Poste/ Sciopero straordinari e prestazioni aggiuntive

1779272_544144339017631_463428920_nSono 1100 i dipendenti comaschi di Poste italiane. Secondo la Slc Cgil ci sarebbe spazio per altri 110 addetti; per l’azienda invece i lavoratori devono fare straordinari e spostarsi di sede per coprire i buchi. Inoltre, il loro contratto è scaduto da 18 mesi e non si parla di rinnovo. Per tutti questi motivi, in Lombardia, la categoria della Cgil che si occupa di comunicazione ha organizzato uno sciopero di un mese degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive: dal 24 luglio al 23 agosto

L’ha spiegato bene Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc: «Immaginate un lavoratore che, alle otto di mattina, si ritrova a dover andare da via Gallio a Porlezza. Oppure i dipendenti che devono lavorare negli uffici sotto organico, con le persone inferocite allo sportello cui sono costretti a chiedere, perché obbligati dall’azienda, se vogliono acquistare un gratta e vinci. Lo stress non è più sopportabile».
Poste Italiane è un’azienda gigantesca: conta 145 mila dipendenti in Italia e fattura 24 miliardi di fatturato, gran parte di questo prodotto in Lombardia. «Da tempo denunciamo una situazione di forte criticità derivante in primo luogo dalle riconosciute mancanze di personale, sia nei Servizi Postali sia in Mercato Privati, su tutto il territorio regionale». A Como sono 1100 i dipendenti, divisi equamente fra recapito (“i portalettere”) e sportelli (il comparto privato). Molti uffici, circa 110 su 190, sono “monoperatore” e quindi la carenza d’organico pesa, soprattutto d’estate. «Lo straordinario – conferma Augusta Napolitano, Rsu Cgil –  è diventato in molti casi strutturale. Nei CMP e nei Centri di Recapito si stanno accumulando pesanti giacenze, anche di atti Equitalia che, con l’avvio della stagione delle ferie estive, sono motivo di grande preoccupazione. Anche nelle lavorazioni interne, per le nuove commesse, sono aumentati i carichi di lavoro. L’immissione di CTD dei prossimi mesi, secondo quanto comunicatoci, è insufficiente a coprire il fabbisogno necessario a sostituire le assenze per ferie». Un esempio? Oggi, alla conferenza stampa doveva esserci pure Lino Fontana, un postino che lavora nella zona del Centro Lago. «Non è potuto venire – spiega Fagone – perchè questa mattina l’hanno spostato a Castiglione Intelvi ed è da solo a coprire tutto quel territorio». Per protestare contro situazioni del genere, è stato deciso uno sciopero di un mese di straordinari e prestazioni aggiuntive (gli spostamenti da un luogo di lavoro all’altro), dal 24 luglio al 23 agosto. «Non vogliamo creare danni alla cittadinanza. Però l’unico modo per far fronte alla mancanza di personale è ormai il ricorso selvaggio e fuori controllo ai distacchi. Non sono state effettuate le “sportellizzazioni” previste dall’accordo regionale e non si è proceduto con le trasformazioni dei part-time che avrebbe dato un po’ di ossigeno».
La situazione, quindi, è al di fuori di ogni sopportazione. Lo sciopero, secondo la Slc, era inevitabile. «Poste Italiane – conclude Fagone – dovrebbe anche avere uno scopo sociale, data l’importanza che ha sempre rivestito sul territorio nazionale. Si diceva, una volta, una posta e un campanile per ogni comune. Oggi questa mission sembra ben lontana». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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