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Parada par tücc/ Un allegro e partecipato “risveglio”

Logo2014-01Le parole d’ordine della giornata di sabato 31 maggio sono state: colori, musica, allegria e partecipazione. Quest’anno la Parada par tücc, evento ormai diventato un appuntamento tradizionale nella città di Como, ha raggiunto la sua VI edizione. E’ una sfilata cittadina, positivamente fuori dal comune, che coinvolge grandi e piccini, associazioni, gruppi informali e organizzazioni di volontariato, fondato sui valori della gratuità e dell’ecologia, che prende vita da una serie di laboratori artistici gratuiti offerti alla cittadinanza a partire dal mese di marzo/aprile. Ogni anno richiama un numero sempre maggiore di partecipanti coinvolti attivamente nel corteo, quest’anno ben 800, molti di più dell’anno scorso. Numerosissimi i laboratori (quest’anno sono stati più di 30) che quest’anno avevano il compito di rappresentare i quattro elementi naturali, ed esprimerli nei modi più diversi, dai costumi al trucco, alle performance. Ma nel tema della Parada c’è un quinto elemento, ovvero la somma degli altri quattro, che trova espressione nell’energia, nell’anima della Parada par tücc, a cui ognuno dà il suo contributo. È stata promossa da Assocazione par tücc, Csv (Centro servizi per il volontariato), con la collaborazione di BeCOMe e del Comune di Como. [Guarda anche le foto di Fabio Cani]

Alle 13.30 i paradisti si sono ritrovati in piazza Verdi per truccarsi, abbigliarsi e dare un assaggio di performance ai primi curiosi, fotografi e passanti arrivati sul posto. Un conto alla rovescia alle 15.30 ha dato il via alla sfilata dei laboratori che sono usciti da un grande sipario bianco, predisposto dal gruppo di scenografia, di fronte al Teatro sociale, e che ha attraversato le vie della città murata, passando per via Maestri Comacini, via Vittorio Emanuele, per poi proseguire in via Giovio, via Carducci, via Mentana e via XX settembre per raggiungere via Milano. Qui, subito prima di entrare in Piazza Vittoria, dopo lo scoppio di due colpi di cannone(di carta)è calato il silenzio: una sorpresa studiata dagli organizzatori per cogliere di sorpresa i presenti. Da due alti balconi affacciati sulla folla tre cantanti lirici hanno intonato la canzone “Volare” di Domenico Modugno, a cui poi si sono sommate le voci di tutti i paradisti all’altezza nel ritornello. Arrivati in Piazza S.Fedele attraverso le vie Cesare Cantù, Rovelli e Natta, i paradisti si sono esibiti nel secondo “momento +1”, ovvero la possibilità per ogni laboratorio di esprimere la propria concezione del quinto elemento, al centro della Piazza dove sul pavimento era stato creato un grande cerchio di carta colorata. Il terzo “momento +1” è stato in Piazza Duomo, dove il corteo si è fermato, cogliendo l’occasione di coinvolgere le persone nell’ondata di vitalità ed energia, offrendo performance di Capoeira, danza afro, swing, ukulele,break dance, hula hop, tip-tap…insomma, ce n’era davvero per tutti i gusti (clicca qui per vedere l’elenco completo dei laboratori della Parada). Arrivati in Piazza Cavour i gruppi sono stati accolti dal concerto del gruppo Musica spiccia, diretto dall’energica Giulia Cavicchioni. Dalle ore 20 in poi sono seguiti i concerti del coro GAP don Guanella e dei Rezophonic. Sono stati ringraziati tutti gli organizzatori e i maestri che si sono offerti volontariamente e gratuitamente a rendere la Parada par tücc realizzabile.  Anche quest’anno la Parada ha fatto parlare di sé: c’è chi l’ha criticata, chi non l’aveva mai vista prima, che non conosceva cos’era ma l’ha apprezzata. Un’iniziativa pensata per “risvegliare la città e renderla parte di uno spettacolo, non spettatrice ma protagonista”. Credo che iniziative come queste dovrebbero esserci più volte l’anno a Como, così che la cittadinanza si sensibilizzi sempre più a partecipare attivamente per rendere la propria città più solidale, e più “bella”.  (clicca qui per vedere ulteriori foto della Parada) [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

Le ultime prove poco prima dell'inizio della sfilata
Le ultime prove poco prima dell’inizio della sfilata

         

Bolle di sapone per tutti
Bolle di sapone artigianali
I mezzi di trasporto ecologici, con tanto di autista, messi a disposizione da BeCOMe
Uno dei mezzi di trasporto ecologici, con tanto di autista personale, messi a disposizione da BeCOMe

Presente nel corteo anche Legambiente

I bambini coinvolti nella creatività della sfilata
I bambini coinvolti nella creatività della sfilata

 

I cantanti lirici
I cantanti lirici

 

L’Associazione sportiva dilettantistica capoeira Angola Center durante una loro performance

   

BeCOMe/ Verso Expo 2015

downloadIl secondo incontro nella giornata dedicata all’anteprima di BeCOMe di venerdì 23 maggio si è tenuto durante il pomeriggio nell’aula magna del Politecnico di Como in via Castelnuovo, accogliendo come ospiti l’Assessore alle politiche economiche, attività produttive e lavoro Gisella Introzzi, la Vicesindaco del Comune di Como Silvia Magni, e Paolo Verri, direttore Contenuti espositivi ed eventi di Padiglione Italia-Expo 2015. L’attenzione si è focalizzata su Padiglione Italia, i suoi eventi in programma, gli obiettivi durante e post Expo. [Guarda tutti i video dell’iniziativa e tutti i video della altre iniziative BeCOMe sul canale di ecoinformazioni; leggi su questo blog tutti gli altri articoli su BeCOMe]

L’esposizione universale si terrà nella zona nord-ovest del capoluogo lombardo, su una superficie di un milione di metri quadri, adiacente all’area espositiva di Fiera Milano, tra il primo maggio e il 31 ottobre 2015. Il tema sarà Nutrire il pianeta, energia per la vita, includendo tutto ciò che riguarda l’alimentazione e l’educazione alimentare. Vi parteciperanno 144 paesi, divisi in 60 padiglioni principali affiancati da dei padiglioni detti “cluster”, e l’Italia sarà il protagonista.

 

Padiglione Italia

«Sarà la porta d’ingresso del nostro paese, un biglietto da visita e un laboratorio di relazioni internazionali» spiega Paolo Verri alla platea (circa quaranta persone). Dall’incrocio dei due assi che attraversano in lunghezza e larghezza tutta la zona espositiva, si apre la grande Piazza Italia, su cui si affaccia Palazzo Italia, l’unico oggetto architettonico che rimarrà anche dopo l’Expo. Il concept individuato dal Padiglione è il Vivaio, una metafora che indica uno spazio che aiuta i progetti e le energie giovani a “germogliare”. Sarà il luogo in cui l’urbanità e l’architettura si fondono per dare vita al paesaggio italiano; tutti i materiali con cui è costruito sono a impatto zero, assorbendo la luce solare e trasformandola in energia per l’illuminazione del Padiglione. Grazie alla sua altezza, sarà visibile da tutti i punti dell’area.

 

Lo scopo

«Qualsiasi evento è uno strumento, non un obiettivo finale – spiega Paolo Verri mentre vengono proiettate delle diapositive – servirà a dimostrare che l’Italia non è solo museo e patrimonio, ma anche laboratorio aperto all’innovazione; fare leva sulla qualità dello stile di vita italiano e non sulla quantità; valorizzarne i marchi; presentare decine di start-up al giorno e lanciare il settore turistico». Quindi l’Expo sarà solo un punto di partenza, di cui le nazioni si dovranno servire nel vicino futuro  per creare e saldare le connessioni tra i territori: «Il compito di Expo non è quello di preoccuparsi degli effetti che farà sul territorio e di sostenere le connessioni che si creeranno»; dovranno quindi essere le nazioni a preoccuparsi di creare un sistema che sostenga le relazione nel lungo periodo.

 

Attività previste

In programma nei 6 mesi di manifestazioni ci sono 2000 eventi, attività con ospiti internazionali e nazionali, dirette tv, radio e in internet; show serali, attività per e con le scuole; 6 convegni scientifici, proiezione di film, conferenze sul ruolo italiano nella cultura e sull’imprenditorialità, eventi live di show coking , insieme  d anteprime degli eventi culturali nella città di Milano. Sono previste attività rivolte alle istituzione e imprese, ogni mese con una tematica diversa: sicurezza alimentare, riqualificazione urbana e rurale, sostenibilità e biodiversità, cooperazione, conservazione e creatività, innovazioni tecnologiche.

Per ulteriori dettagli su Expo e Padiglione Italia ecco i siti ufficiali: www.padiglioneitaliaexpo2015.com e www.expo2015.org.it

L’Assessore Gisella Introzzi ha ricordato gli appuntamenti di BeCOMe. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

Da sinistra: Gisella Introzzi, Paolo Verri, Silvia Magni
Da sinistra: Gisella Introzzi, Paolo Verri, Silvia Magni

 

 

 

Paolo Verri spiega le attività di Padiglione Italia a Expo 2015
Paolo Verri spiega le attività di Padiglione Italia a Expo 2015

 

 

 

 

beCOMe/ Analisi e prospettive/ Video on line

becomePer analizzare l’edizione zero di beCOMe e immaginarne le prospettive di sviluppo una cinquantina di persone nell’aula magna dell’Università dell’Insubria si sono incontrate domenica 1 giugno mattina per ascoltare le valutazioni coordinate da Mauro Magatti, anima scientifica dell’iniziativa, del sindaco  di Como Mario Lucini,  di Barbara Berlusconi Minghetti, direttrice del Teatro Sociale di Como, di Giacomo  Castiglioni Fondazione Comunità comasca, di Giovanni Lanzone, filosofo prestato al marketing. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video dei Valentina Rosso dell’iniziativa.

 

Già on line sul canale di ecoinformazioni altri video dei Valentina Rosso dell’iniziativa. Presto on line tutti i video. Sul canale di ecoinformazioni sono disponibili anche tutti i video delle altre iniziative beCOMe.

beCOMe/ Per un’antropologia della ricchezza/ Video on line

becomeNei lavori del secondo momento di approfondimento teorico –  dopo la serata con Fitoussi, Magatti e Bonomi –  è stato il filosofo Silvano Petrosino, introdotto dall’assessora Gisella Introzzi,  a illustrare il tema Per un’antropologia della ricchezza. Già on line li video della serata che si è svolta con una cinquantina di partecipanti nella sala della Camera di commercio di Como dalle 18 di sabato 31 maggio. P

Guarda tutti gli altri video dell’incontro.

Una riflessione sulla ricchezza, sul suo reale significato al di là delle storture proprie della società attuale, che «propone un idea di eccellenza che sa di costrizione e schiavitù»: è questo che ha invitato a fare Silvano Petrosino, di fronte al pubblico della Camera di Commercio di Como.

Tre sono i livelli di approccio al “problema” individuati dal filosofo: «c’è l’idea di ricchezza come possesso, il contatto diretto con una “roba”, per usare suggestioni verghiane, che si può toccare, un qualcosa di fisico che definisce la nostra identità. Ma a questo manca qualcosa, è qui interviene la relazione, la forma di ricchezza che nasce dal contatto con altri esseri umani, dalla famiglia, dagli amici». Da qui nasce il concetto di Economia, nel senso più vero del termine, come appunto «relazione, com’è nell’etimologia del termine. Economia non è quindi business, com’è sembra dominante oggi, ma sottintende un mondo con al centro l’uomo, e il suo benessere. Chi parla invece solo di profitto, senza alcun riguardo che l’”umanità” del termine, sbaglia completamente».

Due livelli quindi, possesso e relazione, non autoescludenti a vicenda, ma che introducono la terza definizione, la più indefinibile: «come si dice, l’uomo non di solo pane vive. C’è qualcos’altro, qualcosa che non è “fisico” , che costituisce il valore più profondo che possiamo avere. E’ l’idea che ci manchi qualcosa, un qualcosa che ci definisce compiutamente». La ricchezza, quella più “profonda” è quindi « un desiderio che non è appetito, non è numerabile, non è oggetto. E’ la mancanza che non è pura assenza. Non è questa la ricchezza più grande dell’essere umano?».

A chiudere l’incontro, un breve spazio ad alcuni interventi dal pubblico, per confermare ulteriormente le parole del pensatore milanese. [Luca Frosini, eco informazioni]

beCOMe/ Fitoussi (in video) Magatti e Bonomi (dal vero) spiegano la crisi

beCome-2014-05-30La sala Scacchi della Camera di Commercio, abbastanza gremita da un pubblico attento e “importante”, con in prima fila sindaco, assessori e presidente della Camera di Commercio, nonché esponenti del mondo imprenditoriale, politico e del volontariato, è il primo “luogo dove creare nuove alleanze” secondo l’invito/programma della tre giorni beCOMe.

L’apertura dell’edizione 0 (come ormai si usa dire) di beCOMe è dedicata a un’analisi a tutto campo dei meccanismi della fase di inizio millenio. Che non si tratti di una “semplice” crisi ormai è noto. Su questo concordano tutte le analisi ascoltate nel corso della lunga serata. Ma la mole di segmenti di analisi, di definizioni, di esemplificazioni è tale che non è facile darne non si dice un resoconto, ma quasi anche una più semplice mappa.

“Transizione”, “metamorfosi”, “cambio di paradigma” sono le parole maggiormente utilizzate per definire quello che è successo negli ultimi anni (almeno a partire dal 2008, ma anche prima) e che ancora succede.

Fitoussi, in una lunga videointervista [guardala sul sito di beCOMe] realizzata nei giorni scorsi in sostituzione della sua prevista partecipazione poi cancellata per altri inderogabili impegni, coniuga una moderata speranza nelle capacità della politica di rispondere ai gravi problemi della fase con alcune indicazioni molto semplici. “Il rapporto tra debito pubblico e Pil si può migliorare in due modi: riducendo le cifre assolute del primo oppure aumentando il secondo” chiarisce e poi aggiunge che il Pil ormai non è più un adeguato misuratore della ricchezza delle nazioni, ma che bisogna necessariamente considerare (e quindi valorizzare) le qualità della vita: il capitale umano, il capitale sociale, il capitale naturale e così via. Le politiche di austerità hanno lavorato solo sulla riduzione del debito pubblico in assoluto, mentre è ora di lavorare sull’espansione dei diversi capitali che fanno la ricchezza delle comunità. Con la consapevolezza – sottolinea – che questa fase sta approfondendo ulteriormente le disuguaglianze e che esiste una soglia di “sostenibilità” di queste, che si sta rapidamente avvicinando, oltre la quale i rischi per la democrazia diventano incombenti.

Aldo Bonomi è meno ottimista sulla politica, e propone un modello di spiegazione della “crisi” che parte dal salto di paradigma a cavallo del secolo. A questa situazione si è risposto con diverse ideologie: il modello che sostiene che il capitalismo novecentesco ha fallito e che l’unica soluzione è la “decrescita felice”; il modello che, negando il funzionamento dell’austerità, rifiuta di riconoscere il debito; il modello secondo cui, se si mettono in campo le tecniche giuste, si può tornare “come prima”; e il modello secondo cui la metamorfosi in atto costringe a pensare a un nuovo modello di sviluppo. Senza mezzi termini, Bonomi si spende per quest’ultima ipotesi, identificando il nuovo, possibile modello di sviluppo nella definizione – per quanto ancora un po’ sfuggente – di green economy.

Mauro Magatti trova che la definizione di green economy sia riduttiva e ripropone il modello della nuova prosperità, che campeggia nel sottotitolo della manifestazione comasca, che – come spiegherà alla fine della serata – secondo lui significa che bisogna cambiare l’equazione dello sviluppo novecentesco secondo la quale crescita economica = consumo; aderendo a questa proposta di nuova prosperità solo le società che investono su loro stesse (cioè sul miglioramento della qualità della vita) creano le condizioni per sostenere il consumo.

Per tutti non c’è sviluppo senza giustizia sociale.

In mezzo a tante analisi di grande respiro non manca qualche ragionamento sulla situazione locale.

Aldo Bonomi argomenta su come, a suo parere, siano scomparsi i “distretti” su cui si fondava la “vecchia” economia, sostituiti da situazioni assai più complesse in cui si riconoscono “avanguardie agenti” (i settori in grado di rinnovarsi: turismo, ricerca, università, design…), i motori immobili (il nocciolo duro delle realtà incapaci di rinnovarsi, per le quali servono le politiche pubbliche) e i falliti (per cui bisogna riuscire a delineare un nuovo welfare e politiche di solidarietà).

Una città come Como, a partire dalla consapevolezza di questa situazione, deve riuscire a mobilitare tutti i soggetti, deve imparare a percepirsi in orizzontale (senza più un riferimento di comodo alla centralità di Milano), a riposizionarsi sull’asse della città infinita (quell’agglomerato urbano che va dalla pianura lombarda alle alpi svizzere), a riscoprire e a costruire nuove alleanze.

Gli elementi di riflessione non mancano di certo; manca invece, forse, qualche elemento di analisi sul fatto che per i più la crisi non è molto metamorfica, né tantomento metaforica.

Comunque, per approfondire questo rapido sunto, presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video di Valentina Rosso degli interventi della serata. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Videointervista Fitoussi [guardala sul sito di beCOMe]

beCOMe/ Sensate esperienze/ Video on line

becomeCon le conclusioni e i ringraziamenti dell’assessora Gisella Introzzi si è conclusa la sessione di beCOMe dedicata alla esperienze nazionali imprenditoriali e sociali ritenute significative dagli organizzatori. Nelle diverse sessioni Riconnettere economico e sociale. Una nuova idea di impresa, Bellezza, qualità, sostenibilità, innovazione. I nuovi driver dello sviluppo e Nuove filiere del valore. Dalla logica della concorrenza a quella dell’alleanza, sono state presentate, a una platea di una quarantina di persone, una decina di azioni significative già sperimentate in diverse parti del territorio nazionale. I lavori sono stati presentati da Patrizia Cstelletti e Gerolamo Saibene. Già on line sul canale  di ecoinformazioni i video degli interventi svolti nel pomeriggio.

Guarda on line sul canale  di ecoinformazioni i video di tutti gli altri interventi.

 

Arci a beCOMe/ La ricchezza è stare insieme

TMECOSabato 31 maggio dalle 11 alle 23 e  domenica 1 giugno dalle 9 alle 21, ai Giardini a lago a Como, c’è l’Urban workshop di beCOMe, in sostanza l’esposizione in  diversi stand delle idee e delle proposte di profit e non profit per l’innovazione che crea sviluppo, qualità della vita, relazioni positive. L’Arci partecipa con quattro grandi totem, realizzati da Andrea Rosso, sui quali potrete cogliere le proposte de I cento spazi dei circoli Arci e della libera informazione di ecoinformazioni. Sfoglia le facce dei totem de I cento spazi. Tra essi anche il Cinema ritrovato la proposta realizzata da Arci Xanadù, un bene comune.

Lo spazio di Arci e di ecoinformazioni è già attivo. Vi aspettiamo.

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ecoinformazioni on air/ beCOMe comincia da zero

becomeIl servizio del 30 maggio di Gianpaolo Rosso per Radio popolare.  Ascolta il servizio audio Como luogo dove creare nuove alleanze. Data l’ambiziosità del progetto mettono le mani avanti gli organizzatori di beCOMe e chiariscono che venerdì 30 maggio inizia il numero zero del tentativo del Comune di presentare Como come città della nuova economia capace di coniugare innovazione, sviluppo e relazioni. Si comincia alle 20,30 alla Camera di Commercio dove, dopo un aperitivo jazz, è subito economia e sociologia con la video intervista dell’assessora alle Attività produttive Gisella Introzzi e del giornalista de La Provincia Bruno Profazio a Jean Paul Fitoussi e con gli interventi di Mauro Magatti e Aldo Bonomi. L’iniziativa dura fino a lunedì 2 giugno e si svolge sia all’Università dell’Insubria, dove verranno presentate emblematiche idee imprenditoriali che ai Giardini a lago, dove ci saranno gli stand di soggetti profit e non profit che propongono la loro lettura delle parole innovazione e relazioni e le iniziative già realizzate e in progetto. Tutto condito con spettacoli, animazioni e, sabato alle 18,30 con l’arrivo della Parada par tucc, la kermesse del volontariato e dell’associazionismo comasco, domenica primo giugno in piazza Cavour alle 22 con Rezophonic in concerto.  [Gianpaolo Rosso ecoinformazioni]

 

30 maggio/ Videointervista a Fitoussi

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Venerdì 30 maggio il primo incontro che apre la tre giorni beCOMe vede come protagonista Jean Paul Fitoussi che tuttavia non sarà presente alle 20,30 nella sala Scacchi della Camera di commercio in via Parini 16 a Como. Mauro Magatti, ideatore scientifico del festival, e il sociologo Aldo Bonomi presenteranno una videointervista all’economista francese dell’assessora Gisella Introzzi e del vicedirettore de La Provincia Bruno Profazio. Leggi nel seguito del post il Comunicato del Comune di Como. Leggi il programma di tutta l’iniziativa. [Presto on line su ecoinformazioni]

«Venerdì si inaugura a Como la tre giorni di riflessione sui temi della crescita di nuova generazione, promossa con il festival beCOMe. In Camera di Commercio era atteso il professore ed economista francese Jean Paul Fitoussi che, però, a causa di un improvviso impegno governativo non potrà esserci. Il suo contributo sarà presentato al pubblico attraverso un video-intervento che sarà il tema portante dell’incontro con il professor Mauro Magatti, ideatore scientifico del festival, e il sociologo Aldo Bonomi (h. 20.30 Camera di Commercio di Como, sala Scacchi, via Parini 16). Al centro dell’intervento di Fitoussi, frutto di una chiacchierata che si è tenuta oggi con l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Como, Gisella Introzzi e il vicedirettore del quotidiano La Provincia Bruno Profazio, alcuni dei principali temi che animano la sua ricerca: la crescita delle disuguaglianze, la necessità di abbandonare il rigore eccessivo di politiche di austerità e di rilanciare una politica di sviluppo. Negli ultimi mesi, Fitoussi si è distinto in particolare per i suoi attacchi alle politiche di austerità dei governanti europei e per aver auspicato un ruolo rinnovato per la Banca Centrale Europea, più vicino allo statuto della Fed, la Banca Centrale degli Stati Uniti».

Anteprima beCOMe/ Agricoltura e Expo/ Donne e giovani

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Le due proposte di venerdì 23 maggio anteprima di beCOme si sono svolte con una presenza di pubblico modesto (meno di cinquanta persone)  ma hanno toccato argomenti decisivi con spunti e informazioni di particolare interesse. Presto on line  di Clara Chiavoloni e già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

 

Guarda tutti gli altri video sul canale di ecoinformazioni.

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