8 marzo tutti i giorni

Anticipiamo il testo del documento 8 marzo tutti i giorni. Radicate nelle piazze e con le teste vicine al cielo per costruire un mondo libero da guerre, violenze e povertà che le Donne in nero distribuiranno l’8 marzo.

«La cosa più importante è capire che la libertà non deve mai essere data per scontata. Pensiamo ai diritti delle donne: in Italia, negli Stati Uniti, in Francia molte donne hanno lottato per i propri diritti, per esempio per il diritto di voto. E questo per secoli, perché per secoli, appunto, questo diritto è stato negato. Ora in occidente vedo il pericolo che ci si adagi. Mi sembra che non si capisca che anche qui questi diritti non sono acquisiti una volta per tutte. Chi invece lo capisce, capisce subito che è importante sostenere chi sta lottando in altre parti del mondo per gli stessi diritti». Ha detto nel 2006 Azar Nafisi, l’autrice di Leggere Lolita a Teheran.

Nafisi ha ragione a ricordarlo a tutte e a tutti noi, infatti l’Italia risulta 74ª su 134 Paesi (più del 90% della popolazione mondiale) secondo il Rapporto Global Gender Gap del World Economic Forum del 2010. La classifica sulle discriminazioni di genere è stata stilata in base a 4 indicatori: la partecipazione delle donne in economia, le opportunità in educazione, le presenze nelle istituzioni politiche, la salute e la speranza di vita. L’area in cui nel nostro Paese le disparità sono più acute è quella economica, dove siamo al 97° posto (poche donne partecipano alle decisioni determinanti per l’economia; noi donne abbiamo stipendi inferiori a parità di ruolo; minore accesso a professioni altamente qualificate; l’Italia è all’87° posto per percentuale di donne che lavorano). Sono poche le donne che ricoprono un ruolo all’interno delle istituzioni politiche nazionali e locali (siamo al 54° posto per la partecipazione delle donne alla politica; 50° per la presenza di donne in Parlamento; 45° per la presenza di donne nei ministeri. L’Italia non ha mai avuto un capo di stato donna). Molto bassa è la posizione occupata dall’Italia anche in relazione agli interventi per la salute delle donne (95° posto). Una minore disparità l’abbiamo solo nell’ambito dell’istruzione: 49° posto.

Ma sono molte le donne che in Italia, in Nord Africa, in Iran, in Afghanistan, in Pakistan, in Palestina, in Israele, …, …, agiscono per affermare la propria dignità e per ottenere la libertà-liberazione di tutte di tutti.

È insieme a loro che noi Donne in Nero vogliamo abitare il mondo − con amore, giustizia e solidarietà, attraversando confini e conflitti − in questa Giornata internazionale delle donne e in tutti gli altri 364 giorni dell’anno. Ed è insieme a loro che vogliamo continuare ad agire per rimettere al mondo il mondo.

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