La Fim comasca festeggia l’approvazione dell’accordo alla Polti e attacca la Fiom

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del segretario generale della Fim comasca Alberto Zappa dopo l’approvazione da parte del’82 per cento dei lavoratori dell’accordo alla Polti

«Oggi 6 dicembre 2010 le lavoratrici e i lavoratori della Polti si sono espressi per mezzo referendum sull’approvazione dell’intesa per il rinnovo del Contratto aziendale.

Hanno partecipato al voto 119 su 160 lavoratori presenti. Favorevoli 95 ( 82,6%) contrari 20 ( 17%) nulle 4 ( 1%).

Un risultato e un consenso importante che riceviamo con responsabilità consapevoli che gli accordi sono un punto di arrivo e un punto di nuova ripartenza.

Oggi con il loro voto le lavoratrici e i lavoratori dicono alla Fim Cisl accettiamo la sfida e lavoriamo insieme per migliorare l’ambiente di lavoro, i nostri diritti, il nostro reddito.

Il nostro primo pensiero dopo il voto di oggi è andato alle lavoratrici che tutti i giorni con fatica stanno sulla catena di montaggio. Sappiamo quanto sia importante sostenere i ritmi della fabbrica e conciliarli con la cura della famiglia (figli e genitori). L’accordo è per loro. Aumentando al 25% i part-time che verranno concessi (20% orizzontali e 5% verticali) e prevedendo interventi sull’organizzazione del lavoro la vita in fabbrica sarà meno dura.

Abbiamo riscritto il sistema di relazioni industriali realizzando un impianto moderno che garantirà una lettura analitica delle strategie aziendali, degli obiettivi strategici di produttività e redditività, della misurazione e valorizzazione delle professionalità.

Ha fatto notizia il sistema del premio di risultato che interviene sull’assenteismo. La notizia vera è che prima venivano solo penalizzate le assenze. Per il futuro invece viene premiata la partecipazione all’attività produttiva. Con importanti benefici. Per i lavoratori e per l’azienda. Pertanto occorre discutere di un tema sensibile come l’assenteismo evitando di far passare dannosi concetti di generalizzazione come accaduto in questi giorni.

Non occuparsi di produttività e competitività significa far finta che i problemi non ci siano salvo poi gridare tutti allo scandalo quando le aziende dall’oggi al domani scelgono la via della delocalizzazione.

Polti negli ultimi 3 anni ha affrontato un processo di internazionalizzazione e di sviluppo di prodotto ad alto contenuto innovativo e a basso impatto ambientale. In un contesto di crisi generalizzato ha fatto tutto questo senza 1 ora di cassa integrazione.

Il vero assenteismo anomalo che fa notizia è quello della Fiom Cgil. Dopo aver condiviso una piattaforma e affrontato la trattativa insieme si è sfilata dal tavolo con un alibi poco credibile (la visita dal dentista). Se c’era da discutere e confrontarsi 5 mesi e 8 incontri non erano sufficienti??

Non si può fare rivendicazioni così come è avvenuto fuori dal tavolo e a mezzo stampa.

La Fim Cisl ha mantenuto l’impegno preso con le lavoratrici e i lavoratori rispettando il percorso democratico che prevedeva l’approvazione dell’accordo per mezzo referendum.

Lo stesso è stato tenuto non dalle delegate sindacali ma da due lavoratrici. Una iscritta alla Fiom Cgil una iscritta alla Fim Cisl. Questo per chiarezza nei confronti di chi dice che il referendum che è stato organizzato questo mattina non era valido perché promosso da una sola organizzazione.

Decida la Fiom e il suo segretario generale se essere coerente con quello che afferma la sua organizzazione a livello nazionale e locale. Ovvero che il voto dei lavoratori è vincolante.

Se non approva questa intesa vada a referendum su una proposta alternativa o proclami lo stato di agitazione. Un modo giusto e serio per capire quanto si conta e se si conta in una fabbrica.

Grazie ai nostri iscritti, grazie alle nostre delegate, grazie al voto di oggi, la Fim Cisl oggi è più forte e conterà di più per quello che dovrà fare nel confronto con l’azienda nei prossimi due anni».

 

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