Mese: Ottobre 2015

24 ottobre/ Downverso

downversoDownverso, associazione famiglie e persone con sindrome di down, invita a partecipare sabato 24 ottobre alle 16 allo Spazio gloria di arci Xanadù in via Varesina 72 a Como ad una proiezione di un film sulla disabilità in linea con la campagna di sensibilizzazione nazionale che invita a riflettere sui temi dell’affettività e dell’autonomia. Gabrielle, un amore fuori dal coro di Louise Archambault, racconta della ventenne Gabrielle giovane donna affetta dalla sindrome di Williams, dotata di una contagiosa gioia di vivere e di una propensione spiccata per la musica. La giovane si innamora di Martin, un ragazzo conosciuto nel centro ricreativo dove fa parte di un coro; da quel momento diventano inseparabili. Le loro famglie, però, vista la loro disabilità, non permettono loro di vivere il proprio amore come vorrebbero. Mentre il coro si sta preparando in vista della partecipazione ad un importante festival musicale, Gabrielle fa di tutto per dimostrare la propria autonomia e per guadagnare la tanto agognata indipendenza. Con grande determinazione, la giovane dovrà affrontare i pregiudizi e i propri limiti per sperare di poter vivere con Martin una storia d’amore che non ha nulla di ordinario. Il film verrà presentato da Alberto Cano ed alla fine della proiezione seguirà un aperitivo. Il contributo all’iniziativa è di 10 euro. Info www.downverso.it

Fabio Porro alla guida di Unindustria Como

Foto Fabio PorroDesignato dal Consiglio generale: «Verrà eletto dall’Assemblea generale entro fine anno».

Lunedì 19 ottobre 2015 il Consiglio generale di Unindustria Como: «Ha designato il dott. Fabio Porro candidato alla presidenza di Unindustria Como. Proposto dalla Commissione di designazione, l’imprenditore Fabio Porro, che succederà a Francesco Verga, è stato votato dal Consiglio generale quale candidato alla presidenza di Unindustria Como che verrà eletto dall’Assemblea generale entro fine anno».

«Nato a Como il 17/06/1960, residente a Cantù, Fabio Porro è consigliere delegato della società Omp Porro Srl di Cucciago (settore metalmeccanico) – ricorda Unindustria –. Attuale vicepresidente di Unindustria Como con delega alle Relazioni industriali ed alleanze è componente del Consiglio di presidenza e del Consiglio generale, consigliere del Gruppo metalmeccanici e referente dell’area Lavoro e previdenza dell’Associazione. Fabio Porro inoltre è stato membro del Comitato tecnico relazioni industriali di Confindustria, componente del Comitato tecnico di pilotaggio presso l’I.T.I.S. Magistri Cumacini e rappresentante di Unindustria Como presso la Consulta per l’economia del Comune di Cantù». [md, ecoinformazioni]

Contrasto alla violenza sulle donne

facciatapalazzocernezziComo capofila per la sottoscrizione di accordi con la Regione Lombardia.

«Il Comune di Como è diventato il coordinatore della rete provinciale per il contrasto al fenomeno della violenza e dei maltrattamenti nei confronti delle donne – spiega il Notiziario del capoluogo lariano –. Palazzo Cernezzi diventa così l’ente capofila per la sottoscrizione di accordi di collaborazione con Regione Lombardia a sostegno dei servizi e delle azioni che saranno promosse dalla rete provinciale. Nel 2015 è stato portato avanti il progetto Una rete per dire basta. Le attività realizzate sono state: potenziamento del centro antiviolenza con l’aumento delle ore di apertura dello sportello di Como da 18 a 21 ore settimanali; attivazione di consulenze psicologiche e legali; sviluppo di 2 nuovi punti territoriali di primo contatto, uno all’Azienda sociale Centro Lario e Valli di Porlezza, e l’altro all’Azienda sociale Comuni insieme di Lomazzo; da ultimo l’implementazione del punto di Mariano Comense; supporto alla donna ospitata/accolta in pronto intervento e nei due appartamenti con la stabilizzazione dell’équipe multi professionale (educatore, operatore, psicologo, legale)». [md, ecoinformazioni]

Premiate le imprese storiche comasche

negozi storici regione lombardiaGli esercizi con più di 50 anni sono stati insigniti del titolo di “storici” da Regione Lombardia.

Premiati lunedì 19 ottobre a Milano 15 esercizi comaschi, che per la stragrande maggioranza si sono avvalsi degli uffici di Confcommercio per lo svolgimento dell’iter È casa – Casa del mobile di Luraschi Monica, Appiano Gentile, Ornaghi market di Ornaghi Leopoldo e c. s.n.c., Cabiate, Donegana Andrea, macelleria, Carate Urio, Albergo ristorante Tre Re di Corbella Antonio & c. s.a.s., Como, Croci s.a.s. di Tagliabue Monica & c., Como, Farmacia Lanzetti dr. Andrea, Como, Fragrans s.n.c. di Piadeni Michele e Paolo, Como, Hotel Metropole & Suisse – s.r.l., Como, Mazzucchi Dino, macelleria, Dongo, Bianchi Giovanni s.r.l., ingrosso tessuti, Lipomo, Capanna s.n.c. di Cesana Giancarlo e Paolo, Lurago d’Erba, Curioni Angela, emporio, Magreglio, Delia di Sironi Delia & c. s.n.c., edicola, Mariano Comense, Ristorante Gnocchetto di Sozzi Luigi e c. s.n.c., Tavernerio, Il Seme s.a.s. di Mazza Rita, Angelo & c., Como.

«Durante la cerimonia l’Assessore al Commercio di Regione Lombardia Mauro Parolini ha sottolineato l’importanza di valorizzare le imprese storiche per dare un’iniezione di fiducia alle nuove generazioni che hanno bisogno di esempi positivi, simboli di tradizione, di identità lombarda, del nostro saper fare» spiegano da Confcommercio Como. «La Regione ha voluto premiare i negozi che con sacrificio e devozione hanno tramandato il loro lavoro – ha commentato Giansilvio Primavesi, presidente Confcommercio Como – la nostra Associazione mette in risalto questi esercenti che hanno avuto fiducia e costituiscono un esempio per tutti». [md, ecoinformazioni]

Fondo stampe dei Musei civici

museo storico comoCarte, vedute e riproduzioni in mostra al Museo storico di Como, in piazza Medaglie d’oro 1, inaugurazione sabato 24 ottobre alle 15.

«L’esposizione darà modo di seguire un excursus storico e geografico dalla Carta del Lago di Como e del suo territorio, tratta dall’opera Larius di Paolo Giovio, fino alla cartografia di epoca moderna e ad un prodotto multimediale realizzato sull’itinerario di alcune ville del lago – spiega il Comune di Como –. A presentare il Fondo stampe dei Musei sarà la Bibliotecaria Rachele Viscido. La mostra presenta carte geografiche e topografiche, vedute e riproduzioni di monumenti civili e religiosi delle città e provincie di Como, Lecco, Sondrio, Milano e Svizzera».

Ingresso compreso nel biglietto del museo.

Per informazioni Internet www.visitcomo.eu. [md, ecoinformazioni]

22 ottobre/ La Pace possibile: il disarmo

mani paceFrancesco Vignarca, coordinatore Rete nazionale per il disarmo, «parlerà della Campagna per il disarmo e la difesa civile promossa dalle organizzazioni del Movimento per la Pace e la nonviolenza per dare centralità alla nostra Costituzione che “ripudia la guerra” (Art.11)» giovedì 22 ottobre alle 21 a Villa Ferranti, in piazza Umberto I, a Figino Serenza.

ecoinformazioni on air/ Sant’Anna senza bar

logo ecopopIl servizio del 19 ottobre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta MetroregioneCon un certo trionfalismo l’Azienda ospedaliera del Nuovo Sant’Anna, il principale ospedale di Como, aveva annunciato che da settembre ci sarebbe stato un bar tutto nuovo, ulteriori punti ristoro, una parafarmacia, una  lavanderia e un negozio di ottica. Effettivamente l’inaugurazione c’è stata, ma solo virtuale perché subito le strutture sono state chiuse per la mancanza di alcuni permessi e chiuse sono  rimaste fino a oggi. Il paradosso sembra determinato da un rigurgito burocratico senza motivi sostanziali. Disastrose le conseguenze per la mancanza di servizi essenziali come il bar nel grande ospedale di San Fermo della Battaglia da sempre al centro di critiche nate dalla scelta di rinunciare con costi enormi alla precedente  collocazione in città dove nell’area dell’ex Sant’Anna si attende la  Cittadella della salute che sembra voluta da tutti, ma non si realizza mai.  Grande il danno per i nove lavoratori che non vedono prospettive. Lo denuncia Ivan Garganigo della Cgil: «Siamo stati avvisati della chiusura  poche ore dopo l’inaugurazione. Al momento non sappiamo niente. In queste  settimane, ogni volta sembrava si riuscisse a venirne a capo. Venivamo  illusi con la speranza che si fosse risolto tutto. E invece niente». [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

L’armonia delle tenebre: Como ricorda Terezín

17 ottobre 1944, un treno trasferisce una schiera di musicisti e artisti ebrei dal ghetto-lager di Terezín al campo di Auschwitz-Birkenau, destinandoli allo sterminio.

È una data importante nella storia dei rapporti tra arte e potere, e la Casa della Musica di Como, in coordinamento con altre associazioni culturali in altre città italiane (e, in particolare, con la collaborazione dell’associazione She lives di Roma), ha deciso di ricordare questa data con un doppio appuntamento: sabato 17 ottobre, nel salone Enrico Musa dell’Associazione Carducci, un concerto del pianista Christophe Sirodeau ha ridato vita alle musiche di alcuni di questi musicisti, mentre domenica 18 ottobre, nella Casa della Musica di via Collegio dei Dottori, sono stati approfonditi gli aspetti storici e culturali con la proiezione di spezzoni del film propagandistico nazista dedicato appunto a Terezín / Theresienstadt, con l’esposizione della mostra dedicata a Terezín realizzata negli scorsi anni dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” e gli interventi di Nicola Montenz, Elisabetta Lombi e Marinella Fasani.

Il concerto di sabato [presto on line sul canale di ecoinformazioni i video] ha costituito un momento molto intenso, in cui è stato possibile riascoltare le musiche di Viktor Ullmann e Erwin Schulhoff, internati dal nazismo a Terezín e poi uccisi ad Auschwitz, e ascoltare per la prima volta in assoluto la suite dedicata, subito dopo la fine della guerra, a Theresienstadt da Hans Winterberg, altro musicista passato per Terezín e fortunosamente sopravvissuto a quella tragica esperienza. Sono tutte musiche di notevole valore, perfettamente inserite nel clima culturale di quell’epoca, aperta – prima della soppressione delle libertà artistiche da parte delle dittature – a molte sperimentazioni e sollecitazioni; così, a brani nella linea della musica tedesca “classica” si affiancano riletture “colte” del jazz afroamericano (ma più ancora del ragtime). Particolarmente interessante la suite Theresienstadt, animata da un richiamo emozionale veramente potente.

L’incontro di domenica è cominciato con la riproposizione degli spezzoni sopravvissuti del film di propaganda sul “ghetto modello” di Terezín, circa un terzo dell’originale (poco meno di 30 minuti su un totale di circa un’ora e mezza). Girato con la regia di Kurt Gerron, attore ebreo, famoso per aver partecipato alla prima messa in scena dell’Opera da tre soldi di Brecht e Weill, che sperava forse di riuscire a salvare la pelle con quest’opera e che invece fu anch’egli ucciso, il film inventa aspetti idilliaci per la segregazione degli ebrei nella fortezza asburgica della Boemia. Probabilmente mai proiettata all’epoca, la pellicola – a distanza di oltre settant’anni – risulta tragicamente assurda, soprattutto perché appare incredibile che si sia potuta falsificare in tal modo la realtà e che i deportati siano stati “capaci” di mettere in scena degli altri se stessi. Del resto, anche una delegazione internazionale della Croce Rossa, che visitò Terezín nel corso del 1944, cadde nella stessa tragica truffa, credendo all’illusione del ghetto modello.

A smontare pezzo a pezzo la vicenda di Terezín sono intervenuti i contributi di Nicola Montenz, che ha evidenziato i molti usi (e soprattutto abusi) della musica nel sistema concentrazionario nazista, di Elisabetta Lombi, che ha delineato la storia di Terezín, e di Marinella Fasani, che ha raccontato le vicende di bambini e bambine rinchiusi nella fortezza-lager e i cui disegni e scritti sono serviti di base per la mostra allestita dall’Istituto di Storia Contemporanea.

L’incontro si è chiuso sulle struggenti note della Ninna-nanna di Ilse Weber che, secondo alcune testimonianze, lei stessa intonò entrando nella camera a gas insieme ai bambini che aveva curato, e con una poesia di Alessandro Lukacs, sopravvissuto alle persecuzioni degli ebrei ungheresi.

Entrambi gli incontri, organizzati dalla Casa della Musica insieme all’Assessorato alla Cultura del Comune di Como nell’ambito di Como live, hanno visto la partecipazione di numerose persone, particolarmente attente ed emozionate.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Un momento del concerto di Christophe Sirodeau.

 

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La proiezione del filmato su Terezín /Theresienstadt.

 

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Nicola Montenz.

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Elisabetta Lombi.

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Marinella Fasani con Alessandro Lukacs.

 

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La mostra dedicata a disegni e scritti dei bambini e delle bambine di Terezín.

La lettura in mostra a Rancate

Una rivoluzione silenziosa, quella della lettura: è questo il tema della mostra inaugurata sabato 17 ottobre 2015 alla Pinacoteca cantonale Züst di Rancate, in Canton Ticino.

L’esposizione mette in evidenza, attraverso una nutrita scelta di opere pittoriche, il momento di fondamentale sviluppo dell’alfabetizzazione delle classi popolari tra Otto e Novecento; la Pinacoteca di Rancate continua così l’approfondimento di uno dei suoi temi preferiti – l’indagine sull’arte dell’Ottocento e sulle sue declinazioni “di genere” -, ma grazie a un taglio trasversale si apre in questo caso anche a sollecitazioni più generali di carattere sociale e culturale. Non a caso la mostra si apre con una sala documentaria dedicata all’istruzione, con l’evocativa ricostruzione di un angolo di un’aula scolastica ottocentesca e con l’omaggio a due personaggi chiave delle vicende storico-politiche ticinesi del XIX secolo: il politico e riformatore Stefano Franscini e il pedagogista Enrico Pestalozzi. E si chiude poi con un’appendice dedicata alla contemporaneità della lettura, attraverso alcune bellissime fotografie del fotografo Ferdinando Scianna, scattate in tutto il mondo.

Tra questi due capitoli, il corpo della mostra è costituito – come si è detto – da un’accurata selezione di circa 80 opere (quasi tutte pittoriche, con qualche scultura) distribuite in un arco cronologico tra la metà dell’Otto e i primi decenni del Novecento e provenienti da tre aree culturali, per altro fortemente interconnesse. La prima sala è dedicata a uno degli artisti svizzeri per antonomasia, Albert Anker (1831 – 1910), di cui sono presentati alcuni dipinti che ritraggono lettori e lettrici di diverse età e di diversa estrazione sociale; nelle altre sale sono poi esposte opere di artisti di area ticinese – Pietro Chiesa, Luigi Rossi, Edoardo Berta, Adolfo Feragutti Visconti … – e italiana – Gerolamo Induno, Tranquillo Cremona, Mosè Bianchi, Angelo Morbelli … -.

Data l’unicità del tema, la mostra si può leggere anche in modo trasversale, andando a cercare corrispondenze e differenze negli approcci dei diversi artisti: la lettrice di Albert Anker che serve da immagine copertina per la mostra può così essere messa a confronto con quella, altrettanto significativa, di Mosè Bianchi (purtroppo non è presente in mostra, ma è comunque riportata in catalogo, la bellissima lettrice di Federico Faruffini); oppure si può ragionare sui differenti atteggiamenti raffigurati in La lettura di una lettera giunta dal campo di Angelo Trezzini (1861), Domenica pomeriggio di Albert Anker (1862), La lettura di Luigi Rossi (1870 ca) o Leggendo Praga di Paolo Sala (1886).

Un altro percorso “alternativo” che consiglierei è quello di guardare agli sfondi e ai dettagli che – pur all’interno di un genere iconografico dalle forti regole costitutive – permettono di ricostruire un contesto storico significativo per quei precoci tentativi di lettura: braciere e tavolino di La lettera di Angelo Trezzini (1858-1860), masserizie, pulcini e focolare di Donne romane di Gerolamo Induno (1864), documenti di Il segretario comunale di Albert Anker (1899), panni e cestino di Arriva il postino di Luigi Monteverde (1908) sono qualcosa di più che semplici dettagli, permettendo, a volte, di arrivare al cuore del modo di sentire di un’epoca.

La mostra, curata con notevole sensibilità da Matteo Bianchi, permette così di cogliere le diverse sfaccettature di un fondamentale capitolo dell’emancipazione culturale moderna. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Albert Anker, La liseuse, immagine copertina della mostra di Rancate.

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Leggere, leggere, leggere!

Libri, giornali, lettere nella pittura dell’Ottocento

a cura di Matteo Bianchi

Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate

fino al 24 gennaio 2016

Orari: martedì-venerdì 9-12 14-18, sabato domenica e festivi 10-12 14-18, lunedì chiuso

Ingresso: CHF / € 10, ridotto CHF / € 8

 

Alcune vedute delle sale della mostra.

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