Le donne al lavoro per l’Italia

Anticipiamo il testo del documento del Coordinamento Donne Acli che sarà distribuito l’8 marzo in occasione della Giornata della donna.

«In questo 8 marzo le donne delle Acli intendono sottolineare  i benefici sociali della partecipazione femminile al mondo del lavoro. Benefici che non sono solo economici, dunque, ma anche di progresso civile e sociale per l’intera comunità nazionale. Nell’anno in cui si celebra il suo 150° anniversario, evidenziando il contributo decisivo che le donne hanno dato alla nascita e all’affermazione dell’Italia unita e della democrazia. E anche alla sua rinascita democratica nella tragica circostanza della Seconda Guerra Mondiale. La Resistenza rappresenta, infatti, la fase in cui nascono e si sviluppano le premesse per la nascita della Costituzione e della Repubblica democratica e le donne partecipano da protagoniste a questo momento decisivo della storia italiana. La partecipazione femminile non è più limitata ad una élite intellettuale e culturale del Paese, com’era avvenuto durante il Risorgimento; si tratta invece di un fatto diffuso, realmente di massa, al quale le donne cattoliche danno un apporto sostanziale.

Il lavoro è fondamento dell’esperienza democratica, volano che consente di uscire dal bisogno materiale, ma, specie per le donne, anche strumento di partecipazione ed emancipazione sociale, leva che consente innovazione culturale, che crea capitale sociale, che accresce l’autostima, che permette crescita personale e collettiva.

È per questo che la mancanza di lavoro femminile è causa di povertà, non solo economica, per le donne, ma ancor più è motivo di impoverimento economico, culturale e civile per tutta la collettività.

Oltre al contributo alla ricchezza del Paese l’interazione tra donne e lavoro ha dato luogo e dà luogo a risultati che possono trasformare tutta la società. È sotto gli occhi di tutti quanto la donna al lavoro stia modificando l’organizzazione sociale e del lavoro rendendola più rispettosa delle esigenze delle persone, della società, dell’ambiente, semplicemente portandovi dentro la propria esperienza femminile. Senza contare il prezioso lavoro svolto da sempre dalle donne nel sociale, in tante organizzazioni come la nostra, dove grazie alla cura di legami e relazioni ogni giorno rinnovano la trama del tessuto sociale, favorendone la coesione e la tenuta. Opera indispensabile per contrastare il declino economico, sociale e culturale del Paese. Il lavoro ha un’altra importante funzione: consente di diventare soggetto, non solo economico, ma anche politico, capace di scelte e di esercizio di responsabilità. La donna che è messa in condizione di sperimentare il lavoro (anche quello politico) riesce a penetrare nella complessità sociale del presente, a decodificarla e declinarla secondo una visione di genere, ad essere agente di cambiamento sociale.

Certo non ci nascondiamo le difficoltà ancora esistenti: le donne sono tuttora le più discriminate nell’accesso al lavoro, nel trattamento contrattuale e nei percorsi di carriera. E tuttavia sono pronte ad investire i propri talenti, a mettere in gioco risorse personali e situazionali. Partecipare e lavorare per il bene del Paese è un’aspirazione che nelle donne, malgrado gli ostacoli e i modelli fuorvianti proposti dalla tv, non è ancora sopita.

Per questo, come donne delle Acli, ci proponiamo di promuovere un dibattito che consenta una riflessione più complessiva sul ruolo che la risorsa femminile riveste nell’ambito della società. Anche noi ci sentiamo, come la nostra associazione, “vocate al lavoro”. Intendiamo, quindi, lavorare affinché sempre più e meglio questo mondo sappia accogliere e valorizzare l’elemento femminile. Nell’anno dell’anniversario dell’Italia unita, metteremo in luce quanto le donne hanno fatto per rendere più umano e dignitoso il nostro Paese ed il mondo del lavoro, più capaci entrambi di accogliere le diversità e la persona nella sua interezza, con i suoi compiti di cura ed il suo ruolo riproduttivo della vita umana e sociale».

 

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