Fim e Fiom divise alla Polti e Consigli generali

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del segretario generale Fim Cisl di Como Alberto Zappa

«In data 23 novembre 2010 presso la Confindustria Como è stata raggiunta una ipotesi di intesa per il rinnovo del contratto aziendale della Polti Spa.

Dopo la definizione e approvazione della piattaforma unitaria tra Fim Cisl e Fiom Cgil nel corso del mese di maggio 2010 si è aperto un serrato e puntuale confronto con l’azienda che ha visto diversi momenti di confronto e restituzione con tutti i lavoratori e le lavoratrici della Polti.

Un percorso unitario condiviso e sostenuto fino alla settimana scorsa quando Fiom Cgil nella persona del suo Segretario generale ha abbandonato il tavolo poche ore prima della stretta finale per impegni personali non rinviabili.

L’intesa che è stata raggiunta di fatto contiene integralmente i contenuti e i temi condivisi e mai contestati da Fiom Cgil al tavolo negoziale.

Cosa che è avvenuta in maniera strumentale, irrituale e a dir poco imbarazzante ieri martedì 30 novembre 2010.

Di fatto abbiamo saputo di richieste mai espresse al tavolo e non disponibilità alla firma della Fiom Cgil a seguito di una telefonata.

La Fiom si dovrà assumere le responsabilità di questo atteggiamento e di questa decisione davanti ai lavoratori ed alle lavoratrici. Dovrà motivare come e perché ad un certo punto ciò che andava bene due settimane fa ora non lo è più.

La Fim Cisl (anche con la neve) ha tenuto una prima assemblea di organizzazione ieri mattina e concluderà il percorso di informazione  consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici Polti con  il referendum organizzato per lunedì 6 dicembre 2010.

Verificato l’esito assumeremo le decisioni conseguenti. La Fiom cosa farà??

L’intesa raggiunta è importante perché agisce su diversi punti richiamati nel volantino allegato.

E’ un accordo importante e unico per lo scenario generalizzato di crisi aziendali e ristrutturazioni che colpiscono il settore metalmeccanico comasco. E’ importante perché prevede e riscrive un sistema moderno di relazioni industriali. Perché considera importante conciliare il tempo famiglia e il tempo lavoro in una fabbrica ad altissima incidenza di manodopera femminile. Perché introduce un sistema di misurazione della professionalità. Perché prevede di trattare ed occuparsi del problema dell’assenteismo che è rilevante e incidente sulla produttività e redditività aziendale.

La Fiom scopre dopo 9 incontri che il sistema del premio che abbiamo sviluppato e concordato interviene per gestire e migliorare tassi di assenteismo per malattia premiando sensibilmente (si raddoppia o triplica il vecchio premio) i lavoratori che partecipano alla attività produttiva con assenze per sola malattia (esclusi quindi infortuni, ricoveri, permessi ex lege 104, maternità, terapie salvavita) inferiori ai 15 giorni lavorativi annui, premiando in misura proporzionalmente ridotta chi effettua assenze  per malattia che vanno da 20 a oltre 60 giorni lavorativi annui.

L’ipotesi di accordo raggiunta è importante perché affronta il tema dell’assenteismo spesso usato come TOTEM ideologico, in maniera pragmatica ed operativa. Incrocia aspetti organizzativi e di gestione dei tempi produttivi a quelli legati alla necessità personali (ricorso al part-time). Prevede un sistema premiante che permetterà, se raggiunti gli obietti del premio di risultato concordato, di dare ad oltre il 60 per cento dei lavoratori diretti un premio per il 2011 che andrà dai 1800 euro ai 1200. Ovvero il doppio ed il triplo di quanto percepito mediamente negli ultimi 9 anni.

Dalla Fiom i lavoratori avranno solo propaganda.

Dalla Fim avranno come sempre l’impegno a contrattare e concordare percorsi per migliorare la vita in fabbrica e fuori dalla stessa,  per ottenere un salario maggiore ed  adeguato a quanto viene richiesto per raggiungere determinati obiettivi sia collettivi che individuali.

Alla Fiom chiediamo rispetto. Quando non si è d’accordo occorre dirlo per tempo e nelle sedi opportune. Quanto avvenuto è grave. Non perché sia impedito di pensarla diversamente. Ma nelle modalità  e nei tempi con cui ciò è avvenuto.

Una mancanza di rispetto che scredita a nostro avviso la Fiom verso i lavoratori, verso l’azienda e verso la stessa Confindustria.

Ma questa non è una novità. E chi vive nel magico mondo dei metalmeccanici sa che è dura fare sintesi tra chi persegue logiche sindacali e contrattuali e chi attraverso slogan semplifica la complessità dei problemi e delle relative soluzioni.

La Fim Cisl con la Femca Cisl (federazione tessili e chimici) e la Fai Cisl (federazione degli alimentaristi) ha deciso di convocare i consigli generali in sessione di studio per il 9 dicembre 2010 sul tema della democrazia sindacale (vedi depliant allegato).

Il caso della Polti evidenzia nella sua genesi e conclusione quanto il tema sia di attualità non solo a livello nazionale ma anche a Bulgarograsso».

 

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