I pendolari contro la finanziaria

Il Coordinamento dei comitati pendolari regione Lombardia contro i provvedimenti della finanziaria che, tagliando fondi alle Regioni, rischiano di penalizzare il trasporto pubblico.
«La manovra nasce con criteri logici chiaramente di stampo ragionieristico e di corto respiro –denuncia il comitato dei pendolari – che, anche se attuata in misura ridotta rispetto ai dati inizialmente previsti, è destinata a mettere in ginocchio l’intero sistema del trasporto pubblico locale, generando inevitabilmente più costi sociali, maggiore inquinamento e congestione stradale con un grave impatto sulla salute dei cittadini».
«A nostro avviso – continua il comunicato diffuso dai pendolari lombardi – l’unico modo intelligente e razionale per salvare il trasporto pubblico locale è quello di incentivare le efficienze, i risparmi di sistema, il mercato, e tale obiettivo non può che passare da un rafforzamento delle deleghe regionali nei trasporti e da una maggiore partecipazione degli utenti ed in particolare di noi pendolari che ne siamo vitali fruitori».
Per i pendolari, le Regioni dovrebbero chiedere al Governo di modificare le accise sui carburanti, le tasse di circolazione, le tariffe autostradali, introdurre tasse di scopo per l’uso dei veicoli privati e rivedere le modalità di governance del sistema dei trasporti, a partire dall’apertura vera al mercato.
In particolare, la Regione Lombardia deve certamente rivedere i costosi progetti infrastrutturali, quasi tutti legati all’Expo di cui molti di dubbia utilità, avviando la redazione di un serio Piano della Mobilità regionale, fondato sull’integrazione tariffaria e modale, sulla partecipazione e sulla trasparenza nello stabilire le priorità degli investimenti.
I pendolari chiedono alla Regione chiarezza sulle strategie che intende attuare e la possibilità di esporre proposte per affrontare in modo condiviso questa gravissima situazione.
«In caso contrario – minaccia il Coordinamento – appare naturale conseguenza nei prossimi mesi una forte protesta di milioni di pendolari utenti del trasporto pubblico esasperati, ma anche determinati, perché spinti da una necessità di sopravvivenza».
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