Finalmente pubblici i risultati dell’affido delle stazioni

Solo dopo un’interpellanza del Pd la Regione Lombadia ha dovuto ammettere il flop della proposta per il recupero delle stazioni: solo 2 su 25 quelle coinvolte in provincia di Como

 Termini prorogati per quella che il presidente Formigoni aveva definito «un’operazione grandiosa e innovativa» dare «in comodato gratuito per 5 anni ad associazioni culturali, opere sociali, società non profit, o in comodato oneroso a società commerciali» 417 stazioni della rete ferroviaria lombarda.

Un progetto in due tranche che, partito dalle prime 122 strutture, voleva coinvolgere 269 nuove stazioni, 25 solo in Provincia di Como, ma che ha visto fermarsi a quota 63 le proposte presentate.

Il bando scadeva il 3 maggio e per Como sono stati presentati solo due progetti uno per la stazione di Cucciago e l’altro, nel capoluogo, per Albate-Camerlata.

«Il bando è stato un flop» la predizione del Pd quando ha presentato un’interrogazione venerdì 13 maggio e la causa va ricercata nel fatto che «la Regione non ha messo a disposizione nemmeno un euro per incentivare le amministrazioni locali ad investire le sempre più scarse risorse proprie».

«Troppi sono i problemi delle stazioni lombarde perché i comuni se li possano accollare senza alcun sostegno da parte della Regione – il commento del capogruppo democratico in Regione Luca Gaffuri – L’idea rimane buona, noi stessi l’abbiamo proposta e sostenuta con forza e continueremo a farlo, ma se la Regione non ci mette del proprio non ha le gambe per andare a buon fine».

Di tutt’altro parere l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità, Raffaele Cattaneo, che martedì 17 maggio ha risposto all’interrogazione: «La risposta che abbiamo avuto da parte degli Enti locali coinvolti è stata positiva e incoraggiante» anzi «altre manifestazioni d’interesse sono in arrivo» e per questo si sta pensando a una proroga.

Nello specifico «le proposte sono variegate e di grande interesse e spaziano dall’attivazione di aree museali, a centri di accoglienza per padri con figli minorenni, alla realizzazione di biblioteche civiche e sedi per la protezione civile».

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