rifiuti

70% in sciopero per la raccolta dei rifiuti, 50% alla pulizia delle strade e marciapiedi

La seconda giornata di sciopero a Como, martedì 17, conferma una grande adesione e il Comune di Como informa che «la raccolta del sacco viola prevista nella giornata di lunedì 16 gennaio sarà recuperata nella giornata di lunedì 23 gennaio. La raccolta del sacco nero prevista nella giornata di martedì 17 gennaio sarà recuperata nella giornata di giovedì 19 gennaio, mentre la raccolta del sacco viola prevista nella giornata di martedì 17 gennaio sarà recuperata nella giornata di martedì 24 gennaio»

La piattaforma ecologica sarà in via Somigliana

Trovata, forse, una soluzione ad uno dei tasti dolenti del bando per la raccolta rifiuti, mercoledì 6 luglio la Giunta comunale comasca ha individuato un terreno in vista dell’ennesima gara per la raccolta dei rifiuti (altro…)

Lariani poco ricicloni

Como non è presente tra i capoluoghi di provincia del nord ricicloni (comuni che differenziano oltre il 50% dei rifiuti) nell’edizione 2010 dell’iniziativa di Ecosportello Rifiuti di Legambiente.
Nella classifica dei comuni sopra i 10mila abitanti, tra le cittadine lariane presente solo Erba al 160° posto con una percentuale di 69,3% di raccolta differenziata e 182,9 kg di Co2 pro capite risparmiati.

Una petizione per respirare

La Holcim ha chiesto di aumentare la quantità di rifiuti (Cdr) da incenerire nei forni della cementeria di Merone. Il Circolo ambiente Ilaria Alpi di Merone illustra perché è contrario ed  invita a mandare e-mail alle istituzioni (Regione, Provincia, Comuni) per dire no a questa possibilità. Gli indirizzi, una proposta di appello/petizione. (altro…)

Il Consiglio comunale di Como del 6 ottobre 2008

Sant’Anna? Se ne riparlerà entro un mese. L’opposizione decide di assecondare la proposta della maggioranza di rinviare la votazione sulla delibera proposta sul futuro dell’area di Camerlata. Magatti spiega proposta di Paco per la prossima gara di appalto per la raccolta dei rifiuti.

Il freddo ottobrino arriva anche nel Consiglio comunale di lunedì 6 ottobre. Nelle preliminari molti consiglieri hanno chiesto una deroga alla legge che indica il 15 del mese come data di inizio della possibilità di accendere il riscaldamento. «Anziani e bambini piccoli la sera e la mattina presto soffrono il freddo», ha dichiarato Gianluca Lombardi, Fi, sostenuto dal compagno di partito Roberto Rallo, e «in alcune strutture scolastiche non sono ancora stati accesi i riscaldamenti» ha aggiunto Vittorio Mottola, Pd.
Pronta la risposta del sindaco Bruni, appena rientrato dalla soleggiata Cuba con una dote di sigari da distribuire ai consiglieri, «non abbiamo pensato ad una deroga perché pensiamo al bilancio delle famiglie. In un condominio verrebbe acceso il riscaldamento, con le conseguenti spese, anche per quelle famiglie che non ne sentono l’esigenza», in ogni modo il primo cittadino comasco si è impegnato a «proporre la delibera in Giunta mercoledì ».
«Si faccia chiarezza sul progetto di metropolitana leggera!» ha chiesto donato Supino, Prc, dopo le affermazioni contrastanti fra la direzione de Le Nord, contraria al progetto, e Regione Lombardia, che si è invece dichiarata favorevole.
Problemi con immobili disastrati sono stati posti da Luigi Bottone, che ha chiesto la messa insicurezza dello stabile bruciato in via Vela a Ponte Chiasso, e Bruno Magatti, Paco, che ha ricordato lo stabile in ristrutturazione di via Anzani da cui alcuni residenti sono stati trasferiti altrove.
La seduta è così potuta incominciare con la discussione sulla delibera di indirizzo proposta dalle opposizioni sulla destinazione dell’area del Sant’Anna a Camerlata.
Dopo la votazione per punti e l’approvazione di due di essi su undici era previsto un ulteriore passaggio con un’ulteriore votazione e l’approvazione dei due punti assieme. Un atto non lineare date le dichiarazioni di voto dei capigruppo della maggioranza che hanno affermato che avrebbero votato contro la proposta delle minoranze scatenando le ire di Mario Lucini, Pd, «qui operiamo nel paranormale, sarebbe lineare fare in un modo se no siamo proprio in un altro mondo». Dalla maggioranza, per bocca di Rallo, è così arrivata la proposta di sospendere la discussione e rinviarla.
Dopo un’accesa discussione per le opposizioni Marcello Iantorno, Pd, ha dichiarato di accettare di rinviare la discussione, ma non oltre trenta giorni.
«Su questo argomento la maggioranza sta cincischiando – ha detto Mario Lucini, in disaccordo col proprio gruppo – cosa si mette in quest’area si deve deciderlo, dobbiamo dirlo, abbiamo paura?» e, rivolto ai banchi della maggioranza, dichiarato: «La città ha bisogno di una risposta adesso! Noi sospendiamo e la variante resterà ferma?», per concludere con un’ulteriore quesito «tiriamo tardi per dire per poi dire che è stato deciso tutto da qualcun’altro?».
Con una votazione in “ordine sparso” è stata approvata la sospensiva.
Il secondo argomento della serata è stata la presentazione della proposta di delibera di Paco per la futura gara di appalto per la raccolta dei rifiuti e la pulizia della città.
Bruno Magatti, in una sala svuotata, solo 12 consiglieri di maggioranza e anche la presenza del pubblico, una decina di persone all’inizio, era diminuita data l’ora, ha riassunto la storia della raccolta differenziata dei rifiuti in città.
Dal 1994 il Comune di Como utilizza i sacchi viola in cui vengono raccolti differenti materiali, che vengono poi aperti dagli operatori e “mondati”. La plastica viene raccolta mentre il resto diventa Combustibile da rifiuti (Cdr) «che viene bruciato anche in cementerie come può essere quella di Merone».
Dati alla mano il consigliere di pPaco ha poi spiegato come la promiscuità dei materiali non aiuta il loro recupero tanto che la carta all’interno di questi sacchi si sporca e non è più riutilizzabile e anche l’alluminio ha delle percentuali di recupero di molto inferiori a quelle di una raccolta separata.
Il sacco nero invece viene bruciato all’inceneritore della Guzza, «nell’unico forno attuale solo il 34 per cento dei rifiuti bruciati sono comaschi gli altri provengono da altre realtà» ha precisato Magatti, ad un costo di circa 105 euro la tonnellata. Quindi – ha proseguito – «è come se mettessimo affianco di ogni sacco nero un euro». A questi incassi vanno aggiunti per Acsm gli introiti derivanti dalla vendita di energia prodotta con la combustione dei rifiuti, che viene, «grazie ad una legge del primo governo Prodi (Cip6)», pagata più del valore sul mercato.
Il consigliere ha fatto alcune proposte per una raccolta più attenta e che coinvolga maggiormente i cittadini intervenendo sul passaggio da tassa a tariffa sui rifiuti.
Le proposte vanno dal tesserino magnetico che consenta di avere sconti sulle tariffe portando materiali già differenziati alla piattaforma ecologica e differenziando maggiormente la raccolta porta a porta. «Ascm ci paga 23,25 euro la tonnellata per la carta e 7 per il vetro» alcuni dei dati forniti.
Magatti ha sottolineato anche l’importanza di una maggiore pulizia delle strade e ha invitato tutti i consiglieri a «condividere e modificare la delibera» per aprire uno «spazio di discussione» che possa mutare l’impostazione attuale della pulizia della città. Giovedì 9 ottobre incomincerà la discussione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Paco e Territorio sui rifiuti

Un film disperato che illustra la morte della terra in Campania, ma anche proposte e speranze nella serata organizzata da Territorio precario e Paco mercoledì 9 luglio nella piazzetta Martinelli.

Più di cento persone hanno partecipato alla serata organizzata da Paco e da Territorio precario per parlare di rifiuti e vedere il film documentario Biutiful Cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero che mostra il disastro ambientale campano degli ultimi anni.
Guido Ortolani di Territorio precario presentando la serata ha illustrato la situazione di crisi paradossale con «la presenza della camorra e di ampi settori del mondo imprenditoriale» che aumentano lo sfacelo, «l’esercito posto a difesa di luoghi ritenuti strategici, le discariche» e un settore quello degli inceneritori «remunerativo solo grazie agli incentivi Cip 6».
L’esponente di Tp ha poi ricordato i problemi determinati dal termovalorizzatore di Brescia, spesso preso a modello: «Dalle analisi nei terreni circostanti c’è una grande concentrazione di diossine, tanto che una delle aziende agricole vicine, quella dell’Istituto tecnico agrario ha dovuto chiudere».
Bruno Magatti, consigliere comunale di Paco, ha esposto la proposta di delibera di indirizzo per un miglioramento del servizio per il futuro bando per l’assegnazione della gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Una idea nata dopo un’indagine svolta sul campo presentata da Paolo Sinigaglia. L’esponente di Paco ha denunciato che «dai sacchi viola, in cui vengono gettati carta, latte e plastica, viene separata manualmente solo la plastica, mentre il resto diventa Cdr (combustibile da rifiuti)».
Il movimento della rondine propone di creare altre piazzole per la raccolta dei rifiuti, il passaggio dalla tassa alla tariffa sui rifiuti, passando dai metri quadri delle case ai chili prodotti, un sistema di sconti per chi li va a depositare i rifiuti direttamente in discarica, un ribasso più generalizzato per tutta la città se vengono raggiunte migliori percentuali di riciclaggio e maggiori in informazioni ai cittadini. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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