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Referendum/ Paco-Sel: «La partecipazione è sempre un bene»


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Paco-Sel difende il diritto ai Referendum, parte di quella democrazia attiva che rivendica essere centrale per la coalizione di centrosinistra che ha eletto Mario Lucini sindaco di Como. Dura la presa di distanza del movimento dalle posizioni degli alleati di governo Como civica e Pd che invece giudicano costose e inutili non solo la consultazione voluta da Rapinese sul monumento Libeskind, ma anche le precedenti occasioni referendarie comunali. Leggi il testo del comunicato di Paco-Sel.
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Tasse/ Giusta la Tasi sulle case invendute

paco selPer Paco Sel è giusto applicare la Tasi alle abitazione invendute e sfitte come deciso dal Consiglio comunale di Como, non sarebbe giusto lasciare ai costruttori vie agevoli per non pagare quanto è dovuto alla collettività: «La possibilità di applicare la Tasi alle abitazioni invendute e sfitte, analogamente a quanto si fa in Lombardia nella maggioranza dei capoluoghi di provincia, è una precisa scelta di carattere politico, che mira a scoraggiare la permanenza sul nostro territorio comunale di più di un migliaio appartamenti inutilizzati, a fronte della difficoltà di giovani e famiglie nel trovare un alloggio in affitto o in vendita a prezzi accessibili. (altro…)

16 maggio/ Felice Scalvini per Lavoro Comune

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Secondo incontro dell’iniziativa Lavoro Comune di Amo la mia città e Paco-Sel. Nella Sala stemmi di Palazzo Cernezzi a Como venerdì 16 maggio alle 18 Como si terrà una tavola rotonda tra esponenti delle istituzioni per parlare di welfare, lavoro e innovazione sociale. Gisella Introzzi (assessora Politiche economiche e del lavoro, Finanziamenti pubblici e comunitari, Risorse umane e organizzazione del Comune di Como), Bruno Magatti (assessore Politiche sociali di sostegno alla famiglia, Solidarietà e inclusione sociale, Piani di zona, Sanità e igiene, Ecologia e ambiente del Comune di Como), Felice Scalvini (assessore alle Politiche per la famiglia, la persona e la sanità del Comune di Brescia) discuteranno di come si crea un sistema di welfare comunitario e partecipato, della possibilità di un nuovo modello di relazioni tra ente locale e privato sociale, di come il Comune può fare innovazione sociale. Presto on line su ecoinformazioni.

Paco-Sel/ Giusto intervenire nell’area Fisac-Trevitex, ma il Centro commerciale non serve

Logo-bicicletta-def-300x300Paco-Sel valuta positivamente i passi avanti compiuti per la progettazione del nuovo assetto dell’area Fisac-Trevitex, ma ribadisce che il centro commerciale previsto è inutile e dannoso. Paco-Sel è anche contraria all’abbattimento della palazzina Fisac ritenendo che non ritratti di «una questione secondaria o di principio, ma parte della definizione stessa dell’assetto urbanistico in senso pubblico della zona». Il gruppo politico che sostiene la giunta Lucini afferma che tale opinione è condivisa da esponenti anche di altri gruppi della maggioranza e sottolinea quanto sia «importante che, per cambiare passo, ogni scelta progettuale non solo sia condivisa all’interno delle forze politiche, ma discussa con la popolazione attraverso un percorso di urbanistica partecipata che possa portare a scelte consapevoli e condivise anche se diverse in parte o del tutto da quelle che sembrano essere già quasi compiute». Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«La posizione del nostro gruppo sull’area Trevitex è nota da tempo ed è in coerenza con quanto affermato fin dai tempi della giunta Botta e cioè quella dell’inutilità di insediare un centro commerciale in questa zona, con l’inevitabile carico di inquinamento e traffico in un’area troppo congestionata ed inquinata.

Anche da parte dei cittadini di Camerlata le richieste, che condividiamo, sono altre e sono quelle della necessità in zona di una struttura commerciale di medie dimensioni e di una generale riqualificazione sotto il profilo ambientale ed urbanistico.

Premesso questo siamo d’accordo con il resto della maggioranza a sanare e porre rimedio ad una situazione di cui non siamo responsabili perché frutto di scelte mai condivise.

La scelta di ridiscutere il piano attuativo Trevitex non ci deve però far perdere di vista l’obbiettivo principale e cioè quello di affermare l’interesse pubblico sull’area riferito soprattutto allo sviluppo urbanistico della zona.

L’attuale proposta è sicuramente migliorativa rispetto a quelle precedenti anche perchè frutto di proposte condivise e suggerite da noi, dal gruppo di lavoro a supporto della maggioranza e dai  gruppi che lavorano all’interno dei quartieri coinvolti.

Ci preme però sottolineare che l’abbattimento della palazzina ex Fisac non è una questione secondaria o di principio ma parte della definizione stessa dell’assetto urbanistico in senso pubblico della zona.

Il suo abbattimento, così come prospettato dal progetto attuale, avrebbe come unico esito quello di rendere visibile il nuovo centro commerciale e la piazza diventerebbe il “sagrato” di ingresso e punto di arrivo dei vari percorsi pedonali compreso il sovrappasso di via Badone.

Anche le aspettative degli abitanti di Camerlata di avere una piazza per il quartiere verrebbero deluse da questa soluzione progettuale simile a quella già realizzata sopra al supermercato di Via Piave, squallida piazza, sempre vuota, non vissuta e poco conosciuta.

È a partire da queste considerazioni che abbiamo sostenuto il mantenimento della palazzina o almeno di una parte consistente di questa non solo come memoria storica, importantissima per non perdere una parte visibilmente consistente della storia di Como, ma soprattutto per creare uno spazio pubblico che non sia semplicemente l’ingresso del supermercato ma un luogo di mediazione usufruibile dalla popolazione e che al contempo  non soffochi la futura attività commerciale.

A questo scopo pensiamo ad un progetto che preveda di rendere permeabile il piano terra della palazzina con la creazione di due piazze integrate, quella interna commerciale e quella esterna a verde e protetta dal traffico con il massimo di integrazione fra i due spazi. Il mix di funzioni risulterebbe, a nostro avviso, molto più interessante anche per l’operatore privato grazie alla creazione di uno spazio più vivibile e frequentato.

Riteniamo altresì importante che la palazzina così progettata rimanga di proprietà e gestione dell’operatore e che le destinazioni funzionali insediabili siano di interesse pubblico ( ostello della gioventù, pubblici esercizi, spazi espositivi multimediali quali documenti anche fotografici sulla storia del tessile con l’indicazione dei percorso ciclo-pedonale verso il progettato parco dei gelsi a Rebbio , emporio per la mobilità dolce, spazi sulla storia del razionalismo e centro per visite guidate, ecc).

Vogliamo ribadire che comunque queste posizioni non sono isolate all’interno della maggioranza ma  che anzi al suo interno sono  presenti posizioni simili a quelle del nostro gruppo, posizioni condivise anche da associazioni per la salvaguardia dell’ambiente quali Italia Nostra.

Infine riteniamo importante che, per cambiare passo, ogni scelta progettuale non solo sia condivisa all’interno delle forze politiche, ma discussa con la popolazione attraverso un percorso di urbanistica partecipata che possa portare a scelte consapevoli e condivise anche se diverse in parte o del tutto da quelle che sembrano essere già quasi compiute». [Paco-Sel]

 

Lavoro Comune, la necessità di nuove idee in tempi di crisi

lavorocomunetavoloDalla tavola rotonda Lavoro Comune è emerso come i tre assessori Introzzi, Magatti e Tajani concordino nell’analisi e nei metodi sulle possibilità d’intervento degli enti comunali negli ambiti del disagio lavorativo e dei servizi sociali: in un contesto difficoltoso e complesso che comprende tagli costanti e sostanziosi ai bilanci comunali e tassi di disoccupazione a livelli drammatici, servono nuovi approcci virtuosi per provare ad arginare il possibile.

Venerdì 28 marzo nella sala stemmi del Comune di Como la domanda di partenza posta da Celeste Grossi, a fronte del dato delle oltre mille richieste d’intervento ricevute dagli sportelli dei servizi sociali di Como nel 2013, è stata: «Quali possibilità ha un comune di intrecciare politiche sociali e di lavoro? Quali sono le possibili strategie innovative?». Gisella Introzzi (incaricata alle Politiche economiche e del lavoro, Finanziamenti pubblici e comunitari, Risorse umane e organizzazione) ha delineato con dati e percentuali la situazione della provincia di Como: «Abbiamo una presenza significativa e in crescita della popolazione anziana over 60, il 27% del totale, che insieme alla fascia under 15 rappresentano le categorie da sostenere nella società. 46.500 sono invece gli stranieri residenti nel territorio, che rappresentano l’8% del totale e una ricchezza in termini lavorativi. In crescita è anche il dato dei frontalieri, stimato in circa 23.000 persone, che presenta però una forte disparità sul livello delle retribuzioni con i pari ruolo svizzeri, differenza che aumenta ulteriormente nel caso di lavoratrici donne». Gli strumenti e le risorse dei comuni attualmente sono limitatissime e non aiuta la presenza di una pluralità di soggetti che operano in maniera autonoma e divisa tra loro seppure nello stesso ambito.

Bruno Magatti (assessore Politiche sociali di sostegno alla famiglia, Solidarietà e inclusione sociale, Piani di zona, Sanità e igiene, Ecologia e ambiente del Comune di Como) ha sottolineato come il tema del lavoro sia davvero centrale nei servizi sociali: «La povertà genera esclusione, senso di fallimento e inadeguatezza. Occorre abbandonare tutte le forme precarie di accompagnamento verso il lavoro – la filosofia della borsa lavoro – oltre che affrontare il tema del mantenimento del lavoro per chi oggi ancora ce l’ha». Per Magatti occorre anche ripensare il sistema di welfare oggi utilizzato, perché il pacchetto che prevede l’affidamento di un servizio tramite bando ad una cooperativa non sta più in piedi e occorre prima coniugare tutto con la prevenzione e con la generazione di benessere sociale e ricchezza collettiva. «Il termine che deve contraddistinguere ogni scelta è “generosità”: non bisogna più ragionare in termini utilitaristici e nel breve periodo, soprattutto in un momento in cui aumentano il disagio sociale e la sofferenza ma diminuiscono drasticamente le risorse a disposizione». Un’ulteriore tematica delicata è quella legata alla compatibilità finanziaria dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, che genera un circuito di ritardi dall’ente alle realtà affidatarie, da queste ai lavoratori e dagli stessi all’ente per i servizi utilizzati.

Il contesto milanese è sicuramente diverso per dimensioni da quello comasco, ma grandi similitudini sono riscontrabili nel metodo e nel quadro di contesto, con l’accordo di tenere legati le politiche del lavoro e i servizi sociali. Cristina Tajani (assessora Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano) ha spiegato come sia fondamentale passare dal cambiamento della logica che prevede che solo l’ente pubblico risolva i problemi: «Fare sistema, creare massa critica è oggi indispensabile per ottimizzare e migliorare gli interventi dei Comuni. Milano è una città altamente terziaria e gli interventi da noi sperimentati sono andati soprattutto in questo indirizzo: finanziamenti di microcredito attraverso la fondazione ambrosiana, un progetto che ha permesso di migliorare start-up e incubatori di impresa, interventi sul co-working che valorizzassero le esperienze dal basso e istituissero un albo qualificato, in collaborazione con la Camera di commercio». Le misure più innovative si sono accompagnate ai percorsi classici di formazione e collocazione, ma per Tajani occorre ripensare una nuova progettazione collettiva e partecipata, anche su progetti europei come Garanzia giovani, e capire al più presto quale sarà il futuro di strutture come i centri per l’impiego nel momento in cui le provincie dovessero scomparire. [Tommaso Marelli, ecoinformazioni]

 

Guarda i video dell’iniziativa.

Video on line/ Lavoro Comune

lavoro comune 28Nella Sala Stemmi del Comune di Como, Amo la mia città e Paco Sel hanno  organizzato, il 28 marzo, Lavoro Comune, una tavola rotonda sulle Politiche sociali e per il lavoro seguita da una trentina di persone tra le quali l’assessore Marcello Iantorno diversi consiglieri comunali ed esponenti politici della maggioranza. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti video di Valentina Rosso dell’iniziativa nella quale, coordinati da Celeste Grossi,  sono intervenuti  Gisella Introzzi (assessora Politiche economiche e del lavoro, Finanziamenti pubblici e comunitari, Risorse umane e organizzazione del Comune di Como), Bruno Magatti (assessore Politiche sociali di sostegno alla famiglia, Solidarietà e inclusione sociale, Piani di zona, Sanità e igiene, Ecologia e ambiente del Comune di Como), Cristina Tajani (assessora Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano).
Guarda gli altri video dell’incontro sul canale di ecoinformazioni.

28 marzo/ Amo la mia città e Paco Sel/ Lavoro Comune

LAVORO COMUNEPaco-Sel e Amo la mia città organizzano venerdì 28 marzo alle 18 nella Sala Stemmi del Comune di Como “Lavoro Comune, tavola rotonda tra esponenti delle istituzioni sulle possibilità che il Comune ha di intrecciare politiche sociali di sostegno a chi si trova in difficoltà e innovative politiche per il lavoro”. Interverrano Gisella Introzzi (assessora Politiche economiche e del lavoro, Finanziamenti pubblici e comunitari, Risorse umane e organizzazione del Comune di Como), Bruno Magatti (assessore Politiche sociali di sostegno alla famiglia, Solidarietà e inclusione sociale, Piani di zona, Sanità e igiene, Ecologia e ambiente del Comune di Como), Cristina Tajani (assessora Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano).

Paco-Sel/ Creare le condizioni per apprezzare la Ztl

paco selPieno sostegno di Paco-Sel all’allargamento della Ztl ma «la scelta poteva essere realizzata con un approccio più lento e condiviso e con una tempistica più cauta, coordinandola con la riqualificazione delle aree liberate dalle auto, ad esempio piazza Roma». Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«Paco-Sel ha sostenuto e sostiene l’estensione della ZTL, un provvedimento utile alla città di Como. Il progetto di limitare il traffico in convalle è stato un elemento qualificante della campagna elettorale, una delle ragioni per le quali, insieme agli altri soggetti politici della coalizione di Mario Lucini, abbiamo avuto il sostegno dell’elettorato e vinto le elezioni.

L’impegnativa decisione dell’allargamento della ZTL è stata preparata dal Sindaco e dalla Giunta con una lunga riflessione e con numerosi incontri con i cittadini e le cittadine che vivono in città, con chi in centro città lavora, con sindacati, associazioni di categoria.

Questa scelta è stata avversata, come spesso succede quando si prendono decisioni innovative che impongono trasformazioni culturali, ma anche sostenuta da tanti, non altrettanto rumorosi, pareri favorevoli. Le diverse posizioni sono testimoniate dalle manifestazioni dei commercianti contrari e da attestati di stima e prese di posizione favorevoli di numerosi cittadini.

Paco-Sel, da sempre forza dialogante, preoccupata per la divisione creatasi in città, chiede ai commercianti, che hanno manifestato vivacemente, di passare dalla protesta, alla proposta. È una falsità e non giova a nessuno, anzi è contro l’interesse di tutti, descrivere Como come una città chiusa.

Noi vogliamo che Como sia accogliente, attenta, che favorisca la mobilità dolce, che permetta l’accesso alle persone con differenti disabilità, eliminando le barriere architettoniche che ancora ostacolano la libertà di movimento, che sia una città viva, bella per cittadini e turisti.

Pensiamo che sia opportuno sviluppare l’impegno per animare piazze e vie del centro e delle periferie con manifestazioni in tutte le stagioni, per renderla più vivibile a tutte le età per cittadini e visitatori.

Tuttavia, come ha già segnalato il nostro consigliere Vincenzo Sapere, la scelta di allargare la ZTL poteva essere realizzata con un approccio più lento e condiviso e con una tempistica più cauta, coordinandola con la riqualificazione delle aree liberate dalle auto, ad esempio piazza Roma.

Ora occorre che si creino le condizioni che permettano a tutti di apprezzare l’ampliamento della ZTL: attenzione ai parcheggi, che andrebbero pubblicizzati su tutte le vie di accesso alla città; miglioramento del trasporto pubblico con azioni moderatrici dei costi per gli utenti saltuari e abituali, con ulteriori promozioni parcheggio più bus; biglietti gratuiti in particolari occasioni. Per incentivare l’uso del trasporto pubblico è necessario far sì che l’utente trovi pensiline coperte, illuminate, che possa facilmente acquistare il biglietto. Tutto ciò dovrà rientrare nel bando di gara per l’affidamento del trasporto pubblico.

È utile contestualmente favorire anche l’uso del treno. La nostra città dispone di due reti ferroviarie con numerose fermate nell’area urbana e un capolinea, nei pressi dell’imbarcadero che permetterebbe lo sviluppo dell’uso integrato, da pubblicizzare di treno, battello, bus.

La scelta di estendere la ZTL in convalle, deve affiancarsi a interventi nelle periferie. Vanno attuate anche in periferia interventi per la mobilità dolce con piste ciclabili, spazi pedonali, un’attenta realizzazione di “zone trenta”. Inoltre con l’auspicato spostamento delle attività sanitarie nella Cittadella Sanitaria nell’ex Ospedale Sant’Anna si otterrebbe meno traffico in città, rivitalizzando il quartiere di Camerlata.

Oltre che favorire il trasporto pubblico, è importante incentivare ulteriormente l’uso dell’autosilo Valmulini, con abbonamenti trimestrali (troppi 300 euro in un’unica soluzione) e ulteriori promozioni.

Siamo convinti che, anche con il nostro impegno, il Sindaco e la Giunta, valuteranno attentamente tutte le sollecitazioni pervenute e che perverranno per far sì che Como sia la città di tutti, di tutte, realizzando tassello dopo tassello un mosaico condiviso». [Paco-Sel]

Andate a vedere il film! Perché è bello…

capitaleumanoBettina Pontiggia, costumista del film Il capitale umano di Paolo Virzì, risponde alla lettera aperta dei Consiglieri di Paco-Sel: «Mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo».

 «Cari amici Vivo in provincia di Como, qui sono nata e cresciuta. Mi considero una mezza brianzola. E soprattutto sono la costumista del film di Paolo Virzì Il Capitale Umano. Perciò è un po’ da brianzola, un po’ da comasca e un pò da costumista che vi scrivo.

Ho letto con attenzione e meraviglia la polemica che si è scatenata intorno al film e – fino a un certo punto – ne ho riso, pensando che in fondo parlare (male) di un film senza forse averlo nemmeno visto può essere tipico di quotidiani come Libero o di alcuni rappresentanti della Lega. Pur senza pregiudizio, perché comunque ogni volta gli attacchi alla cultura mi sconcertano da qualunque luogo arrivino. E mi sconcerta ancora di più quando la polemica si scaglia contro la cultura “di sinistra”, che insieme alla destra considero una dicotomia superata dalla storia, oramai.

Virzì è uomo contemporaneo, ha dipinto un affresco potente e apologetico partendo da un romanzo americano ambientato in Connecticut, territorio vicino a New York come la Brianza è vicina a Milano. E così la geografia l’abbiamo spiegata. La Borsa e la provincia, buen retiro di chi ci lavora.  Non è un documentario sulla Brianza!  I grumi di villette ci sono, le villone anche , pur senza voler scomodare  banalmente Arcore. Che ci può fare lui?

Però mi stupisce che un gruppo come il vostro, che seguo e considero affine, si accenda a vuoto attorno alle affermazioni di un artista che ha solo transitato rapidamente in un luogo che per lui era importante credo più a livello estetico e simbolico che non sociale.  Che sulle parole, magari non condivisibili, esagerate, comunque opinioni personali di un regista abbia sentito il bisogno di difendersi citando i sacri nomi che Como ha partorito anche se, dispiace dirlo, non compongono poi un gran menù se, come credo, le parole di Virzì si riferivano alla situazione della cultura contemporanea.

Il Politeama è in degrado da molto tempo, da ben prima della rinascita del Sociale. A Como hanno chiuso il cinema Astoria e il Politeama nell’arco di pochi anni. Destino che purtoppo accomuna le altre piccole città che dell’arrivo delle multisale  hanno pagato il prezzo. Ma allora perché una realtà vivace come quella del Gloria, con la sua bella programmazione, con i lunedì del cinema fatica a sopravvivere e ha una sala con un audio pessimo e il riscaldamento al minimo?

Io capisco la vostra buona fede ma difendo Virzì e la sua opera, difendo il film che va visto per rendersi conto che i paesaggi sono metaforici e che se lo vedesse un veneto potrebbe quasi confonderli con i propri. Un film è un film, inutile cercare riscontri nella realtà. E’ nord, punto. Un nord sicuramente ricco che ora paga la crisi come tutti, ma che in tempi meno duri per la cultura ha fatto meno di quello che avrebbe potuto, raggelato da interessi e fedi non meno foschi di quelli della famigerata Roma ladrona.

Io amavo il cinema prima di diventare una lavoratrice del cinema, ma se fossi rimasta a Como o in Lombardia forse non sarebbe stato possibile realizzare il mio piccolo sogno.  La famosa Manifattura Tabacchi di Milano (inattiva da anni e nella quale sono stati investiti milioni dalla Lega che voleva farne la Cinecittà lombarda) e che solo recentemente la giunta Pisapia ha deciso di destinare alla Scuola del Cinema, la Film Commission Lombardia che pur facendo degli sforzi non eguaglia quella di Torino (ma nemmeno quella del Trentino e del Friuli o della Puglia), i lavoratori dello spettacolo che si mantengono con gli spot pubblicitari (quando ci riescono e non vengono sostituiti da stagisti inconsapevoli e sfruttati).  Per non parlare di grandi film che hanno usato territori e paradigmi per parlare di realtà. Penso a La grande bellezza, per fare un esempio recente: che cosa dovrebbero dire i romani? Eppure è un film bello e importante.

Fare film è difficilissimo, fare film come Il capitale umano lo è ancora di più.

Allora, mia cara e bella Como, non ti offendere; invita piuttosto Virzì a presentare il suo film e a parlare di quello. Dell’importanza di avere autori che si sforzano di mettere a fuoco problemi dell’economia distrutta dalla finanza, delle gravi ripercussioni di questo sistema anche a livello locale per la cultura e lo stato sociale, di chi si sforza di fare un cinema che si avvicina anche ai giovani e prova a renderli protagonisti ben oltre i tre metri sopra il cielo. Perché tra un po’ questi poveretti staranno tre metri sottoterra, ma solo se gli lasceremo i soldi per il funerale.  Non localizziamo, usciamo dal nido.  Facciamo vedere che la nostra è una città accogliente, che sta provando a uscire da anni bui con belle mostre, associazionismo e iniziative culturali, dimostriamolo. Approfittiamo di questa occasione per mettere l’accento su quello che non va e per proporre idee nuove.   Ma prima di tutto, andate a vedere il film! Perché è bello…

Con amicizia». [Bettina Pontiggia]

[Il capitale umano di Paolo Virzì è allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como alle 21 giovedì 9, ven 10 e  sabato 11, domenica  12 alle 17,30 e 21, mercoledì 15 gennaio alle 21.  Ingresso 7 euro riservato ai soci Arci, 5 euro il mercoledì]

Paco-Sel: Virzì ingeneroso

Logo-bicicletta-def-300x300Con una lettera inviata a La Repubblica i consiglieri di Paco-Sel contestano le dichiarazioni del regista Paolo Virzì che ignorando la presenza del Sociale aveva definito Como «città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina». Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Egregio sig. direttore,abbiamo letto, in una intervista su La Repubblica al regista Paolo Virzì, nella pagina degli spettacoli di lunedi 6 gennaio, le sue affermazioni, relative la città di Como, che amministriamo da un anno e mezzo, con altre forze che sostengono il Sindaco Mario Lucini.

Ci permetta, alcune affermazioni del regista, ci sembrano ingenerose.
E’ vero che da anni il Cinema Politeama è chiuso e abbandonato, per ragioni di carattere patrimoniale, rese inestricabili dalla volontà di alcuni privati su cui la politica non ha possibilità di intervento, e per errori politici e amministrativi dei decenni passati.
Però dire che “..Como, città ricchissima che esprime il degrado della cultura con quel suo unico teatro, chiuso ed in rovina”…ci sembra fuori luogo e non condividiamo simili affermazioni.
Nella nostra città, c’é da 200 anni un prestigioso teatro, il Sociale, amato dalla gente e apprezzato, in cui si tengono stagioni teatrali e liriche di tutto rispetto,oltre che a spettacoli ed iniziative di elevato livello.
Anche il tessuto culturale della nostra città è vivace e ricco di tante iniziative, che soffrono, come in tutta Italia, per la sistematica politica di tagli alle attività culturali degli ultimi anni.
Da decenni in Como, c’é un’attività culturale di rilievo, che fa a capo al Centro Volta, c’è una Università giovane e qualche volta brillante, si svolgono mostre e mille altre attività e in genere la sera, un comasco viene posto di fronte a varie attività e alternative, interessanti.
Como ha uno dei paesaggi, il lago, le montagne, tra i più belli e amati del mondo.
Forse, e qui potremmo confrontarci con il regista Virzì, tutto potrebbe essere più accellerato, si dovrebbe far dimenticare anni di interessi, di odi, di burocrazia.
Ma quello che abbiamo letto, è, ci permetta, un giudizio molto brutto, che non condividiamo.
Como é una città che ha una storia;una storia che ha espresso tante persone che in molti campi hanno fatto “crescere” l’umanità intera e la nostra nazione..Ci permettiamo di citarne alcuni: i Plinii, Papa Innocenzo XI, Alessandro Volta, Terragni, Sant’Elia, Luigi Guanella, Achille Grandi, Giorgio Perlasca.
Ha creato una cultura tramite i lavoratori e gli imprenditori delle sue fabbriche tessili.
Ha da anni, una cultura di accoglienza, prima verso la gente proveniente dal Sud Italia, ora con la gente proveniente da altri Paesi.
Poi, come per tutte le altre città di qualsiasi parte d’Italia, ci sono situazioni positive e negative da eliminare.
Queste ultime, noi, con la giunta e le forze politiche di maggioranza ed in qualche caso anche della minoranza, stiamo lavorando intensamente, con un continuo confronto con i cittadini e le associazioni della nostra città. Distinti saluti».[Luigi Nessi e Vincenzo Sapere Paco-Sel]

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