Mense a Como: nuovi criteri

Da settembre niente cibo ai bambini se i genitori non pagano

 Un giro di vite per i morosi nella refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie del capoluogo lariano. Una proposta definita come sperimentale che consentirà, a detta dell’Amministrazione comunale, «di migliorare in termini di efficienza, efficacia ed economicità la programmazione e l’organizzazione del servizio, soprattutto in relazione al continuo incremento delle domande di iscrizione.

Solo alla fine della fase di sperimentazione la “proposta” verrà discussa in Consiglio comunale.

Le famiglie potranno iscrivere i bambini alla mensa solo in «assenza di morosità pregressa della famiglia rispetto ai servizi scolastici comunali (nidi, mensa, pre e dopo scuola)».

Nelle scuole primarie «per poter garantire l’accesso principalmente agli utenti che ne abbiano un’effettiva necessità, fatta salva l’assenza di morosità pregressa, il servizio sarà assicurato a tutti i bambini che frequentano la scuola nei giorni di rientro obbligatorio. Nei giorni di rientro non obbligatorio, invece, il servizio verrà garantito ai bambini con entrambi i genitori che lavorano o con l’unico genitore lavoratore presente nel nucleo familiare, e ai bambini iscritti al dopo scuola comunale».

La motivazione è dovuta al fatto che «Dal 2003 ad oggi la morosità ha comportato mancati incassi per circa 340mila euro – spiega l’assessora alle politiche educative Anna Veronelli – soldi pubblici che sono così stati sottratti ad altri servizi».

«I criteri di accesso che abbiamo introdotto – si giustifica l’assessora – non fanno venire meno le garanzie e le tutele nei confronti delle fasce più deboli, che continueranno ad essere aiutate, ma cercano di porre un freno ad un malcostume, purtroppo in costante aumento».

Una “scrematura all’ingresso” fatta anche perché «Alla base delle modifiche, inoltre, figura la nuova normativa in materia di sicurezza e prevenzione incendi che ha ridotto drasticamente la capienza dei nostri refettori».

Ci sarebbero quindi meno posti disponibili a fronte del’aumento delle richieste «Laddove possibile sono stati programmati interventi per il loro ampliamento, interventi però onerosi e con tempi lunghi – conclude il comune – L’obiettivo dell’amministrazione sarà, comunque, quello di riuscire ad accogliere il maggior numero possibile di bambini».

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