Giorno: 9 Gennaio 2014

Virzì al Gloria

gloriaEnzo D’Antuono presidente del circolo Arci Xanadù, l’associazione che da 7 anni gestisce il cinema Gloria, risponde alla lettera di Bettina Pontiggia e si dichiara d’accordo con la costumista del film di Virzì. D’Antuono ringrazia per il riferimento «all’esperienza del Gloria, ed era di questo che stavo scrivendo a Paolo per dirgli semplicemente che proprio in questi luoghi, in questo clima, con queste difficoltà, spesso nascono esperienze eccellenti che sono tali proprio perchè devono aprirsi spazi contando solo sulle proprie passioni e sul proprio ingegno e sarebbe bello che qualcuno le raccontasse».

«Da oggi al Gloria è in programmazione proprio Il capitale umano – continua D’Antuono – lo terremo due settimane fino al 22 gennaio, colgo la tua sollecitazione  per invitare  Paolo Virzì ad essere con noi una sera a presentarlo, potrebbe essere un’occasione anche per noi per imbastire una seria discussione sulla cultura a Como».

Giornata decisiva per la Sisme

presidio sismeVenerdì 10 gennaio sarà un giorno cruciale per la vertenza Sisme: scadrà il terzo anno di contratto di solidarietà per i lavoratori e si svolgerà un incontro presso Arifl Regione Lombardia, l’ultima speranza per evitare i 223 licenziamenti. I lavoratori e i sindacati hanno organizzato un presidio sotto la sede in via Via Taramelli 12 (blocco G) a Milano (partenza alle 8 dai cancelli del parcheggio operai della Sisme). I sindacati: «In un giorno la storia, il presente il futuro di centinaia di famiglie.  Scrivono Fiom, Fim, Uilm e Slai: «Venerdì 10 gennaio scadrà il terzo anno di contratto di solidarietà per i lavoratori e le lavoratrici della Sisme. L’ azienda ha aperto inopinatamente il 24 ottobre una procedura di mobilità per 223 lavoratori sui 494 occupati presso il sito di Olgiate Comasco, nonostante abbia avuto garanzie per la concessione del quarto anno di contratto di solidarietà in deroga ai limite quantitativo dei 36 mesi nel quinquennio 2010-2015 direttamente dal Ministero del lavoro e grazie all’intervento delle forze istituzionali e parlamentari.
La Sisme non intende dare attuazione all’accordo sottoscritto il 29 novembree in una serie di successivi ripetuti incontri anche presso l’Arifl Lombardia ha assunto una posizione strumentale, cinica ed irresponsabile decidendo di opporre a qualsivoglia proposta e richiesta sindacale l’unica e sola determinazione: licenziare, licenziare, licenziare.
Come se nulla fosse questa azienda intende procedere al licenziamento collettivo di 223 lavoratori e lavoratrici senza curarsi dell’impatto sociale e delle conseguenze politiche e legali di questa scelta e senza garantire le condizioni di una reale continuità anche per i 270 che rimarrebbero in forza, per il minor lavoro e maggior scarico già annunciato ufficialmente dall’ azienda e per il certo conflitto e contenzioso che si aprirebbe a fronte dei licenziamenti.
In questi anni e con forte intensità in questi quattro mesi le organizzazioni sindacali ,la rsu e i lavoratori hanno dimostrato con grande dignità la capacità di mobilitarsi costruendo un consenso e un confronto molto stretto con le istituzioni e le rappresentanze politiche ai diversi livelli. Hanno avanzato proposte per realizzare una intesa utile alla difesa occupazionale e al rilancio produttivo di Sisme ad Olgiate Comasco.
A meno di 3 giorni dalla conclusione del contratto di solidarietà la decisione dell’azienda di procedere con i licenziamenti di massa risulta incomprensibile, irragionevole, irresponsabile.
Una atto grave di cui deve rispondere davanti a tutte le Istituzioni, a partire da Regione Lombardia che ha dimostrato un impegno e intervento qualificato ed importante attraverso il Presidente Maroni e l’Assessore alle attività produttive Melazzini per favorire il mantenimento e il rilancio del sito produttivo di Olgiate Comasco dentro un diverso ed impegnativo piano industriale.
Venerdì 10 gennaio 2014 è l’ultimo giorno utile per realizzare e sottoscrivere questa intesa. E’ previsto un incontro presso Arifl Regione Lombardia. Nelle assemblee ad oltranza tenutesi l’ 8 gennaio abbiamo deciso di partire da Olgiate Comasco con i lavoratori e le lavoratrici. Oltra a costituire un presidio davanti alla sede della Arifl, manifesteremo sotto la sede di Regione Lombardia ricercando un incontro con l’Assessore Melazzini. Perché intervenga a garanzia di un accordo da lui stesso richiesto ed auspicato il 18 novembre 2013»- [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

L’Enrico de Rebi

l'enrico«In cumün de Com,  ma in periferia, / cun la géésadedicada a San Martin…». Con queste parole si apre la raccolta di poesie di Enrico Roncoroni, l’Enrico de RebiNato nel 1935 in Francia, dove la famiglia era emigrata in cerca di lavoro, Enrico Roncoroni, tornato in Italia negli anni della guerra, trascorre tutta la sua vita  nella periferia sud della città, nel popoloso quartiere di Rebbio, «l’è quasi ‘na metropoli e l’era un paésin» [è quasi una metropoli ed era un paesino]. Operaio metalmeccanico presso la ditta Landini, poi Massey-Ferguson, partecipa attivamente alla vita del quartiere, nel sociale e nella parrocchia. Particolarmente importante il suo impegno nel Corpo Musicale e nella Filodrammatica Cine Teatro Nuovo, della quale è stato uno dei fondatori. Da pensionato, comincia a scrivere poesie in dialetto, avendo come costante punto di riferimento la quotidianità. Scompare nel gennaio 2013.

Si tratta di testi semplici, ma arguti, protagonisti dei quali sono persone e situazioni private e del quartiere. Il dialetto, di cui Roncoroni cura meticolosamente la grafia, consultando testi e dizionari, riesce ad esprimere in modo unico sensazioni e situazioni.  L’uso dell’espressione dialettale  vuole essere un modo per coltivare la cultura e le tradizioni locali, da parte di un uomo che, proprio a partire  dalla sua storia personale, è stato aperto al mondo.

Interessante, in particolare, per chi in città fa ancora uso del dialetto nella vita di tutti giorni, la raccolta è in vendita presso il Cine Teatro Nuovo, V. Lissi 11, Como, durante la Rassegna di Teatro Dialettale. Per volontà della famiglia, il ricavato sarà devoluto in beneficenza: «La vera carità l’è ‘n valuur/ che ga minga misüur ne pees/ podan fala tüttpitòch e sciuur/ in qualsiasi cità o paees….» [la carità è un valore/ che non ha né peso né misura/ tutti possono farla, poveri e ricchi/ in qualsiasi città e paese…]. [Antonella Sala per ecoinformazioni]

 

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