Morti sul lavoro

Martedì 31 maggio la prima udienza civile al Tribunale di Como per Roberto Scavo, il portalettere di 21 anni assunto a tempo determinato da Poste Italiane che ha perso la vita nel 2008 in un incidente stradale, ha visto un presidio dei Giovani democratici

 «Come Giovani Democratici – afferma Guido Rovi responsabile Lavoro per i Gd di Como – riteniamo fondamentale schierarci a favore delle vittime di una società che sta mettendo sempre più in secondo piano i lavoratori, anche quando ci si trova di fronte a tragedie come quella per cui siamo stati presenti oggi davanti al Tribunale. La nostra manifestazione di solidarietà alla famiglia è totale».

«Gli infortuni sul lavoro dei portalettere – il commento della parlamentare comasca Chiara Braga che ha presentato un’interrogazione in proposito in Commissione Lavoro pubblico e privato – continuano ad essere ancora oggi un fenomeno di assoluta gravità. Basti pensare che, secondo stime sindacali, nel periodo gennaio–settembre 2010 nella sola regione Lombardia si sono verificati 1.200 infortuni di portalettere di cui circa 800, ovvero il 65%, avvenuti con l’uso del motomezzo, e che l’incidenza di questa tipologia di infortuni sul totale dei 5.600 portalettere lombardi risulta essere pari al 20%».

«Se consideriamo l’elevato numero di infortuni e di contratti a tempo determinato per questo particolare settore lavorativo – prosegue Braga – è chiaro che occorre intervenire per fornire adeguate tutele a tutti quei dipendenti di Poste Italiane che svolgono il proprio mestiere soprattutto su motocicli e automezzi, compresi i lavoratori con contratto determinato».

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