Giorno: 7 Luglio 2009

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio 2009

Al consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio un minuto di raccoglimento per la strage di Viareggio, continuazione della discussione e approvazione delle nuove tariffe degli asili nido, questioni di metodo postume per il cedro abbattuto di soppiatto.
L’incidente in cui hanno perso la vita due ragazzi di Cernobbio in via Brogeda è stato al centro di più d’una preliminare del Consiglio comunale di lunedì 6 luglio. Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto «un controllo della segnaletica ed un posizionamento dei cartarifrangenti» nella curva fatale, l’assessore Caradonna ha voluto specificare «quella strada non è di nostra competenza, ma del’Amministrazione provinciale», mentre Luigi Bottone, Gruppo misto, ha chiesto un minuto di silenzio e Marco Butti, Pdl, ha sottolineato la pericolosità dell’ingreso di mezzi pesanti fra via Borromini e via S. Giacomo.
Mario Molteni, Per Como, ha chiesto lumi sui bus navetta per la mostra a Villa Olmo «vengono dichiarate come un grande successo il trasporto di 618 persone, facendo un breve calcolo, con il numero di corse effettuate si arriva a 2-3 persone per van».
Anche Acsm e le dimissioni di Enrico Polliero sono entrate nel dibattito: «subito dopo la fusione fra Acsm e  Agam è stato silurato il presidente – ha dichiarato Vincenzo Sapere, Socialisti – ora viene silurato anche il direttore, anche l’amministratore delegato non è di Como, che la gestione dell’azienda finisca nelle mani della Compagnia delle opere mi preoccupa!». Sullo stesso argomento è intervenuto Alessandro Rapinese, Area 200: «Il sindaco sulla fusione aveva detto che sarebbe stata un vantaggio per i cittadini con una riduzione del prezzo del gas, così non è stato, ora si va poi a licenziare un manager che ha lavorato bene per una questione di cadreghe».
Il Consiglio ha poi preso inizio con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della strage di Viareggio. La discussione è ripresa sugli emendamenti alla delibera sulle rette degli asili nido comunali. Tutte bocciate le proposte di modifica delle minoranze, tranne due lievi modifiche sulle agevolazioni tariffarie, così come gli ordini del giorno. Molto differenti i punti di partenza delle modifiche proposte dalle minoranze, Dario Valli, Area 2010, ha proposto «una significativa riduzione delle spese» per gli asili, trovando un’opposizione trasversale. «Sono a favore delle economie di scala – ha detto Stefano Rudilosso, Pdl – ma sugli asili nido siamo arrivati a raschiare il fondo. L’ultima che ho sentito è che sono state invitate le dipendenti a comprarsi i guanti monouso, semmai qui si dovrebbe tornare indietro con i risparmi». Anche l’assessora Veronelli si è detta concorde sul contenimento di spesa ma sulla ristorazione, che Valli aveva proposto di esternalizzare, «ai bambini di quell’età va dato cibo fresco e sano come se fossero a casa». Magatti aveva chiesto una maggiore flessibilità negli orari e Rapinese di fare tutte le economie possibili «magari partendo dallo stipendio del portavoce del sindaco, che non ho mai visto». Una proposta che voleva inserire direttamente nell’ordine del giorno, ma che non essendo correlata strettamente alle tariffe degli asili bensì al bilancio, ha poi ritirato.
Il Consiglio ha quindi approvato le nuove tariffe che porteranno ad una diminuzione dell’importo delle tariffe massime per i residenti, a 500 euro, e un leggere aumento delle minime, basandosi interamente per tutti sull’Isee e non più sull’Irpef.
Sospese e rimandate le discussioni sul progetto integrato per la Ticosa, dato che non  ancora stata fatta la Vas, e sul lido di Villa Olmo, data l’assenza giustificata dell’assessore competente, si è affrontata la mozione urgente sul taglio del cedro di piazza Verdi proposta da Per Como, mentre una ventina di persone interessate sono arrivate per assistere al dibattito e hanno applaudito e sostenuto, provocando la contrarietà del presidente del Consiglio Pastore, gli interventi delle minoranze.
Molteni ha ripercorso la nascita della mozione quando ancora la pianta non era stata tagliata e sulla mancanza di risposte alla cittadinanza critica sull’abbattimento. «Tutti ci ricordiamo la sera in cui ci impegnammo  parlarne – ha aggiunto Magatti – e quella sera stessa il cedro è stato tagliato». Un atteggiamento inqualificabile per Roberta Marzorati, Per Como, «se il sindaco non sapeva che lo avrebbero abbattuto la sera stessa ha dimostrato un grande disinteresse e ancora peggio se lo sapeva e non ha detto niente».
Tutti d’accordo principalmente sulla questione di metodo, hanno preso la parola anche Marcello Iantorno, Pd, e Mottola, per la mancata volontà al confronto con la cittadinanza e sulla riprovazione dell’azione carbonara e notturna del taglio, quando secondo gli esponenti dell’opposizione si sarebbe potuto anche spostare.
«Io non voterò a favore di questa mozione di sfiducia a Caradonna – ha affermato Claudio Corengia, Pdl,– perché non si può più parlare del cedro dato che non c’è più e questa mozione non avrebbe neanche più ragione d’essere, come inammissibili sono gli emendamenti proposti». Il rumoreggiare del pubblico lo ha interrotto alcune volte finché, data l’ora, sono stati chiusi i lavori. Gli spettatori si sono riproposti di presenziare ancora a Palazzo Cernezzi per far sentire la loro voce, il dibattito continuerà lunedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
cernezziAl consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio un minuto di raccoglimento per la strage di Viareggio, continuazione della discussione e approvazione delle nuove tariffe degli asili nido, questioni di metodo postume per il cedro abbattuto di soppiatto.
L’incidente in cui hanno perso la vita due ragazzi di Cernobbio in via Brogeda è stato al centro di più d’una preliminare del Consiglio comunale di lunedì 6 luglio. Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto «un controllo della segnaletica ed un posizionamento dei cartarifrangenti» nella curva fatale, l’assessore Caradonna ha voluto specificare «quella strada non è di nostra competenza, ma del’Amministrazione provinciale», mentre Luigi Bottone, Gruppo misto, ha chiesto un minuto di silenzio e Marco Butti, Pdl, ha sottolineato la pericolosità dell’ingreso di mezzi pesanti fra via Borromini e via S. Giacomo.
Mario Molteni, Per Como, ha chiesto lumi sui bus navetta per la mostra a Villa Olmo «vengono dichiarate come un grande successo il trasporto di 618 persone, facendo un breve calcolo, con il numero di corse effettuate si arriva a 2-3 persone per van».
Anche Acsm e le dimissioni di Enrico Polliero sono entrate nel dibattito: «subito dopo la fusione fra Acsm e  Agam è stato silurato il presidente – ha dichiarato Vincenzo Sapere, Socialisti – ora viene silurato anche il direttore, anche l’amministratore delegato non è di Como, che la gestione dell’azienda finisca nelle mani della Compagnia delle opere mi preoccupa!». Sullo stesso argomento è intervenuto Alessandro Rapinese, Area 200: «Il sindaco sulla fusione aveva detto che sarebbe stata un vantaggio per i cittadini con una riduzione del prezzo del gas, così non è stato, ora si va poi a licenziare un manager che ha lavorato bene per una questione di cadreghe».
Il Consiglio ha poi preso inizio con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della strage di Viareggio. La discussione è ripresa sugli emendamenti alla delibera sulle rette degli asili nido comunali. Tutte bocciate le proposte di modifica delle minoranze, tranne due lievi modifiche sulle agevolazioni tariffarie, così come gli ordini del giorno. Molto differenti i punti di partenza delle modifiche proposte dalle minoranze, Dario Valli, Area 2010, ha proposto «una significativa riduzione delle spese» per gli asili, trovando un’opposizione trasversale. «Sono a favore delle economie di scala – ha detto Stefano Rudilosso, Pdl – ma sugli asili nido siamo arrivati a raschiare il fondo. L’ultima che ho sentito è che sono state invitate le dipendenti a comprarsi i guanti monouso, semmai qui si dovrebbe tornare indietro con i risparmi». Anche l’assessora Veronelli si è detta concorde sul contenimento di spesa ma sulla ristorazione, che Valli aveva proposto di esternalizzare, «ai bambini di quell’età va dato cibo fresco e sano come se fossero a casa». Magatti aveva chiesto una maggiore flessibilità negli orari e Rapinese di fare tutte le economie possibili «magari partendo dallo stipendio del portavoce del sindaco, che non ho mai visto». Una proposta che voleva inserire direttamente nell’ordine del giorno, ma che non essendo correlata strettamente alle tariffe degli asili bensì al bilancio, ha poi ritirato.
Il Consiglio ha quindi approvato le nuove tariffe che porteranno ad una diminuzione dell’importo delle tariffe massime per i residenti, a 500 euro, e un leggere aumento delle minime, basandosi interamente per tutti sull’Isee e non più sull’Irpef.
Sospese e rimandate le discussioni sul progetto integrato per la Ticosa, dato che non  ancora stata fatta la Vas, e sul lido di Villa Olmo, data l’assenza giustificata dell’assessore competente, si è affrontata la mozione urgente sul taglio del cedro di piazza Verdi proposta da Per Como, mentre una ventina di persone interessate sono arrivate per assistere al dibattito e hanno applaudito e sostenuto, provocando la contrarietà del presidente del Consiglio Pastore, gli interventi delle minoranze.
Molteni ha ripercorso la nascita della mozione quando ancora la pianta non era stata tagliata e sulla mancanza di risposte alla cittadinanza critica sull’abbattimento. «Tutti ci ricordiamo la sera in cui ci impegnammo  parlarne – ha aggiunto Magatti – e quella sera stessa il cedro è stato tagliato». Un atteggiamento inqualificabile per Roberta Marzorati, Per Como, «se il sindaco non sapeva che lo avrebbero abbattuto la sera stessa ha dimostrato un grande disinteresse e ancora peggio se lo sapeva e non ha detto niente».
Tutti d’accordo principalmente sulla questione di metodo, hanno preso la parola anche Marcello Iantorno, Pd, e Mottola, per la mancata volontà al confronto con la cittadinanza e sulla riprovazione dell’azione carbonara e notturna del taglio, quando secondo gli esponenti dell’opposizione si sarebbe potuto anche spostare.
«Io non voterò a favore di questa mozione di sfiducia a Caradonna – ha affermato Claudio Corengia, Pdl,– perché non si può più parlare del cedro dato che non c’è più e questa mozione non avrebbe neanche più ragione d’essere, come inammissibili sono gli emendamenti proposti». Il rumoreggiare del pubblico lo ha interrotto alcune volte finché, data l’ora, sono stati chiusi i lavori. Gli spettatori si sono riproposti di presenziare ancora a Palazzo Cernezzi per far sentire la loro voce, il dibattito continuerà lunedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
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