Foto: copyright ©Associazione Amici di Como

Paco-Sel/ Su Libeskind scelga la collettività

paco selPaco-Sel interviene sulla questione del monumento da collocare sulla diga foranea chiedendo «un confronto e un coinvolgimento della città, che consideri anche la possibilità della collocazione dell’opera in un altra sede, in cui essa possa essere valorizzata e contemporaneamente valorizzare il contesto circostante». Leggi nel seguito il comunicato.

«La proposta degli Amici di Como di collocare sulla diga foranea  un monumento commissionato a un artista di fama internazionale, con la conseguente modifica dell’aspetto del primo bacino del lago da ogni punto di osservazione, solleva preoccupazioni di metodo, prima che di merito. Il fatto che il comune non abbia in carico per il momento il costo dell’opera non può far sottovalutare il fatto che la veduta del lago è un bene di tutti, comaschi e visitatori, e che quindi l’ultima parola sulla sua opportunità e sul suo impatto tocchi alla collettività e non possa essere affidato a soggetti privati; tra l’altro, attraverso meccanismi di sgravio fiscale, la collettività si ritroverà a contribuire in altra forma al costo dell’opera. Non va neppure sottovalutato il fatto che  sarà a carico del comune prevedibilmente il suo mantenimento e l’eventuale risoluzione di problemi derivanti dalla sua installazione sulla diga, che non è stata progettata per portarne il peso.

Se poi, come si ricava dalla lettera pubblica inviata agli Amici di Como dall’Ordine degli Architetti sulla base della visione delle simulazioni, la struttura ha un’altezza di 15 – 18 metri, all’interno di “un quadro architettonico storico monumentale distribuito lungo le sponde sostanzialmente unitario ed omogeneo” (come riporta la stessa lettera), riteniamo che prima di acconsentire alla collocazione dell’opera si debba prestare  ancora maggiore attenzione, dare spazio alla riflessione e alla discussione pubblica, valutare attentamente se e come far realizzare un intervento che cambierebbe permanentemente l’aspetto del luogo simbolo della città.

Ci uniamo pertanto alle preoccupazioni espresse nella citata lettera, chiedendo un confronto e un coinvolgimento della città, che consideri anche la possibilità della collocazione dell’opera in un altra sede, in cui essa possa essere valorizzata e contemporaneamente valorizzare il contesto circostante».[Paco-Sel]

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