Pensioni con 15 anni di contributi, marcia indietro del governo

PresidioCgil01«Raggiunto un importante risultato grazie alle pressioni svolte dalla Cgil» scrive in un comunicato lo Spi Cgil di Como. In provincia raccolte più di mille firme.

A decorrere dal 1° gennaio 2013 potranno conseguire la pensione di vecchiaia le persone con almeno 15 anni di contributi maturati nel 92 e con un’età di 62 anni e 3 mesi (lavoratrici dipendenti), 63 anni e 9 mesi (lavoratrici autonomi) e 66 anni e tre mesi (lavoratrici dipendenti del pubblico impiego e lavoratori autonomi).Il Ministro Elsa Fornero ha dato il proprio ‘via libera’ a una circolare dell’Inps che chiarisce il quadro circa il mantenimento del diritto, di alcune decine di migliaia di lavoratori, ad accedere alla pensione di vecchiaia con i requisiti contributivi di 15 anni previsti dalla cosiddetta ‘riforma Amato’ del 1992. «Crediamo che il governo abbia semplicemente corretto se stesso e abbia posto rimedio ad una delle tante ingiustizie create a danno dei lavoratori, delle lavoratrici e dei pensionati», commenta il segretario dello Spi Cgil di Como Amleto Luraghi. Nei mesi scorsi, anche a Como, lo Spi Cgil aveva avviato una raccolta firme per denunciare l’ ingiustizia, perpetrata ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori, rispetto al diritto di andare in pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi maturati entro il 1992 (o l’autorizzazione al versamento delle volontarie sempre entro tale anno). La legge Fornero aveva tolto questo diritto creando effetti negativi sulle persone, in gran parte donne, che hanno cessato di lavorare nella convinzione di aver acquisito l’anzianità contributiva minima  per accedere alla pensione di vecchiaia (15 anni) o addirittura li hanno raggiunti versando contributi volontari.

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