Lavatoi a Como

Como Albate lavatoio via Tagliamento - internoPer il mese di aprile continua la presentazione di materiale dell’Archivio del Comune di Como, a marzo si è trattato della Fiera di primavera, ora i documenti parleranno dei lavatoi. Un tema, caro a la Città possibile che ne ha chiesto il recupero una delle azioni per migliorare la qualità della vita nel capoluogo lariano, toccato anche dal Consiglio comunale durante l’approvazione di una mozione per le case dell’acqua

La mostra dei documenti avverrà come di consueto nella bacheca all’ingresso della Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi.

«Una volta, quando non c’era la lavatrice, esistevano vari luoghi dove fare il bucato: il greto dei torrenti e dei fiumi, le rive dei laghi e, per chi abitava in città, il lavatoio pubblico – spiega la presentazione della mostra in bacheca per il mese di aprile –. Di norma ne esisteva uno per ogni località o frazione e spesso rappresentava anche il luogo di incontro dove scambiarsi notizie, curiosità, pettegolezzi».

«Tra le carte dell’archivio storico abbiamo ricercato i fascicoli che riguardano queste pubbliche strutture, utilizzate in modo regolare sino agli anni Sessanta del secolo scorso e poi gradualmente abbandonate con l’avvento dell’acqua corrente e degli elettrodomestici in tutte le case – prosegue lo scritto –. Tra la documentazione conservata si trovano lettere e disegni relativi alla costruzione e alla riparazione dei fabbricati, documenti sul personale di vigilanza e di custodia e sulle apparecchiature in uso. Dagli atti si rileva l’esistenza, sul territorio comunale, di più di dodici lavatoi, in buona parte purtroppo ormai demoliti. In bacheca sono esposti documenti relativi ai lavatoi di piazza Castello (ex fabbricato Gillet), di S. Martino, del Borgovico, e delle vie Anzani, dell’Ospedale e Fiume Aperto. Chiude il progetto, mai realizzato, di costruzione di “cabine per bucato al lavatoio di piazza Castello”» (i documenti). [md – ecoinformazioni]

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