Il Consiglio comunale di Como di giovedì 13 gennaio

La maggioranza non riesce a garantire le presenze, la prima seduta dell’anno va deserta per la mancanza del numero legale

Molte le dichiarazioni preliminari dopo la lunga pausa natalizia. Molti i temi che sono ritornati puntuali non avendo trovato una soluzione. Mario Molteni, Per Como, ha ricordato i problemi dell’illuminazione pubblica «la zona dello stadio è spettrale di notte». Sul dissesto delle strade è intervenuto quindi Andrea Luppi, Pd, «il Bilancio è fatto male, non ci sono scuse ci sono delle priorità infrastrutturali», mentre Alessandro Rapinese, che ha dichiarato ufficialmente la propria uscita da Area 2010, ha parlato della «politica del vetro rotto di Rudolph Giuliani, un piccolo passo contro il degrado, ad Albate va sistemato il vetro pericolosissimo di una pensilina dei bus», salutando, dopo i dati de Il Sole 24ore, «non il primo, ma il novantunesimo cittadino». Marcello Iantorno, Pd, ha invece chiesto chiarimenti sul caos accaduto con l’introduzione dei nuovi metodi di accesso alla Città murata e Bruno Magatti, Paco, si è scagliato contro «la gabella di un 1,50 €, la tariffa oraria nel posteggio del nuovo Ospedale S. Anna». «Vorrei vedere un anziano, anche solo per ritirare dei referti, quanto tempo possa impiegare, facendo il lungo tragitto dai posteggi alla struttura e tornando indietro magari se c’è un po’ di coda». Un duro attacco frontale ha mosso invece Donato Supino, Prc, nei confronti di Emanuele Lionetti, Autonomia liberale per Como, «tutte le manovre precedenti sono state fatte solo per avere una poltrona la presidenza della Commissione IV – carica affidata recentemente a Lionetti – così entro tre mesi verranno impegnati 6 milioni per il riscatto completo del Politeama, io non sono contrario, ma le priorità sono altre».

Per ultimo è intervenuto il sindaco Bruni che ha portato a conoscenza del Consiglio che il 10 febbraio si terrà il ricorso al Tar per lo scioglimento del contratto sulla ex Ticosa con Multi e che ha espresso soddisfazione per l’annullamento da parte del Consiglio di stato della sentenza del Tar sulla Vas di Cermenate.

 

Demanio lacuale

Fatto l’appello, garantito il numero legale solo grazie alla presenza delle minoranze, l’assessore Cenetiempo ha esposto la delibera per la promulgazione di un regolamento sul demanio lacuale «tutto ciò che l’operatore o il cittadino deve fare per ottenere concessioni di demanio lacuale». Una proposta per cui la Giunta ha già proposto due emendamenti «secondo la discussione che si è svolta in Commissione» ha chiarito l’assessore.

Nel 2003 Palazzo Cernezzi decise di non aderire a nessun consorzio e di gestire in proprio quest’aspetto dividendo in due il territorio di sua competenza come portuale e extraportuale (nella prima fascia rientra tutto il litorale da piazza Cavour a Villa Geno e Villa Olmo, più il porticciolo di Tavernola).

 

Assenze

Poca l’attenzione in aula da parte della maggioranza, molti hanno lasciato i banchi vuoti durate le domande di chiarimento e la discussione, tanto da suscitare le ire delle minoranze che hanno chiesto la conta del numero legale.

È iniziato così un balletto ad ogni appello le minoranze uscivano, mentre finito lo stesso parte della maggioranza abbandonava nuovamente dall’aula.

Una prima volta su richiesta di Supino erano 23 i presenti con il richiedente e Dario Valli, Area 2010, delle opposizioni, una seconda volta con il capogruppo del Pd Mario Lucini, che non è ruscito a trattenere lo sdegno «è scandalosa e vergognosa la mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio», solo 20 erano i presenti e si è andati al contrappello di prassi dopo un quarto d’ora quando con solo 21 presenti, il minimo, tra cui delle minoranze il solo Valli, la seduta è potuta proseguire. Ad una nuova richiesta di Rapinese la conta ha dato lo stesso risicato risultato, mentre alla successiva richiesta di Molteni erano presenti in aula solo in 20 e si dovuto aspettare i canonici 15 minuti per rifare l’appello. Nel mentre, data l’ora le 23 da poco passate, il grosso dei presenti della maggioranza ha deciso di andare a casa tanto che seppur tornate in aula le minoranze, con 19 presenze, la seduta è stata dichiarata deserta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

 

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