3 luglio/ protesta dei lavoratori del ministero della giustizia

tribunale di comoDalle 9 alle 11 presidio con volantinaggio fuori dal tribunale di Lecco e Como

I lavoratori degli Uffici dell’Esecuzione Penale Esterna della Lombardia si mobilitano unitamente per denunciare le gravi condizioni in cui versano a causa dei carichi di lavoro divenuti insostenibili.
«Le poche risorse di personale, economiche e di mezzi messi a disposizione dal Ministero della Giustizia  – scrive la Fp Cgil – risultano del tutto insufficienti ad affrontare il delicato compito di recupero/reinserimento di persone condannate e/o imputate, attraverso percorsi di riparazione sociale che garantiscano la sicurezza della collettività.
I numeri sono sconfortanti: in Lombardia i 5 Uepe di Milano, Pavia, Brescia, Como, Mantova e le due sedi distaccate di Varese e Bergamo, per un totale di circa una novantina di assistenti sociali, hanno seguito al 31 Maggio 2015 oltre 11.000 casi di cui 6.500 sono misure alternative alla detenzione. Inoltre la situazione si è ulteriormente aggravata con l’introduzione della sospensione del procedimento penale con messa alla prova (LEGGE 28 aprile 2014, n. 67 ) che ha aumentato ancora di più il carico di lavoro.
Solo per quanto riguarda l’UEPE di Como, nei prime cinque mesi del 2015, a fronte di 12 assistenti sociali, sono state seguiti 900 casi di cui 280 sono misure alternative.
Le recenti misure tese a favorire l’accesso alle misure alternative alla detenzione e la sospensione del processo con messa alla prova dell’imputato, sta avvenendo senza oneri aggiuntivi per lo Stato che ha scelto di non prevedere neppure un minimo aumento di personale, di risorse e di mezzi, con ricadute devastanti sui lavoratori, sulla qualità dei servizi prestati all’utenza e conseguentemente con un prevedibile aumento del rischio di recidiva».

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