Arrigoni, Capitini e musica per la Pace

Meno di cento persone per la seconda sessione, venerdì 9 dicembre alle 21 allo Spazio Gloria, del Convegno del Coordinamento comasco per la Pace.  Marta Abinti, presidente del sodalizio pacifista che raggruppa una quarantina di amministrazioni comunali e altrettante associazioni apre la serata. Dopo un breve video su Vittorio Arrigoni commentato dal vivo con l’intervento musicale di Bruno Tettamanti, la parola passa a Piero Piraccini, cofandatore della Tavola della Pace e a Fabrizio Truini, autore del libro Aldo Capitini: le radici della nonviolenza. Infine il sogno della Pace e il grido «Restiamo umani» viene espresso in musica con i  7 grani e  i D’altrocanto.

Vittorio Arrigoni, un sognatore, un vincitore. Sono queste le parole che hanno aperto la serata  di venerdì 9 dicembre allo Spazio Gloria in via Varesina a Como, in occasione del quattordicesimo convegno del Coordinamento comasco per la Pace, scorrendo sullo schermo che proiettava le immagini di territori palestinesi. Questo bisogno di sognare la Paceper poterla costruire ricorre durante tutto l’incontro, tra le parole di Piero Piraccini, cofondatore della Tavola della Pace, di Fabrizio Truini, autore del libro Aldo Capitini: le radici della non violenza e viene poi cantato attraverso le voci dei gruppi musicali 7grani” e D’altrocanto.

« Sognare la Pace – afferma Truini – significa sognare un bisogno attuale perchè sono tanti i conflitti ancora presenti nel mondo, l’Italia per esempio è ancora in guerra conla Libia.» Einfatti, come dice Marta Abinti, presidente del Coordinamento comasco perla Pace, citando Virginia Wolf «La guerra è entrata nel quotidiano, eppure bisogna continuare a pensare, a pensare alla Pace.»

Piero Piraccini inizia il suo intervento ricordando il titolo della Marcia della Pace di quest’anno Per la Pace e la fratellanza dei popoli, lo stesso della prima marcia del 1961. Prosegue tracciando un bilancio del lavoro svolto, dopo cinquant’anni dalla prima marcia Perugia Assisi e dopo quindici anni dalla fondazione della Tavola della Pace.

«La prima Marcia era stata osteggiata dai poteri religiosi e dalla Democrazia cristiana. Ora le cose sono cambiate. Abbiamo infatti approvato un documento sui temi del disarmo, della Pace in Palestina, cultura della Pace nelle scuole. Abbiamo richiesto un confronto con i partiti, perché non c’è nulla di più politico della Pace, ed è quindi importante cercare un confronto con il mondo della politica» un percorso che quindi sta crescendo, ma è difficile. «Dal dieci dicembre del 1948 abbiamo la Dichiarazione universale dei Diritti umani e ogni anno questo viene ricordato in questi giorni in tutto il mondo con iniziative analoghe a quella comasco in corso. È importante, perchè questi diritti sono basilari perla Pace, tuttavia i conflitti nel mondo permangono e c’è bisogno di enorme fatica per costruirla».

Fabrizio Truini parla di pace ictando il pensiero di Aldo Capitini, il primo promotore della Marcia della Pace, grande pensatore italiano del Novecento.

Truini ricorda che Capitini credeva che perla Paceci fosse bisogno di democrazia, ma che una democrazia liberale non fosse abbastanza. Servirebbe una democrazia sostanziale, quotidiana, dove tutti possono dare il loro apporto. Una “omnicrazia”. E questo tipo di democrazia ben si adatta a un’altro concetto chiave del pensiero di Capitini: «La mia nascita è quando dico un “tu”, quando cioèvoglio costruire con l’altro qualcosa assieme». Anche oggi il suo pensiero è un ottimo punto di riferimento perchéè – continuaì Truini «Le idee forza di Capitini sono ancora valide. La nonviolenza è ancora in cammino, e deve camminare sui nostri piedi e su quelli dei più giovani. Dobbiamo capire persone come Capitni per comprendere meglio come agire nel nostro tempo»

Nella seconda parte dell’incontro il sogno della Pace e il grido «Restiamo umani» viene espresso in musica con i  7 grani e i D’altrocanto. Due gruppi che hanno emozionato il pubblico. Il primo, composto da Fabrizio (voce, chitarra acustica e pianoforte) e Flavio (basso e armonica) ha iniziato il concerto suonando  Redemption song dedicandola a Vittorio Arrigoni e ha continuato con pezzi di loro composizione, come Nutri la memoria  e Neve diventeremo, che hanno espresso l’importanza della memoria della Resistenza cantando la vita di Radovan Ilario Zuccon, partigiano vissuto in provincia di Como, poi deportato a Bunchenwald. Il secondo gruppo, composto da Sandro Tangredi (chitarra, voce) Bruno Venturini (organetto), Massimiliano Lepratti (violino) e Marta Tangredi (voce e tromba) ha suonato dei brani tratti dal repertorio popolare, come Il disertore, Fuoco e mitragliatrici, Girotondo, esprimendo in musica il dolore della guerra e un bisogno di Pace e concludendo la serata. [Matilde Aliffi per ecoinformazioni]

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