Per la rotatoria a Villa Olmo il Comune di Como spinge per la Borgovico bis

Palazzo Cernezzi ha preso posizione nel dibattito sorto per cercare di risolvere il problema della strozzatura di via Borgovico: sì alla rotatoria ma solo con la Borgovico bis

L’Amministrazione comunale comasca esclude ormai nettamente «la soluzione semaforica che non è praticabile poiché, per eliminare i punti di conflitto tra i diversi flussi di traffico, necessiterebbe di un numero di “fasi” incompatibile con il carico veicolare del nodo». Per il Comune rimane quindi «l’ipotesi della rotatoria, che pur con i vincoli geometrici, ambientali e monumentali del sito, è già stata valutata positivamente e prevista nell’ambito del progetto preliminare della cosiddetta “Variante stradale del Borgovico”».

Infatti, argomenta l’ingegner Pierantonio Lorini dirigente del Settore mobilità, «senza tale variante, la sola rotatoria provocherebbe il blocco del traffico in uscita dalla città. I numeri, del resto, parlano chiaro: in Borgovico il flusso giornaliero bidirezionale ammonta circa a 38mila veicoli (per fare un confronto: in autostrada alla barriera di Grandate ne transitano poco meno di 44mila al giorno). E una rotatoria posizionata in quell’incrocio, senza la variante del Borgovico e quindi con gli accodamenti attuali in direzione centro in diversi periodi della giornata, porterebbe alla congestione del nodo».

«Il Settore Mobilità di Palazzo Cernezzi – precisa una nota dello stesso – ha già scritto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e replicato punto per punto alla relazione trasmessa dallo stesso al Comune di Como lo scorso anno». «A maggior sicurezza dell’incrocio esistente il Settore Reti ha già provveduto, nel frattempo, al rifacimento della segnaletica orizzontale e alla sostituzione dei cartelli “dare precedenza” con impianti di dimensioni maggiori» giustificandosi così contro i rilievi che il Ministero aveva fatto all’Amministrazione comasca.

«L’impegno dell’amministrazione è di andare avanti con la progettazione della variante del Borgovico – ha precisato l’assessore alla Mobilità e al traffico Stefano Molinari – Certo, il problema principale è legato al finanziamento dell’opera, per la cui realizzazione servono tra i 30 e i 40 milioni di euro e in un periodo di crisi come questo sarà ancora più difficile reperire le risorse. Il progetto, tuttavia, non risponde solo all’interesse di Como ma coinvolge anche Provincia e Regione, visto che via Borgovico è di fatto l’unico ingresso in città per tutti i residenti dei paesi della sponda occidentale del Lario. Se vogliamo ragionare seriamente sulla fattibilità dell’opera dobbiamo, quindi, coinvolgere tutti gli enti interessati».

 

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