché obbligati dall’azienda, se vogliono acquistare un gratta e vinci. Lo stress non è più sopportabile».
Poste Italiane è un’azienda gigantesca: conta 145 mila dipendenti in Italia e fattura 24 miliardi di fatturato, gran parte di questo prodotto in Lombardia. «Da tempo denunciamo una situazione di forte criticità derivante in primo luogo dalle riconosciute mancanze di personale, sia nei Servizi Postali sia in Mercato Privati, su tutto il territorio regionale». A Como sono 1100 i dipendenti, divisi equamente fra recapito (“i portalettere”) e sportelli (il comparto privato). Molti uffici, circa 110 su 190, sono “monoperatore” e quindi la carenza d’organico pesa, soprattutto d’estate. «Lo straordinario – conferma Augusta Napolitano, Rsu Cgil –  è diventato in molti casi strutturale. Nei CMP e nei Centri di Recapito si stanno accumulando pesanti giacenze, anche di atti Equitalia che, con l’avvio della stagione delle ferie estive, sono motivo di grande preoccupazione. Anche nelle lavorazioni interne, per le nuove commesse, sono aumentati i carichi di lavoro. L’immissione di CTD dei prossimi mesi, secondo quanto comunicatoci, è insufficiente a coprire il fabbisogno necessario a sostituire le assenze per ferie». Un esempio? Oggi, alla conferenza stampa doveva esserci pure Lino Fontana, un postino che lavora nella zona del Centro Lago. «Non è potuto venire – spiega Fagone – perchè questa mattina l’hanno spostato a Castiglione Intelvi ed è da solo a coprire tutto quel territorio». Per protestare contro situazioni del genere, è stato deciso uno sciopero di un mese di straordinari e prestazioni aggiuntive (gli spostamenti da un luogo di lavoro all’altro), dal 24 luglio al 23 agosto. «Non vogliamo creare danni alla cittadinanza. Però l’unico modo per far fronte alla mancanza di personale è ormai il ricorso selvaggio e fuori controllo ai distacchi. Non sono state effettuate le “sportellizzazioni” previste dall’accordo regionale e non si è proceduto con le trasformazioni dei part-time che avrebbe dato un po’ di ossigeno».
La situazione, quindi, è al di fuori di ogni sopportazione. Lo sciopero, secondo la Slc, era inevitabile. «Poste Italiane – conclude Fagone – dovrebbe anche avere uno scopo sociale, data l’importanza che ha sempre rivestito sul territorio nazionale. Si diceva, una volta, una posta e un campanile per ogni comune. Oggi questa mission sembra ben lontana». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Giovanni Fagone è di nuovo segretario della Slc

1779272_544144339017631_463428920_nIl direttivo lo ha rieletto segretario per il secondo mandato


«La Slc è una categoria eterogenea, composta da realtà apparentemente diverse», ha detto Fagone nella sua relazione introduttiva. E ha aggiunto: «Per Poste Italiane e gli operatori privati il 2013 doveva essere l’anno del contratto; ad oggi, dopo un anno dalla scadenza, le controparti non hanno voluto avviare la trattativa».
Per quanto riguarda Tlc e Telecom, la riorganizzazione nazionale ha determinato lo spostamento dei lavoratori del 187 verso Varese: «Questa scelta priverà il nostro territorio di una presenza importante, non solo in termini di occupati ma anche di qualità del lavoro».
A Como la realtà del settore grafico vive una situazione diversificata: «Non abbiamo avuto diversificazioni pesanti solo grazie alla flessibilità degli ammortizzatori e alle buone pratiche delle relazioni industriali».
E per il Casinò di Campione, invece, «allo stato attuale c’è un contratto di solidarietà che ha permesso di evitare circa 200 licenziamenti e un abbattimento del salario non indifferente: si parla di 20 milioni di franchi in un biennio. È chiaro che a ottobre 2014 finirà il contratto e, se non vi sarà ripresa, i problemi si ripresenteranno». [aq, ecoinformazioni]

 

Slc Cgil di Como contro l’ad del casinò di Campione

campioneSulla stampa l’Amministratore delegato del Casinò di Campione accusa la Cgil di attaccare politicamente il suo operato. A questo proposito arriva chiara la risposta della Slc comasca per bocca del suo segretario Giovanni Fagone

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