Giorno: 28 Febbraio 2009

Razzismo, che altro?

 

padanoL’editoriale del numero 391 del mensile ecoinformazioni in distribuzione nelle librerie, nelle botteghe equo-solidali e nelle sedi delle principali organizzazioni del terzo settore. 

Ha ragione Italo Nessi a proporre l’obiezione di coscienza contro le leggi razziali volute dal governo Berlusconi. Lui è un medico e con l’organizzazione di missionari laici Medici con l’Africa è stato anni in Uganda, uno dei luoghi del pianeta più martoriati dalle malattie, causate prima di tutto dalla fame, l’epidemia inarrestabile che i paesi ricchi impongono a quelli poveri. Lui, che continua anche a Como a occuparsi della salute di chi non ha diritti, non si trasformerà mai in agente di polizia e non denuncerà mai i pazienti privi di quel permesso di soggiorno che le autorità italiane si rifiutano di concedere. 

E come Italo, al Sant’Anna come al Valduce, saranno tanti i medici che si impegneranno a rimanere tali, a non partecipare alla miserabile persecuzione dei poveri che il governo ha deciso di colpire quando la malattia li rende ancora più indifesi. 

Ma questo non rassicura. Come nel fascismo antisemita di allora, nel fascismo di oggi le norme liberticide strisciano nel corpo sociale accompagnate da un armamentario di lugubri rassicurazioni, il cui scopo è impedire quel risveglio popolare che l’infamia stabilita per legge avrebbe dovuto allora e dovrebbe adesso provocare. Così è stato per i militari nelle città e così sarà per le “ronde”. 

Ci saranno lugubri rassicurazioni sulla loro composizione, sui loro compiti e limiti d’azione. Ma la sostanza ha un solo nome e un solo aggettivo: squadrismo razzista. E l’obiettivo è del tutto evidente: capitalizzare la paura che si è accortamente seminata per accrescere il consenso verso una svolta autoritaria (ancorché camuffata da operetta) del governo locale e nazionale. È probabile che nel comasco l’arruolamento nelle squadracce fascioleghiste andrà più che bene. La maggioranza politica, ma ormai anche popolare, vede i diritti costituzionali, la democrazia stessa, come ostacoli alla sicurezza e persino al superamento della crisi economica. 

Chi non ha vissuto direttamente il tempo della Shoah si pone spesso la seguente domanda: perché la reazione all’orrore fu così modesta? Ora si comincia a capire. 

Il lugubre ponte tra allora e oggi è nella cronaca: si pensa di riabilitare vescovi che negano lo sterminio degli ebrei. Dove erano i cittadini comaschi quando i figli degli ebrei vennero costretti a lasciare le scuole lariane perché le leggi li ritenevano ostacolo alla sicurezza nazionale? Perché l’indignazione di tanti si ridusse a semplice mugugno e solo pochi eroi si adoperarono contro tale barbarie? E oggi dove siamo noi mentre i bambini malati vengono denunciati in ospedale e condannati a morte certa col rimpatrio in paesi che la nostra ricchezza ha reso inabitabili? [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Associazione per la sinistra

farfallaconlemaniSabato 28 febbraio alla Circoscrizione 6 è stata presentata alla stampa l’Associazione per la sinistra di Como, una nuova realtà che si propone di creare unità a sinistra.

«È tempo che, anche a Como, le donne e gli uomini che si ispirano ai valori fondamentali della sinistra prendano in mano il loro destino e procedano verso la costituzione di un nuovo soggetto politico, unito e plurale» questo è l’incipit del documento distribuito all’incontro di presentazione di un nuovo soggetto della vita politica e culturale comasca l’Associazione per la sinistra (perlasinistracomo@gmail.com). Due i portavoce che si sono fatti carico di presentare la nuova associazione, Giuseppe Calzati e Alessio Tamburello, in una riunione alla presenza di una ventina di persone esponenti del variegato schieramento a sinistra del Pd. «L’associazione lavorerà per la ricostruzione di rapporti unitari a sinistra» ha precisato Calzati con l’obiettivo più ambizioso di ricostruire un’unità a sinistra e, «se il percorso acquisterà consenso, potrà contribuire, all’interno di un processo di aggregazione di realtà più articolate, sindacati, associazioni e mondo cooperativo, alla nascita di un partito». «L’associazione prescinde dai partiti politici – ha spiegato Calzati – e non si farà condizionare da loro» anche perché vuole andare oltre le logiche identitarie che hanno portato a divisioni e diaspore. Critica la posizione sulla lista della Sinistra arcobaleno definita come espressione di logiche verticistiche. In sostanza ha riassunto Calzati «non occuparsi di ciò che accade all’interno dei partiti, ma di ciò che succede nella società». Ad animare l’iniziativa un forte spirito unitario e la volontà di ricomposizione di un territorio politico troppo frammentato. A Mariano Comense l’Associazione sosterrà la lista Sinistra Marianese (sinistra.marianese@gmail.com), che si presenterà pubblicamente venerdì 6 marzo, ed è impegnata a trovare ampi consensi e apparentamenti per la prossima tornata elettorale. L’associazione pur essendo in relazione, seppur senza un rapporto organico, al sodalizio nazionale (www.associazioneperlasinistra.it) intende avere un’ampia articolazione locale nei diversi territori della provincia di Como. Associazioni simili stanno nascendo anche in altre realtà lombarde, da Monza a Brescia, ed i promotori com’aschi, finora una trentina, hanno uno sguardo privilegiato verso la “consorella” varesina, vista come l’interlocutore più vicino che opera in un contesto analogo. Il primo appuntamento sarà un’assemblea pubblica a Como sabato 21 marzo per presentare lo statuto, la Carta d’intenti e avviare il tesseramento. Entro fine marzo verranno poi lanciate nelle piazze della provincia le Primarie delle idee per ricevere proposte, idee, suggerimenti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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