Contratto integrativo a McDonald’s

«Più garanzie per gli oltre 100 lavoratori comaschi di Lario Food srl» annunciano Filcams Cgil e Fisascat Cisl

 Dopo sei mesi di trattative tra i sindacati e l’azienda che gestisce i fast food, con più di 100 dipendenti nei tre ristoranti di Tavernola (c/o Bennet), Montano Lucino (c/o Bennet), e Como (Portici Plinio) è stato approvato il primo contratto integrativo aziendale.

«L’accordo risulta essere uno dei pochi accordi siglati con la catena del fast food a livello nazionale – precisa Orlando Procopi della Fisascat Cisl –. Prevede una parte economica, con un premio di risultato pari a € 400,00 a regime per un lavoratore V° livello, legato ai risultati aziendali ed una parte normativa, che prevede la possibilità di usufruire di permessi per lo studio, o per la conciliazione tra il lavoro e le esigenze extralavorative, in considerazione del fatto che la popolazione è costituita soprattutto da ragazzi studenti e donne».

«L’importanza di questo integrativo – aggiunge Ivan Talloru della Filcams Cgil – sta nel fatto che va a parificare i lavoratori, indipendentemente dalla loro anzianità di servizio, togliendo privilegi ai dipendenti con maggiore anzianità (ad esempio in merito alle richieste di ferie e permessi), e riavvicinando i manager ai lavoratori, con lo scopo di favorire la comunicazione e la collaborazione tra di loro. Senza dimenticare la parte economica, che in un periodo di crisi non è secondaria».

«Tra gli elementi di novità del contratto integrativo – prosegue la nota alla stampa –, particolare attenzione viene poi data alle pari opportunità e ai diritti delle lavoratrici, che rappresentano circa l’80 per cento dei dipendenti dell’azienda».

«Si potenzia l’aspetto della formazione – aggiunge Talloru –, viene concesso, in caso di maternità, un permesso di un giorno anche al padre, dopo la nascita del bambino. Inoltre, altra cosa molto importante per le donne, si sancisce la possibilità di discutere con le organizzazioni sindacali la gestione di eventuali richieste legate ad esigenze personali e/o familiari, ad esempio in materia di flessibilità dell’orario o di esclusione da orari particolarmente disagiati».

«Per quanto concerne l’organizzazione del lavoro – conclude il comunicato –, viene introdotta la promiscuità delle mansioni: ciò significa che si garantisce al lavoratore la rotazione delle mansioni, ogni settimana».

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