Donato Supino concorre a sindaco di Como

Sinistra per Como presenta come proprio candidato l’esponente di Rifondazione comunista all’insegna della Questione morale. No ad un alleanza del centro sinistra per colpa del Pd

Il consigliere comunale di Rifondazione comunista è stato presentato sabato 25 febbraio come candidato sindaco della lista, espressione della Federazione della sinistra, Sinistra per Como: «Una scelta dettata dal buon lavoro in Consiglio comunale – ha dichiarato la segretaria provinciale del Prc Lina Annoni – fatto con grande passione in mezzo alla gente, un patrimonio che non va disperso».

«Costruire un punto di vista di sinistra in città – è l’obiettivo dell’esponente comunista, per cui per – fare una svolta ci deve essere un’alternativa non un’alternanza».

Un intervento introdotto da una orgogliosa esposizione del lavoro fatto nel corso del mandato: «cinque mozioni di sfiducia passate, sono andati a casa Caradonna, D’Alessandro, Peverelli, Molinari e Cenetiempo invece non hanno ritenuto di dimettersi», circa 1.300 fra interrogazioni, mozioni e delibere presentate, l’intervento su Spt, con le dimissioni del Cda, la lotta, vinta, per la nomina del Cda della Ca’ d’industria, la Gara d’appalto sui rifiuti, la Cittadella sanitaria e per ultime le paratie. «L’opposizione non ha colto l’opportunità di mandare a casa il sindaco – non essendo riuscita a concretizzare le 21 firme necessarie, anche a cuasa di divisioni interne – mentre in una situazione analoga, a Lecco, si è andati al voto anticipato».

Per Supino al centro della vita politica comasca deve tornare in maniera preponderante la Questione morale, anche e soprattutto per la gestione delle partecipate del Comune, un tema dalle nobili origini, ricordate leggendo un estratto di un’intervista all’ex segretario del Pci Enrico Berlinguer che denunciava la mancanza di sentimento di passione civile già trent’anni fa.

«Basta con i Cda nelle partecipate – la proposta concreta per il futuro – sono consapevole che si può attuare solo nell’arco di un mandato», ma l’obiettivo è arrivare ad un controllo diretto da parte di un assessore competente o direttamente del sindaco.

Come mai non si è riusciti ad arrivare ad una coalizione di centro sinistra a Como? «C’è una responsabilità enorme del Pd, non di Mario Lucini però» ha spiegato Supino, precisando che una possibilità d’intesa con il candidato sindaco del centro sinistra è stata cercata fino all’ultimo, anche dopo le sue aperture all’ultimo Congresso di Rifondazione. Un rammarico espresso anche per non aver trovato un’intesa con la lista civica Per Como: «Hanno preso una pregiudiziale contro i partititi politici, facendo di tutta l’erba un fascio».

La delusione maggiore resta in ogni modo nei confronti del «Pd che non è riuscito a coagulare un’alleanza e ha fallito e la colpa è riconducibile a Luca Gaffuri che gestisce quel partito in modo autoritario» contrariamente a «Cantù e ad Erba dove siamo ad una buona posizione per una coalizione di centro sinistra».

Comunque al ballottaggio l’alleanza si farà «con chiunque sia a disposizione per mandare a casa il centrodestra, non chiediamo posti e ci assumiamo le nostre responsabilità».

Un ultimo attacco ad uno dei candidati delle primarie del Pdl Sergio Gaddi sulle Grandi mostre accusato, dopo le ultime dichiarazioni, di «utilizzare il Bilancio comunale per farsi campagna elettorale» promuovendo la prossima Grande mostra a Villa Olmo.

Ancora in via di definizione la lista e il programma che verranno presentati a breve, così come è in costruzione il sito Internet www.donatosupinosindaco.it. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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