Guerra in Libia/ Assemblea 1 aprile ad Albate

Venerdì 1 aprile,  Circolo Fumagalli, Comitato lavoratori contro la guerra, Fiom, Fp Cgil di Comoinvitano all’assemblea Il vento caldo di rivolta dall’Africa che si svolgerà alle 20,30 alla Cascina Massè di Como-Albate. Aprono la serata Massimiliano Lepratti saggista ed esperto dell’economia del terzo settore che presenterà il contesto socio-economico in cui si muovono le spinte di rivolta africane e Nicola Casale, che assieme al Comitato dei lavoratori contro la guerra di Como, da diversi anni analizza le spinte che governano le guerre che infiammano il nostro pianeta. Segue dibattito. Il testo del documento che invita all’assemblea.

«Mubarak e Ben Ali sono stati cacciati da una rivolta di massa. Il potere in Egitto e Tunisia è nelle mani degli eserciti, pronti a riportare indietro la situazione. Ma un nuovo soggetto politico è ormai sulla scena e, dopo le prime vittorie, non ha intenzione di tornare negli abissi della miseria e sotto regimi senza libertà. Il vento di rivolta si è propagato anche in altri paesi arabi e del Nord-Africa e minaccia la stabilità dell’equilibrio politico ed economico dell’intera area.

La rapina delle materie prime a basso costo (a partire dal petrolio) che ha favorito la speculazione occidentale (non certo i consumatori), diviene, ora, più difficile. La rapina finanziaria (con il pagamento degli interessi sui debiti esteri) delle grandi banche e istituzioni finanziarie occidentali viene anch’essa minacciata.

Per bloccare questo moto la “comunità internazionale” sta cercando di approfittare della confusa situazione in Libia per entrare con le armate in quel paese e inserire un cuneo nel Nord-Africa da cui impedire che il processo di cambiamento vada avanti.

-Non rendiamoci complici di questa nuova aggressione, simile a quelle portate alla ex-Yugoslavia, alla Somalia, all’Afghanistan e all’Iraq.

– Appoggiamo le rivolte dei popoli oppressi dalle dittature interne e dagli speculatori e affaristi occidentali.

I popoli arabi e del Nord-Africa stanno dicendo ai Marchionne, Tremonti, Sacconi, Berlusconi, Veltroni ecc. che si sbagliano quando ricattano i lavoratori minacciando di delocalizzare dove i lavoratori si piegano a tutte le loro richieste.

Assieme a loro potremo bloccare la deriva dei diritti e delle condizioni di vita e di lavoro e riconquistare la dignità dei lavoratori, giovani, donne, immigrati e di tutti coloro che sono stanchi delle devastazioni dei territori, della natura e della stessa vita umana».

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