Bruno Magatti, consigliere comunale di Paco, interviene sulla polemica generata dall’attacco dell’Agenzia vaticana Fides alla bandiera della Pace

Ha generato disappunto e sconcerto la scomunica della bandiera della Pace dell’Agenzia stampa vaticana Fides. Dopo i primi interventi a caldo pubblicati ieri, riportiamo integralmente una nota di Bruno Magatti esponente del pacifismo cattolico lariano.

«Lascio alle parole di Giacomo Alessandroni [ctrl nostro lancio 22533] la specificazione di tutte le “non verità” dell’articolo comparso su Fides. Ma le “non verità” e le “verità parziali” sono già modalità non costruttive. A ciò si deve aggiungere, probabilmente, la volontà di screditare, di dividere.
Trovo deplorevole e, francamente, poco cristiano il non sapere camminare accanto a chi, partendo da realtà diverse, cerca di costruire gesti, pensieri e relazioni di pace. Ricordo che, al riguardo, Gesù lancia un invito chiaro: se qualcuno ti chiede di fare con lui un miglio, tu fanne due. Su questa strada verso la pace il credente, non può che portare con sé qualcosa che, per altro, non gli appartiene, ma gli è donato, in umiltà, senza integralismi.
L’intervento su Fides allarma, poiché sembra voler accreditare l’idea di un cristianesimo arroccato e pauroso, che poco ha a che fare con il messaggio del Vangelo, un messaggio che invita ad un’apertura docile all’altro, a gesti di prossimità che non giudicano ma comunicano la fiducia in un messaggio, quello cristiano, che se non strumentalizzato o deformato, è capace, da sé, di aprire alla misericordia e al perdono.
C’è più di un dubbio circa lo scopo preminentemente politico di questo intervento su Fides: auguriamoci che qualche voce autorevole e credibile intervenga nelle sedi opportune per rimettere le cose al posto giusto e che queste nostre considerazioni non siano lette come volontà di concorrere alla divisione. Certamente credo che occorra essere molto preparati per evitare di cadere nella trappole che ogni integralismo pone: ma questa nostro è tornato ad essere il tempo degli integralismi. Lo scandalo, a mio parere, sta nell’assuefazione all’uso strumentale, se non blasfemo, che ogni giorno è fatto delle religioni e del nome di Dio, per giustificare ogni sorta di tornaconto del Potere.
Anche in questo caso il tema non può essere se è bene o male condividere qualche segno, ma piuttosto come concorrere a rendere forti, autorevoli e condivisi dei valori sui quali si fonda l’idea stessa di umanità».

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