Gioco solidale a Como/ Caffè sospeso: io pago, tu bevi

ceffe sospesoArriva anche a Como Il caffè sospeso, l’antica usanza napoletana che consisteva nel pagare un caffè in più per una persona che non poteva permetterselo, lasciando appunto “un caffè sospeso”. L’iniziativa, da Napoli è stata già esportata in altre città italiane ed estere e vuole essere un segnale di solidarietà verso le persone che vivono in una condizione di disagio che certamente si vedono negati diritti più significativi, ma simbolicamente trovano un aiuto almeno per il “diritto al caffè”. In occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani, la Rete del caffè sospeso ha così invitato tutti i bar e i locali italiani a riprendere la prassi solidale partenopea ricevendo numerose adesioni.

Il caffè sospeso è già una realtà in molte altre città italiane ed estere, in particolare in Svezia, Brasile e Spagna:  un elenco dei bar che vi aderiscono è disponibile sul sito web della Rete del caffè sospeso.

Nel Comasco l’idea rimbalza da Cadorago dove Andrea Bozzetti, venuto a conoscenza dell’iniziativa tramite Facebook, ha deciso di raccogliere l’invito e, sempre tramite il social network, di provare a estenderlo anche a Como. L’idea ha suscitato immediatamente l’entusiasmo di numerose persone e sono già sei i bar che hanno deciso di aderire.

Ecco un primo elenco di partecipanti a Como: Bar Snack22, via Leoni11, Bar Tandem, via P. Paoli 37, London cafè, via Leoni10, Bar Il ristoro, Via Perlasca 8, Bar Jolly blue, via Mentana 13. A Olgiate Comasco partecipa il Bar Paninoteca Boscone, in via Boscone 30.

I locali aderenti esporranno la locandina della Rete del Caffè sospeso e l’elenco verrà costantemente aggiornato sulla pagina Facebook dell’iniziativa.

«Ho deciso di proporre questa iniziativa a Como con la voglia di ricredermi su tanti pregiudizi e luoghi comuni che vogliono Como una città chiusa, senza sbocchi lavorativi o sociali, retrograda e bigotta e che non ci consenta in nessun modo di esprimerci – afferma Bozzetti – Volevo contribuire in qualche modo a cambiare ciò che non mi piace di Como e quindi ho proposto questa idea: una piccola cosa che però ha smosso parecchie persone in poche ore e spero ne smuoverà altre ancora». [Roberta Altamura, ecoinformazioni]

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