A Tremezzo la commemorazione di Teresio Olivelli

Per iniziativa della parrocchia e dell’ANPI si tiene come di consueto a gennaio l’annuale commemorazione del Servo di Dio Teresio Olivelli, in prossimità delle date di nascita e di morte di questo giovane in attesa di beatificazione che già molti chiamano “il Beato dalla Penna Nera”. Rispetto agli anni scorsi in cui si celebrava la terza domenica di gennaio, si è voluto tornare ora alla data originaria della seconda domenica di gennaio, dunque il giorno 11, per evitare la concomitanza con la sentita festa di sant’Antonio Abate a Griante (Tremezzo e Griante hanno un solo parroco) e con un programma leggermente modificato per una maggiore solennità e per ampliare la partecipazione.

Ecco dunque il programma della giornata:
ritrovo alle 10.45 sul sagrato della chiesa parrocchiale di San Lorenzo

ore 11.00 in chiesa S.Messa, al termine recita della Preghiera per la Beatificazione e verrà quindi fatto brevemente il punto sull’iter della causa di beatificazione, tuttora al vaglio della Congregazione per le Cause dei Santi a Roma; sarà particolarmente gradita la partecipazione degli Alpini con i
labari e i loro canti di montagna; quindi corteo in uscita dalla chiesa fino al vicino monumento a Olivelli, dove avrà luogo la commemorazione anche civile, con discorsi delle autorità comunali e delle rappresentanze militari, posa di corone, lettura della “Preghiera del Ribelle” composta da Olivelli
durante la latitanza e benedizione da parte del parroco don Luca Giansante.

Giova ricordare che la cerimonia costituirà soltanto l’apertura di un anno di eventi per commemorare il giovane martire della carità, eventi in fase di definizione che comprenderanno ad esempio la ripulitura del monumento a lui dedicato, opera dell’accademico Cassina.  Infatti ricorre nel 2015 il settantesimo della morte (17 gennaio 1945) mentre cadrà il prossimo gennaio il centenario della nascita (7 gennaio 1916).

Analoghe iniziative sono già in corso nella Diocesi di Vigevano, di cui la famiglia era originaria e da cui ha avuto avvio circa trent’anni or sono la causa di beatificazione del giovane Teresio: nativo di Bellagio e nipote dell’allora arciprete di Tremezzo don Rocco Invernizzi, fu studente modello, grande sportivo, attivista convinto dell’Azione Cattolica, quindi volontario in Russia dove come ufficiale Alpino si adoperò per i compagni durante la disastrosa ritirata; al rientro in patria si unì alla Resistenza fondando tra l’altro il giornale clandestino “Il Ribelle”, fino all’arresto, alla deportazione in Germania e alla tragica morte nel lager di Hersbruck, ammazzato di botte per i suoi continui interventi in aiuto e in difesa dei compagni di prigionia.  Lo si ricorda anche come autore della Preghiera dell’Alpino e della Preghiera del Ribelle (“Signore facci liberi”) adottata dalle formazioni partigiane.

[Gigliola Foglia]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: