Dopo le polemiche affitti si passa agli alloggi di custodia

La Giunta comasca decide le linee di indirizzo, la verifica dei contratti in essere e dei pagamenti delle utenze oltre alla sottoscrizione di un mansionario

 «La puntuale verifica di tutti i contratti in essere, l’indicazione degli immobili che necessitano di un servizio di custodia, la sottoscrizione da parte dei custodi di un mansionario che specifichi diritti e doveri, il controllo delle utenze (il cui pagamento è a carico dei custodi)» queste le linee guida approvate dopo lo scoppio dello scandalo sugli affitti di favore dalla Giunta comunale comasca lunedì 3 ottobre.

Verrà costituito un «centro unico di governo» presso il «settore Patrimonio che in collaborazione con i diversi settori interessati provvederà ad effettuare i necessari provvedimenti».

«Gli appartamenti adibiti ad alloggi di custodia, annessi o di pertinenza di edifici e/o impianti comunali (scuole, circoscrizioni, magazzini, mercato coperto, Musei Civici, Villa Olmo, Biblioteca, Palazzo Cernezzi, serre di Villa Olmo, impianti sportivi) sono 34 – precisa la nota –. Il settore Patrimonio procederà ora con una verifica di tutti i rapporti in essere (alcuni dei quali stipulati in epoca anteriore all’entrata in vigore del Regolamento comunale per la custodia di edifici e impianti comunali) e d’intesa con i settori interessati verificherà la necessità di mantenere tali rapporti».

«Quanto al Regolamento – conclude il comunicato –, l’esecutivo ha ribadito che permangono tuttora in essere le disposizioni previste e riguardanti, in particolare, la necessità che gli incarichi vengano conferiti a dipendenti comunali, che siano a carico dei custodi le spese dei consumi (acqua, energia, gas, riscaldamento, telefono) e che il collocamento a riposo del dipendente determina la cessazione della custodia e la riconsegna dell’alloggio entro sei mesi».

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