Giorno: 31 Maggio 2014

Parada par tücc/ La gente, i colori e la città

Per buona parte del pomeriggio di sabato 31 maggio la città è stata colorata dalla sesta edizione della Parada par tücc, quest’anno inserita nel programma dell’edizione 0 di beCOMe. Ragazzi e ragazze (ma anche adulti), colori, suoni, musica, ritmo, divertimento e socialità (e un po’ di riflessione ecologica).

Una prima selezione di immagini [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Parada01

Parada02

Parada03

Parada04

Parada05

Parada07

Parada06

Parada09

Parada10

Parada11

beCOMe/ Per un’antropologia della ricchezza/ Video on line

becomeNei lavori del secondo momento di approfondimento teorico –  dopo la serata con Fitoussi, Magatti e Bonomi –  è stato il filosofo Silvano Petrosino, introdotto dall’assessora Gisella Introzzi,  a illustrare il tema Per un’antropologia della ricchezza. Già on line li video della serata che si è svolta con una cinquantina di partecipanti nella sala della Camera di commercio di Como dalle 18 di sabato 31 maggio. P

Guarda tutti gli altri video dell’incontro.

Una riflessione sulla ricchezza, sul suo reale significato al di là delle storture proprie della società attuale, che «propone un idea di eccellenza che sa di costrizione e schiavitù»: è questo che ha invitato a fare Silvano Petrosino, di fronte al pubblico della Camera di Commercio di Como.

Tre sono i livelli di approccio al “problema” individuati dal filosofo: «c’è l’idea di ricchezza come possesso, il contatto diretto con una “roba”, per usare suggestioni verghiane, che si può toccare, un qualcosa di fisico che definisce la nostra identità. Ma a questo manca qualcosa, è qui interviene la relazione, la forma di ricchezza che nasce dal contatto con altri esseri umani, dalla famiglia, dagli amici». Da qui nasce il concetto di Economia, nel senso più vero del termine, come appunto «relazione, com’è nell’etimologia del termine. Economia non è quindi business, com’è sembra dominante oggi, ma sottintende un mondo con al centro l’uomo, e il suo benessere. Chi parla invece solo di profitto, senza alcun riguardo che l’”umanità” del termine, sbaglia completamente».

Due livelli quindi, possesso e relazione, non autoescludenti a vicenda, ma che introducono la terza definizione, la più indefinibile: «come si dice, l’uomo non di solo pane vive. C’è qualcos’altro, qualcosa che non è “fisico” , che costituisce il valore più profondo che possiamo avere. E’ l’idea che ci manchi qualcosa, un qualcosa che ci definisce compiutamente». La ricchezza, quella più “profonda” è quindi « un desiderio che non è appetito, non è numerabile, non è oggetto. E’ la mancanza che non è pura assenza. Non è questa la ricchezza più grande dell’essere umano?».

A chiudere l’incontro, un breve spazio ad alcuni interventi dal pubblico, per confermare ulteriormente le parole del pensatore milanese. [Luca Frosini, eco informazioni]

beCOMe/ Fitoussi (in video) Magatti e Bonomi (dal vero) spiegano la crisi

beCome-2014-05-30La sala Scacchi della Camera di Commercio, abbastanza gremita da un pubblico attento e “importante”, con in prima fila sindaco, assessori e presidente della Camera di Commercio, nonché esponenti del mondo imprenditoriale, politico e del volontariato, è il primo “luogo dove creare nuove alleanze” secondo l’invito/programma della tre giorni beCOMe.

L’apertura dell’edizione 0 (come ormai si usa dire) di beCOMe è dedicata a un’analisi a tutto campo dei meccanismi della fase di inizio millenio. Che non si tratti di una “semplice” crisi ormai è noto. Su questo concordano tutte le analisi ascoltate nel corso della lunga serata. Ma la mole di segmenti di analisi, di definizioni, di esemplificazioni è tale che non è facile darne non si dice un resoconto, ma quasi anche una più semplice mappa.

“Transizione”, “metamorfosi”, “cambio di paradigma” sono le parole maggiormente utilizzate per definire quello che è successo negli ultimi anni (almeno a partire dal 2008, ma anche prima) e che ancora succede.

Fitoussi, in una lunga videointervista [guardala sul sito di beCOMe] realizzata nei giorni scorsi in sostituzione della sua prevista partecipazione poi cancellata per altri inderogabili impegni, coniuga una moderata speranza nelle capacità della politica di rispondere ai gravi problemi della fase con alcune indicazioni molto semplici. “Il rapporto tra debito pubblico e Pil si può migliorare in due modi: riducendo le cifre assolute del primo oppure aumentando il secondo” chiarisce e poi aggiunge che il Pil ormai non è più un adeguato misuratore della ricchezza delle nazioni, ma che bisogna necessariamente considerare (e quindi valorizzare) le qualità della vita: il capitale umano, il capitale sociale, il capitale naturale e così via. Le politiche di austerità hanno lavorato solo sulla riduzione del debito pubblico in assoluto, mentre è ora di lavorare sull’espansione dei diversi capitali che fanno la ricchezza delle comunità. Con la consapevolezza – sottolinea – che questa fase sta approfondendo ulteriormente le disuguaglianze e che esiste una soglia di “sostenibilità” di queste, che si sta rapidamente avvicinando, oltre la quale i rischi per la democrazia diventano incombenti.

Aldo Bonomi è meno ottimista sulla politica, e propone un modello di spiegazione della “crisi” che parte dal salto di paradigma a cavallo del secolo. A questa situazione si è risposto con diverse ideologie: il modello che sostiene che il capitalismo novecentesco ha fallito e che l’unica soluzione è la “decrescita felice”; il modello che, negando il funzionamento dell’austerità, rifiuta di riconoscere il debito; il modello secondo cui, se si mettono in campo le tecniche giuste, si può tornare “come prima”; e il modello secondo cui la metamorfosi in atto costringe a pensare a un nuovo modello di sviluppo. Senza mezzi termini, Bonomi si spende per quest’ultima ipotesi, identificando il nuovo, possibile modello di sviluppo nella definizione – per quanto ancora un po’ sfuggente – di green economy.

Mauro Magatti trova che la definizione di green economy sia riduttiva e ripropone il modello della nuova prosperità, che campeggia nel sottotitolo della manifestazione comasca, che – come spiegherà alla fine della serata – secondo lui significa che bisogna cambiare l’equazione dello sviluppo novecentesco secondo la quale crescita economica = consumo; aderendo a questa proposta di nuova prosperità solo le società che investono su loro stesse (cioè sul miglioramento della qualità della vita) creano le condizioni per sostenere il consumo.

Per tutti non c’è sviluppo senza giustizia sociale.

In mezzo a tante analisi di grande respiro non manca qualche ragionamento sulla situazione locale.

Aldo Bonomi argomenta su come, a suo parere, siano scomparsi i “distretti” su cui si fondava la “vecchia” economia, sostituiti da situazioni assai più complesse in cui si riconoscono “avanguardie agenti” (i settori in grado di rinnovarsi: turismo, ricerca, università, design…), i motori immobili (il nocciolo duro delle realtà incapaci di rinnovarsi, per le quali servono le politiche pubbliche) e i falliti (per cui bisogna riuscire a delineare un nuovo welfare e politiche di solidarietà).

Una città come Como, a partire dalla consapevolezza di questa situazione, deve riuscire a mobilitare tutti i soggetti, deve imparare a percepirsi in orizzontale (senza più un riferimento di comodo alla centralità di Milano), a riposizionarsi sull’asse della città infinita (quell’agglomerato urbano che va dalla pianura lombarda alle alpi svizzere), a riscoprire e a costruire nuove alleanze.

Gli elementi di riflessione non mancano di certo; manca invece, forse, qualche elemento di analisi sul fatto che per i più la crisi non è molto metamorfica, né tantomento metaforica.

Comunque, per approfondire questo rapido sunto, presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video di Valentina Rosso degli interventi della serata. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Videointervista Fitoussi [guardala sul sito di beCOMe]

beCOMe/ Sensate esperienze/ Video on line

becomeCon le conclusioni e i ringraziamenti dell’assessora Gisella Introzzi si è conclusa la sessione di beCOMe dedicata alla esperienze nazionali imprenditoriali e sociali ritenute significative dagli organizzatori. Nelle diverse sessioni Riconnettere economico e sociale. Una nuova idea di impresa, Bellezza, qualità, sostenibilità, innovazione. I nuovi driver dello sviluppo e Nuove filiere del valore. Dalla logica della concorrenza a quella dell’alleanza, sono state presentate, a una platea di una quarantina di persone, una decina di azioni significative già sperimentate in diverse parti del territorio nazionale. I lavori sono stati presentati da Patrizia Cstelletti e Gerolamo Saibene. Già on line sul canale  di ecoinformazioni i video degli interventi svolti nel pomeriggio.

Guarda on line sul canale  di ecoinformazioni i video di tutti gli altri interventi.

 

Inizia la discussione sull’ex Trevitex

8 COMOCOMUNEA Palazzo Cernezzi si discute del futura dell’area di Camerlata.

 

«Oggi abbiamo approvato il nuovo Regolamento rifiuti in Commissione – ha detto nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 29 maggio Luca Ceruti, M5s –, che verrà approvato perciò quando la nuova raccolta dei rifiuti sarà già in vigore…» Diego peverelli, Lega, ha invece posto il problema dello sfalcio dei bordi stradali «in via Risorgimento è stata lasciata l’erba a bordo strada, così come i rifiuti». E sempre a proposito di rifiuti ha ricordato l’intervento di un privato per la pulizia del parco Rimembranze. «Vogliamo o no prendere una decisione sulla Tasi?» ha chiesto Giampiero Ajani, Lega, che si è poi scagliato contro gli immigrati «vengono qui e la fanno da padrone!» riferendosi alla rissa scoppiata al centro di accoglienza di Prestino con feriti e arresti.

 

Ex Trevitex

Dopo l’appello l’aula ha ripreso ad affrontare l’atto di indirizzo per l’accordo di programma preordinato all’approvazione del Programma integrato di intervento per l’area ex Trevitex. L’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino ha risposto alle domande postegli nella seduta precedente.

Nonostante l’apertura del centro commerciale, non dovrebbe aumentare il traffico, «c’è un elevato margine di capacità», ha spiegato in base a uno studio allegato all’accordo e anzi alcuni degli interventi sulla viabilità prospettati porterebbero a una diminuzione di alcuni flussi di traffico. Per quanto riguarda il cinema invece l’operatore ha spiegato che potrebbe essere sostenibile la riapertura con 9 sale e non con le 6 attuali.

Molte le perplessità sollevata dall’intervento fra i banchi dell’opposizione e non solo. Alessandro Rapinese ha attaccato il sindaco «nel suo programma c’era scritto di salvaguardare dei negozianti contro la media e grande distribuzione e invece….» «Eravate obbligati a fare questo accordo? No! – ha proseguito –. È una vostra scelta politica». Il consigliere di Adesso Como ha anche preso posizione contro l’abbattimento della palazzina uffici, una presa di posizione affine a quella di Luigi Nessi che ha citato Renzo Piano «demolire è un gesto di impotenza, la demolizione è sbagliata». Il consigliere di Paco-Sel ha anche aggiunto «la cifra che ci viene data non mi sembra giusta, dovremmo chiedere molto di più».

Contro passaggio ciclopedonale “a tempo”, essendoci dei cancelli, è intervenuto Ceruti a cui si è affiancato Italo Nessi, Como civica, «bisogna rimuovere i cancelli dal percorso pedonale, se è uno spazio pubblico vanno tirati via!» E per il consigliere di Como civica va anche riqualificata «veramente» piazza Camerlata «con anche una futura apertura del parco del G.B. Grassi».

Mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, ha ricordato le poche differenze rispetto all’accordo della Giunta precedete (allargamento del ponte ciclopedonale su via Badone e eliminazione di due rotatorie previste) come parte dell’attuale maggioranza si era schierata contro l’intervento quando era all’opposizione. «Era una scelta sbagliata e ci siamo opposti – ha risposto Patrizia Lissi, Pd –. È stata una scelta fatta da altri e l’alternativa era o gestirla al meglio o lavarsene le mani». E la consigliera si è espressa anche sulla eliminazione della palazzina «poco più di un rudere», trovando l’accordo di Peverelli per cui non ha un interesse storico particolare. «Sono un regalo» è intervenuto Marco Butti, Gruppo misto, sui posteggi a pagamento lasciati in gestione all’operatore, mentre Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto di stornare i fondi per il ponte ciclopedonale (più ampio del precedente) «non è meglio usare questo milione di euro per le periferie?». Data l’ora la seduta è stata quindi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Tra sirene e bombe/ difesa dei civili

Sirene e bombeAll’Istituto di Storia contemporanea “P.A.Perretta”, venerdì 30 maggio, è stato presentato il libro di Maria Antonietta Breda e Gianluca Padovan: Como 1915-1945: protezione dei civili e rifugi antiaerei. Una disamina sulle opere di difesa dei civili dai bombardamenti aerei nella città di Como. Inedita e piacevole la presenza di ricercatori, non storici, per la ricostruzione di un quadro veramente insolito, come appendice al ciclo dei seminari organizzati dall’istituto. Come ha simpaticamente apostrofato Fabio Cani in apertura: “se fossimo ad un concerto rock, quella di oggi sarebbe la bonus track”. E’ stato necessario verificare i materiali bibliografici sulla protezione dei civili, al fine di poter rivalutare documenti inediti e poterli mettere a disposizione in modo ragionato. Un libro che ha messo insieme due guerre (1915, 1945) per dare un quadro complessivo di come era organizzata la città. I due ricercatori, lei architetta e lui speleologo, avevano già pubblicato un volume con i rifugi milanesi, mentre quello appena uscito (marzo 2014) racconta di luoghi noti ai comaschi come rifugi: spiccano la Croce Rossa (attualmente in fase di restauro), il Tempio Voltiano e quello murato situato in via Lucini, ma nel 1942, a Como, erano presenti 2057 rifugi. Che fine hanno fatto? Si parla poi nel dettaglio dei rifugi, che per questioni politiche vennero chiamati ricoveri, come ha spiegato Padovan : « affinché risulti meno inquietante e più rassicurante alle orecchie dei civili »; si tratta di luoghi, spesso sotterranei (cantine, gallerie,…) per resistere ai crolli superiori, che venivano realizzati per proteggere le persone in caso di bombardamento, e per questo dovevano rispondere a parametri di sicurezza, che talvolta erano trascurati. Tra l’ingresso e il rifugio c’era un antiricovero, poi una porta d’acciaio lasciava alle spalle l’eventuale pericolo. All’interno c’erano delle sedute, in legno o mattoni; dovevano essere presenti scorte di viveri, acqua potabile, materiale di primo soccorso, materiale antincendio e pale-picconi. Erano dotati d’impianto per il ricambio d’aria, ma questo non era abbastanza: le maschere anti gas dovevano essere presenti. Un aneddoto raccontato è stato il ritrovamento, nel rifugio della Croce Rossa di Como, di maschere con attaccate etichette riportanti il nome delle persone che avrebbero dovuto usarle in caso di bisogno. L’aspetto più sorprendete e spesso dimenticato è la propaganda che era organizzata per diffondere informazioni sull’utilizzo delle maschere anti gas: come comportarsi al suono delle sirene, e in generale le normative diramate su come agire concretamente. Una pubblicistica che deve informare anche analfabeti: fatta da immagini, fumetti e fotogrammi; vennero preparati prontuari da distribuire agli operai delle fabbriche.
La loro è stata un’esposizione chiara, supportata da immagini che lasciano con la voglia di conoscere una Como sotterranea, legata al vissuto dei civili che hanno dovuto convivere con la paura soffocante di correre al riparo, seppur la città sia uscita praticamente intatta dai bombardamenti.

rocchelli_bambini2-660x330Come è stato ricordato, anche nell’ultimo reportage di Andy Rocchelli, giovane fotografo ucciso in Ucraina alcuni giorni fa, i rifugi esistono ancora e possiedono le stesse caratteristiche. Purtroppo, in casi come questo, vengono ancora utilizzati attivamente. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

7ª Festa provinciale delle bande

febaco«Un susseguirsi di concerti e manifestazioni che le bande musicali della provincia di Como (ed alcune della provincia di Milano) proporranno in città e nelle località della provincia – scrive Claudio Bianchi, presidente Federazione bande musicali comasche Febaco –.Come ormai da sette anni a questa parte le bande saranno il fulcro delle manifestazioni estive: come sempre una presenza costante ad arricchire il panorama culturale delle nostre comunità».

 

«Inevitabile riaffermare ancora una volta – conclude Bianchi – che le bande musicali sono le vere protagoniste della vita sociale e culturale delle nostre comunità e, nonostante le numerose difficoltà, dimostrano ancora una volta spirito di iniziativa e volontà di confrontarsi per dimostrare che la tradizione e l’innovazione posso convivere e dare nuovo impulso ad un movimento che è sempre più capillare e attivo».

Diversi concerti si terranno a giugno, luglio e settembre: 31 maggio a Grandate Corpo musicale venianese e Corpo musicale IV novembre di Grandate;7 giugno a Cernobbio in piazza Risorgimento Gruppo folkloristico di Montano Lucino e Corpo musicale Moltrasio; 5 luglio alle 21 a Beregazzo Banda giovanile Febaco;6 luglio alle 10.30 nuovamente in piazza Cavour a Como Banda giovanile Febaco; 8 luglio ultimo concerto della Banda giovanile Febaco in luogo da definire. «La Festa provinciale delle bande riprenderà il 6 settembre e per 3 settimane e, tempo permettendo, proporrà ulteriori concerti tutti i sabati e le domeniche alle ore 21, nelle piazze di Como (piazza San Fedele, piazza Cavour…) – spiegano gli organizzatori –.Infine la Festa provinciale delle bande si concluderà domenica 19 ottobre con il concerto della Banda rappresentativa Febaco diretta dal maestro Angelo Bolciaghi che raggruppando numerosi musicisti della provincia di Como effettuerà il concerto conclusivo a Como».

Per informazioni e-mail claudio@febaco.it, Internet www.febaco.it. [md, ecoinformazioni]

Sostegno psicologico per lavoratori e imprenditori

stai_bene_col_tuo_lavoro62 richieste nei primi mesi di attivazione del servizio gratuito dell’Ospedale Sant’Anna di Como promosso dalla Camera di commercio comasca in collaborazione con le associazioni di categoria ed i sindacati.

 

«Stai bene col tuo lavoro fa centro e intercetta il bisogno di sostegno psicologico di imprenditori e lavoratori comaschi legato all’attuale periodo di crisi economica – spiega un comunicato –. Dai dati presentati stamattina [venerdì 30 maggio] in Camera di commercio a Como è emerso che dall’attivazione del servizio il 9 dicembre scorso a oggi,offerto dall’Azienda ospedaliera “Ospedale Sant’Anna” di Como e promosso dall’ente camerale comasco con le associazioni di categoria ed i sindacati, sono state 62 le richieste di contatto con il team dell’Unità operativa di psicologia, afferente al Dipartimento di salute mentale dell’Ao comasca, e diretta da Vito Tummino. Di queste 62 persone, 36 sono state inserite in un percorso di presa in carico del bisogno a vari livelli – la maggior parte uomini (22) – e 26 hanno richiesto informazioni. La fascia d’età che si è rivolta maggiormente al servizio è over 50, con un’età media di 47 anni. La prevalenza di accessi è di lavoratori dipendenti (17 persone), quasi un terzo è costituito da imprenditori o manager (11). Sette, invece, i disoccupati. Il servizio è gratuito».

«Sono dati importanti quelli che emergono da una prima analisi dell’attività svolta all’interno del servizio Stai bene col tuo lavoro, progetto innovativo sul territorio comasco e a livello nazionale – afferma Tummino –. Appare sempre più chiaramente la stretta connessione fra le difficoltà che interessano il mondo del lavoro e le ripercussioni sul benessere psicologico dell’individuo, questa consapevolezza ha sollecitato la risposta condivisa da parte non solo dell’Azienda ospedaliera e della Camera di commercio, ma anche delle associazioni di categoria e dei sindacati della provincia. La stretta collaborazione a livello istituzionale ha permesso la creazione di una rete efficace nell’intercettare il bisogno del singolo e nel facilitare l’accesso al servizio. La risposta dell’utenza interessata è stata positiva, complice la facilità e la rapidità che caratterizzano l’aggancio al servizio e l’attivazione di un percorso di sostegno».

«La perdurante crisi economica mostra in maniera sempre più incisiva i propri effetti sulle persone nella loro interezza, quindi non solo come soggetti economici ma soprattutto come identità personali – aggiunge Fulvio Alvisi, vicepresidente Camera di commercio –. Lo sportello Stai bene con il tuo lavoro è stato un progetto su cui la Camera di commercio di Como ha molto creduto per aiutare gli imprenditori e i lavoratori a farsi aiutare. I risultati presentati oggi fanno comprendere che abbiamo solamente iniziato ad indagare in questa difficile realtà e che il nostro tessuto economico-sociale richiede oltre che ‘aiuti concreti’ anche un supporto psicologico per riuscire a vivere meglio gli ostacoli di tutti i giorni».

«Il contesto socio-economico pone spesso il lavoratore e l’imprenditore in una condizione di disagio psicologico – spiegano gli psicologi dell’Ao Sant’Anna Matteo Radavelli e Marilena Simionescu –. I dati raccolti, interessanti per una futura indagine, hanno evidenziato anche che la maggior parte dell’utenza ha riferito livelli di conflittualità lavorativa molto alta, con avvio di cause legali, mobilitazione di sindacati e rapporti interpersonali conflittuali, e periodi di malattia superiori ai 15 giorni, non legati a infortuni o cause fisiche, ma proprio a una sofferenza psicologica. E nella maggior parte dei casi di assenza dal lavoro per malattia è stato riscontrato l’abbinamento a una situazione di conflittualità, una combinazione che diventa causa del disagio».

«Per le persone seguite dal servizio, inoltre, prevalgono i disturbi dello spettro ansioso, seguiti dall’abbassamento del tono dell’umore e da sentimenti di rabbia – prosegue il comunicato –. Tra le somatizzazioni, la più frequente riguarda i disturbi del sonno, dei quali soffrono di più gli uomini presi in carico. Sono invece di più le donne che soffrono di disturbi gastrointestinali, il 43% del campione esaminato, e di sintomatologie depressive (78%). Rispetto alle posizioni lavorative, il 70% dei dipendenti soffre di ansia e disturbi del sonno, questi ultimi presenti anche nell’86% dei disoccupati».

Per richiedere un colloquio, o maggiori informazioni, tel. 350.5072019, e-mail servizio.lavoro@hsacomo.org. [md, econformazioni]

100 anni per l’infanzia

100 anni per l'infanziaDue giorni di festa per la scuola materna di Rebbio, sabato e domenica 31 maggio e 1 giugno con musica, cucina, giocoleria, avventure ed esperimenti.

 

«Il quartiere di Rebbio si prepara a nuovi festeggiamenti per i 100 anni della scuola materna con un fine settimana all’insegna del divertimento – spiega in una nota il Comune di Como per due giorni di festa – promossa per sostenere le attività dell’istituto scolastico, ente morale nato nel 1914 per volontà di alcuni cittadini del quartiere».

Per la durata dell’iniziativa saranno chiuse al traffico via Lissi e via Alebbio, in caso di pioggia la manifestazione verrà rimandata. [md, ecoinformazioni]

 

Programma:

Sabato 31 maggio

Alle 18, Apertura bancarelle;

Alle 18.30, Aperitivi dal mondo presso l’Oratorio;

Alle 19, Apertura cucina in collaborazione con l’Associazione Teresa Onlus salamelle, patatine, birra, e altro ancora…;

Alle 20, Esibizione e Baby Dance con la Sasi Dance & Pilates;

Alle 21, Musica live con il gruppo Swing The Mad Tubes e il gruppo Groovy Twins;

Domenica 1 giugno

Alle 9, Apertura bancarelle;

Alle 10, Messa;

Alle 11.30, Pensieri nel cielo;

Alle 12.30, Pranzo su prenotazione chiamando Alessandro 3663179236. Lo Chef propone Menù : Primo + Secondo + Contorno 10 euro (Bevande escluse); Menù Bimbi 5 euro (Bevande escluse);

Alle 15 Gipsy on the Road (performance e laboratorio di giocoleria) Area palco con Giuseppe Balzaretti 16 Bolas (performance e laboratorio di giocoleria) Area palco con La Bolo e Melè;

Alle 15.30, 16.30, 17.30 La pazza scienza! (avventure ed esperimenti) Salone della scuola materna;

Alle 15.30, 16.30, 17.30 Giochi… al buio! esploriamo il mondo con i nostri sensi Sala giochi Oratorio;

Alle 17 L’enorme coccodrillo e altri racconti con Fata Morgana – Area palco.

Per tutto il pomeriggio: Truccabimbi e palloncini (portici cineteatro); “Grilli” – Bici a spinta (campo sportivo scuole); Giochi e giocattoli (stand Unicef); Iniziative sul tema del riciclo (stand Meno rifiuti più valore).

Aperitivi musicali al Magic Bus

arci magic busPer tutte le domeniche di giugno «5 date, 9 band e un ricco programma musicale che lascia spazio anche al pubblico» al Circolo Arci di Olgiate Comasco.

 

«Parte domenica 1 giugno la programmazione del Circolo Arci Magic Bus di Olgiate Comasco, che per tutte le domeniche di giugno, a partire dalle 18.30, proporrà una serie di aperitivi musicali con ospiti di ogni genere – precisa un comunicato –. Insieme alle cover band, verrà dato spazio anche alle formazioni con brani originali, per offrire un’occasione di visibilità agli artisti locali. Molte le proposte particolari, tra cui il BANDaoke del 15 giugno, un format a metà tra il karaoke e la jam session. Una guest band condurrà la serata proponendo una serie di pezzi che il pubblico potrà cantare o eventualmente suonare (basta portare il proprio strumento), sostituendo di volta in volta i musicisti sul palco. E per chi vuole cimentarsi in competizioni all’ultima rima, sarà possibile partecipare agli open freestyle contest previsti all’inizio e alla fine della serata HipHop e Freestyle dell’8 giugno».

«Con questa serie di appuntamenti vogliamo gettare le basi per creare all’interno del territorio Olgiatese un punto di riferimento per la musica live – è l’ambizione degli organizzatori –. Ma non solo. L’obiettivo finale è anche quello di creare occasioni di aggregazione per i giovani della zona che attualmente sono costretti a spostarsi tra Como e Varese per poter ascoltare una band dal vivo. Partecipando agli aperitivi si contribuirà a sostenere le attività del Magic Bus, gestite interamente da volontari, come le serate cinematografiche, i mini corsi gratuiti, i corsi di musica e molte altre iniziative musicali e culturali».

Ingresso soci Arci 5 euro (inclusa prima consumazione e buffet), non soci 10 euro (inclusa tessera Arci, 2 consumazioni e buffet).

Per informazioni Internet www.magicbus.it. [md, ecoinformazioni]

 

Programma:

«Inizio aperitivo ore 18.30; Inizio concerti ore 19.30.

Domenica 1 giugno,Alessia and The Room Diaries: Un viaggio fra le sonorità del soft-rock con arrangiamenti acustici di brani noti ai più. 4String: Rivisitazione Acustica tra i Classici Italiani e Stranieri dal ’60 ad Oggi. Blues, Bossa,Country,

Soul & Rock ‘n Roll;

Domenica 8 giugno, Status Squat: Un aperitivo a colpi di rime! HipHop, freestyle, open freestyle e open beatboxing. Ospiti speciali Inchiostro Sporco, Roger & Jeph, Pochespanne;

Domenica 15 giugno, BANDaoke: Stanchi del solito karaoke? Vi proponiamo il BANDaoke! Potrete cantare e suonare le vostre canzoni preferite accompagnati da una vera band! Guest band: Monkey Beat;

Domenica 22 giugno, Trewa: contaminazioni rock, folk e prog. Un gruppo ispirato dalla nostalgia e da impressioni storiche, attraverso particolari sensazioni ornate da atmosfere anni ’70;

Domenica 29 giugno, 7Grani & Friends: I 7Grani spaziano dal reggae, al folk, al rock e al pop utilizzando un linguaggio semplice e un sound prepotente soprattutto dal vivo. In esclusiva per la serata i suoneranno insieme a tanti amici musicisti, proponendo i loro pezzi originali ma anche cover di cantautori, classic rock e tanto altro, rivisitate con arrangiamenti davvero frizzanti!»

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: