Nilde Jotti e la storia politica delle donne

La presentazione del volume di Luisa Lama dedicato a Nilde Jotti e cioè a «una storia politica al femminile» è l’occasione, nella serata organizzata il 9 giugno dalla Fondazione Avvenire alla Biblioteca Comunale di Como, di una riflessione a tutto campo sulla storia politica delle donne e sul loro ruolo nei primi decenni della storia repubblicana italiana.

Già Chiara Braga nella sua introduzione alla serata chiarisce che non si tratta solo di una biografia di una personalità essenziale per la storia istituzionale, ma che il lavoro di Luisa Lama su Nilde Jotti è «un libro sul suo essere donna all’interno della vicenda politica». Ma è soprattutto l’intervento di Livia Turco, presidente della Fondazione che a Nilde Jotti è intitolata, a sottolineare quanto sia importante una «storia politica delle donne» e quanto sia faticosa ma fondamentale quest’opera… «Si ricordano spesso i padri costituenti – i padri della patria -, ma si dimenticano le madri costituenti». E con esse (ben ventuno, e con ruoli spesso centrali nel definire i valori fondamentali alla base della carta costituzionale italiana) ci si dimentica anche del fondamentale ruolo della “genealogia” femminile nel passaggio dalla ricerca dell’emancipazione alla liberazione all’affermazione della centralità della differenza. Una genealogia in cui il ruolo di Nilde Jotti è andato ben oltre il contributo istuzionale, un ruolo che Livia Turco riconosce nello sguardo «complice e materno» riservato dall’austera dirigente alle giovani comuniste portatrici delle istanze del femminismo all’interno del partito.

Il volume di Luisa Lama fornisce un contributo fondamentale a questa storia grazie a una rigorosa ricerca sulle fonti (non solo quelle più “istituzionali”, ma anche gli spunti forniti dagli organi della stampa politica e popolare) e una partecipata ricostruzione delle vicende personali e sentimentali che la videro compagna di vita del segretario comunista Palmiro Togliatti: una ricerca centrata sugli anni della formazione e della «progressione» all’interno del Pci, fino ad arrivare alla “consacrazione” sancita dal fatto di essere stata nel 1979 la prima donna ad essere eletta presidente della Camera dei Deputati, ma con inevitabili contatti con l’attualità. Proprio lo stretto intreccio tra “politico” e “privato”, proprio la non scontata dialettica tra istanze politiche “tradizionali” e affermazione di “nuovi” diritti da parte delle donne collegano la vicenda di Nilde Jotti al presente.

Sollecitato da alcuni interventi del pubblico, l’ultimo approfondimento della serata è proprio dedicato a questo. Livia Turco chiarisce che nell’azione politica dell’ultima stagione di Nilde Jotti vi fu evidentemente una «disattenzione verso i movimenti» e Chiara Braga ammette che qualcosa non ha funzionato nel passaggio di testimone da una generazione all’altra, che si è interrotto un percorso nel modo di intendere la politica, che c’è stata una crisi nell’azione politica collettiva delle donne.

Ripercorrere la storia di Nilde Jotti serve anche ad approfondire queste questioni centrali nella politica di oggi. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Chiara Braga, deputata, della segreteria nazionale del Partito democratico

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Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Jotti

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Luisa Lama, autrice del volume Nilde Jotti. Una storia politica al femminile

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