15 maggio 2010 tutti in bici!
Una trentina di biciclette recuperate, 20 delle quali, riparate e colorate di arancione, saranno liberate in città e messe a disposizione di chiunque le voglia usare; il prezioso coinvolgimento degli ospiti della comunità psichiatrica La Quercia e della scuola media Parini, che sta lavorando ad un laboratorio di ciclabilità e moderazione del traffico; una mostra a tema on the road per le strade di Como; una ciclofficina itinerante per tutti coloro che abbiamo bisogno riparazioni e consigli; più di 150 iscritti al gruppo su Facebook; microsponsorizzazioni presso commercianti e artigiani amici delle due ruote. (altro…)
alla trentina di presenti – Città possibile è impegnata in una serie di campagne per la riconquista degli spazi verdi, la sistemazione dei cortili scolastici, l’attuazione di interventi di moderazione della circolazione, ecc. «La mobilità è un aspetto essenziale del vivere quotidiano – ha proseguito Castiglioni – ed è in stretta relazione con molti aspetti: l’inquinamento, i rischi per la salute, la sostenibilità. La dispersione degli insediamenti sul territorio ha contribuito ad aumentare il numero di persone che si spostano con l’auto. I mezzi pubblici, infatti, non sono in grado di servire tutte queste zone contemporaneamente». L’eccesso di motorizzazione privata – ha chiarito il relatore – non solo compromette la mobilità, ma è rischioso per la salute. I dati dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) del 1998 parlano di 3.500 decessi per inquinamento, ogni anno, e di 1.900 ricoveri per problemi respiratori dovuti all’inalazione di sostanze tossiche aspetti: l’inquinamento, i rischi per la salute, la sostenibilità. La dispersione degli insediamenti sul territorio ha contribuito prodotte dalle auto. Senza contare che, secondo i dati Istat/Aci relativi al 2004, dei 224 mila incidenti che sono avvenuti sulle strade italiane il 74 per cento si è verificato nelle aree urbane. La macchina è diventata una protesi della quale non riusciamo a liberarci, pensiamo i nostri spostamenti sempre in termini di auto – ha sottolineato il relatore – senza prendere in considerazione mezzi alternativi».

