Cgil In-forma news giugno-luglio 2013/ L’editoriale di Alessandro Tarpini

CGILinforma-news-2013-06p8È in distribuzione la nuova edizione della newsletter mensile della Cgil di Como.  L’editoriale Un punto di svolta. Un segnale di speranza?  del segretario Alessandro Tarpini è dedicato alla situazione politica caratterizzata da «logoramento,  lenta agonia, impossibilità di dare corso alle ragioni per cui questo governo era nato, rimettere il lavoro al centro delle scelte politiche».  Per ricevere Cgil in-forma via mail scrivere a cgilinformacomo@gmail.com. Sfoglia on line Cgil informa. [Si consiglia di scegliere la modalità schermo intero per evitare la pubblicità di Calameo]. Leggi nel seguito del post l’editoriale di Alessandro Tarpini.

«È ormai evidente a tutti, credo, che ci troviamo a un punto di svolta. Dalle scelte delle prossime settimane dipenderanno le eventuali ricadute per i prossimi anni.

La scelta di dare vita a un governo di “larghe intese”, probabilmente l’unica possibilità nella condizione data, sta mostrando ogni giorno di più le sue contraddizioni.

Una parte della maggioranza cerca di farsi carico delle sofferenze del Paese, cerca le soluzioni possibili. Un’altra, invece, prosegue nella infinita campagna elettorale, rivendicando ciò che di buono (in verità non molto) è stato fatto e attaccando invece a testa bassa quando si tratta di approvare misure impopolari, spesso da loro decise quando erano al governo, attribuendone ad altri le responsabilità.

Assistiamo, per certi aspetti, alla riproposizione di un film già visto negli ultimi mesi del governo Monti. Questo clima sta producendo due conseguenze. Innanzitutto tali atteggiamenti intervengono su di un Paese provatissimo e sfiduciato, un Paese che soffre, che avrebbe bisogno di esempi positivi e di speranze per il futuro. Quanto sta avvenendo invece rischia di allargare ulteriormente la frattura tra gli italiani e la politica, l’ultima cosa che servirebbe. Il crollo dell’affluenza nelle ultime elezioni dovrebbe essere un segnale allarmante per tutti. Inoltre, i provvedimenti fin qui approvati sono la diretta conseguenza di questo stato di cose. Sulle questioni più controverse, dall’IMU, all’IVA, alla legge elettorale, alle riforme di cui il Paese avrebbe grande bisogno, si è fatta l’unica cosa che si poteva: rinviare. A settembre quando i nodi più spinosi verranno al pettine si correrà il rischio di trasformare il Parlamento in un Vietnam, il tutto mentre continuiamo ad essere ad altissimo rischio finanziario.

I pochi provvedimenti fin qua approvati sono invece frutto di estenuanti compromessi, di vorrei ma non posso, ultimo in ordine di tempo il provvedimento sulle agevolazioni all’assunzione di giovani. Un provvedimento per certi aspetti surreale, che contiene in sé pesantissime contraddizioni e che, probabilmente, non produrrà alcun effetto sulla piaga della disoccupazione giovanile.

Insomma, mi sembra di poter dire che assistiamo, giorno per giorno, a un logoramento, a una lenta agonia, all’impossibilità di dare corso alle ragioni per cui questo governo era nato, rimettere il lavoro al centro delle scelte politiche.

Resta solo da capire quanto tutto ciò possa durare, quando finalmente questo Paese potrà uscire da un incubo durato ormai vent’anni, e a quale prezzo se ne potrà uscire.

In questo quadro, la nota positiva, l’elemento di novità, sta nel raggiungimento, finalmente, dell’accordo sulla rappresentanza, sottoscritto unitariamente con Confindustria nei giorni scorsi. L’accordo ha permesso, tra l’altro, di tentare di superare il decennio di “guerra fredda “ tra le Organizzazioni sindacali confederali italiane, il primo segnale si è avuto con la manifestazione del 22 giugno a Roma. Ciò, ovviamente, non risolve i drammatici problemi che abbiamo sul tappeto, ma è un segnale di speranza per ciascuno di noi». [Alessandro Tarpini]

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