Politiche sociali Como

Como/ Politiche ambientali e sociali straordinarie per affrontare la crisi

maniNella fase in corso di preparazione delle linee del Bilancio del prossimo anno che tanti si augurano non siano semplicemente la riproposizione di quelli precedenti, vincolata dalla necessità di ridurre le spese, arriva lo studio di Luca Michelini,  professore di Storia del pensiero economico (Dipartimento di Scienze politiche, Università di Pisa), con il tentativo di esaminare con serietà un aspetto essenziale dell’azione politica, le politiche ambientali e sociali del Comune di Como. Il documento, pubblicato sul sito di Michelini, che proponiamo anche ai nostri lettori, può costituire uno strumento utile per avviare un dibattito nel merito delle questioni, indispensabile per evitare che la politica locale si pieghi a diventare ordinaria amministrazione. Leggi il testo nel seguito del post.

«Mancando a Como una pubblica opinione strutturata e, soprattutto, vicina ma indipendente (non dunque “cinghia di trasmissione” del potere, ma potere autonomo) al centro-sinistra che governa la città, è difficile per il cittadino, indipendentemente dal proprio orientamento politico, farsi un’idea di come realmente funzioni la macchina comunale.

In altri termini, spesso le analisi e le polemiche (anche quelle alimentate dal sottoscritto) prescindono da un importante dato di fatto: che la politica cittadina è anche una istituzione (il Comune) che deve essere considerata come una macchina vera e propria; una macchina, dunque, che può muoversi, compiere delle scelte, ma che ha strumenti e limiti ben precisi, che circoscrivono, quindi, i percorsi che possono essere intrapresi.

Per avere un quadro delle possibilità e dei limiti della macchina comunale sarebbe necessaria, anche se non sufficiente, un’analisi dettagliata del bilancio. Non è sufficiente per questo motivo: non credo sia politicamente scorretto affermare che lunghi anni di egemonia del centro-destra potrebbero aver modellato la macchina amministrativa in senso eccessivamente politico, distorcendone notevolmente le funzioni. Si tratta insomma di valutare il tipo di rapporto che si è instaurato tra il sindaco Lucini e i suoi assessori da un lato, e la macchina amministrativa-dirigenziale dall’altro.

In questa occasione, tuttavia, mi limito a alcune osservazioni, funzionali al tema oggetto d’attenzione. L’auspicio è che sia il Comune stesso e le forze politiche ad offrire al cittadino un quadro chiaro della situazione. Per entrambi (istituzioni e forze politiche), non si tratta di “fare della comunicazione”, quanto, invece, di “fare della informazione”, per altro assecondando gli indirizzi previsti dalla legge.

Naturalmente, più i cittadini prendono coscienza dei limiti dell’azione delle istituzioni, più possono escogitare strumenti nuovi per superare questi stessi limiti, per rispondere alle sfide della storia. Il processo di gestazione di questi strumenti dovrebbe essere il seguente: analisi, dibattito culturale, dibattito interno ai partiti e tra partiti, dibattito nel consiglio comunale, scelte e azioni di governo, amministrazione, controllo dei risultati. Mai come oggi, per esempio, di tempi tutt’altro che “normali”, sarebbe importante far conoscere i limiti d’azione della politica in quanto istituzione comunale, per concepire e realizzare “politiche straordinarie” per affrontare la gravissima crisi economica e sociale che percuote anche la nostra provincia». Leggi il seguito nel sito di Luca Michelini.

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