La lista non basta

cernezzi2La lunghezza della lista delle cose realizzate dall’amministrazione Lucini non sembra intaccare la diffusa delusione dei tanti che avrebbero voluto un più deciso cambio di orizzonte e di metodo rispetto alle esperienze del centrodestra. Lo scritto di Luca Michelini, diffuso nella mailing list Democrazia economica, critica  la scarsa collegialità e persino comunicazione nella Giunta comasca e la sostanziale inesistenza delle forze politiche che la appoggiano. In tale situazione per Michelini la lista non è lo strumento giusto:  «Le cose fatte non sono inquadrate in un ragionamento politico, né, tanto meno, in una proposta di una visione della città». Si tratta di temi di decisiva importanza per la vita democratica della città ai quali la riunione delle forze politiche della maggioranza (segretissima ad Albate) di metà mandato non sembra aver dato risposte. Ecoinformazioni, con l’apertura delle sue pagine al dibattito e con la disponibilità a sviluppare iniziative che permettano di confrontare opinioni diverse, prima fra tutte quella dell’assessore Lorenzo Spallino ampiamente citato nel testo, vuole contribuire al reale cambio di passo nell’amministrare Como nella direzione della trasparenza dei fini e dei mezzi per realizzare  le tante innovazioni indispensabili. 

«La “lista” 

Il laborioso assessore all’urbanistica Lorenzo Spallino presenta le 94 cose “fatte” dalla giunta Lucini nel 2014 in questo modo: “E’ opinione diffusa che le giunte di centro destra ‘facciano’ e che quelle di centro sinistra passino il tempo a discutere. Discutere, non c’è dubbio, discutiamo. Quanto al fare, beh, capisco che possa dispiacere ma ‘il catalogo è questo’“. E rimanda ad una sorta di “lista della spesa”, che potete consultare cliccando qui. Sul proprio operato, infine, l’assessore rimanda ad una utile tabella, che si può consultare cliccando qui.

Ho avuto il piacere di ascoltare una sola volta l’assessore ad una riunione sulla politica urbanistica richiesta dalle forze politiche che sostengono Lucini. Ne ho maturato alcune impressioni, che provo a riassumere.

Il linguaggio di Spallino è molto tecnico, rapido, rapsodico, saccente, ricco di un bagaglio di informazioni consaputamente non condivise, involuto. Si tratta di un linguaggio incomprensibile, come si dice oggi, dal punto di vista della narrazione che propone, e privo di sfumature dialettiche. L’assessore, cioè, governa e decide, domina il quadro normativo (che plasma la sua forma mentis), ma non è abituato a discutere, anche se ascolta e valuta nel merito ciò che l’interlocutore tenta di argomentare. Discute solo con chi dimostra di avere la preparazione tecnica necessaria e a quel punto, probabilmente, si diverte anche.

La presentazione della “lista”, insomma, non è che diretta conseguenza di quanto esposto: le cose fatte non sono inquadrate in un ragionamento politico, né, tanto meno, in una proposta di una visione della città. Visione, per altro, che l’assessore deve senz’altro avere, visto l’insistenza che caratterizza la sua azione per l’estensione della cosiddetta Ztl.

L’assessore non è solo un tecnico, insomma, perché per formazione (famigliare e professionale) ha idee molto precise sulla città. Deve essere tra i pochissimi assessori che dominano la macchina amministrativa e non ne sono dominati. Infatti ha voluto rendere gli uffici dinamici, efficienti e trasparenti: ha reso pubblici importanti documenti urbanistici.

Insomma: un vero e proprio punto di forza per il sindaco Lucini.

Della riunione a cui presenziai ciò che più mi colpì era la sostanziale impreparazione della maggior parte dei cittadini-politici presenti a quella riunione, digiuni di tutto ciò che l’assessore snocciolava e tentava di proporre come agenda politica.

L’assessore, dunque, domina anche il Consiglio comunale. Non può dunque sorprendere che sia sempre più diventato l’interlocutore diretto di coloro che hanno proposte urbanistiche su e per la città.

In questa giunta, dunque, non si discute affatto: perché per discutere è necessario conoscere, analizzare, riflettere, sul piano personale e politico. E di conoscenza se ne produce pochissima.

Le informazioni rese disponibili dall’assessore non costituiscono la base per la creazione di una vera opinione pubblica: non mi risulta che i partiti o le liste civiche esistenti abbiano prodotto analisi e proposte sulla base di queste informazioni.

Né mi risulta che coloro che hanno sgomitato per dirigere la macchina politica cittadina entrando in consiglio comunale o proponendosi come dirigenti politici, producano cultura di governo.

Il dirigismo di cui la giunta Lucini è rimproverata è, dunque, diretta conseguenza del fatto che non esistono forze politiche seriamente organizzate.

La “lista” è un “catalogo”, come scrive l’assessore: nulla racconta della vita cittadina, non rimanda alla gravissima crisi edilizia ed abitativa in corso (ormai da anni), non offe alcun profilo delle idee politiche e sociali che hanno guidato le scelte compiute (i singoli punti della lista). La vita dell’amministrazione cittadina si presenta completamente separata da quella dei cittadini. I quali, se proprio hanno dei bisogni inevasi, potranno proporre agli uffici competenti altrettante “liste” dei desideri (Comozero ne ha dato un esempio: clicca qui).

A livello locale, come a livello nazionale, ormai conta soltanto il rapporto tra l’individuo e il potere (comunque) costituito». [Luca Michelini da Democrazia economica]

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