Rawa

Afghanistan/ Donne e bambine senza diritti

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No all’occupazione militare dell’Afghanistan, no all’integralismo che uccide, nega i diritti, la dignità e il futuro. L’iniziativa del Cisda, realizzata in collaborazione con il Comune di Como, è caduta in un momento nel quale l’evidenza dei pericoli di guerre e fondamentalismi è percepita daA tutti. L’orrore degli integralismi non era altrettanto colto quando più di dieci anni fa Maryam Rawi era stata con le Donne in nero e con Amnesty International la prima volta a Como.

Purtroppo la situazione illustrata da Maryam Ravi (mai ripresa in viso per evitare che possa essere riconosciuta e uccisa al ritorno in Afghanistan), il 20 novembre nella Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi piena, non è cambiata negli anni. Non solo non è migliorata con l’intervento Usa/ Nato, col maldestro tentativo di “esportare la democrazia”, ma è peggiorata perché mai come adesso i diritti umani sono negati per tutti e per le donne in particolare non solo da Isis e Talebani, ma da molteplici altre bande e signori della guerra che impongono i fondamentalismi con stupri, assassini, violenze di ogni genere. Le parole di Maryam Rawi che ha risposto alle domande di Manuela Serrentino e sono state tradotte Graziella Mascheroni del Cisda hanno evidenziato situazioni terribili: matrimoni coatti, negazione del diritto all’istruzione e al lavoro, subordinazione totale delle donne agli uomini, uccisioni per lapidazione, suicidi anche imposti, torture, stupri, negazione di dignità delle bambine, delle donne e di un intero popolo.

L’esponente di Rawa ha ringraziato il Comune di Como che ha svolto pienamente oggi la sua funzione di Città messaggera di Pace con l’intervento della vicesindaca Silvia Magni e  di Celeste Grossi di Paco-Sel. Significativa la serie di azioni di politica internazionali con il discorso di Mario Lucini il 19 alla manifestazione Como con Parigi, l’impegno per i diritti umani in Cina del 19 con la cittadinanza onoraria a Liu Xiaobo e l’incontro contro guerre e integralismi del 20 novembre.

Particolarmente interessante positiva la presenza di un gruppo di ragazzi della Riapamonti che hanno intervistato la relatrice e hanno lavorato con impegno e professionalità per realizzare un video dell’incontro che sarà presto montato e pubblicato dalla scuola.

On line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa nei quali per motivi di sicurezza non è mai inquadrato il volto della relatrice afghana.

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video.

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