Mese: Ottobre 2015

19 ottobre/ Tre colpi alla ‘ndrangheta con Lucrezia Ricciuti

tre colpi alla 'ndranghetaLunedì 19 ottobre alle 21 nella Sala consiliare di Lurago d’Erba si svolgerà l’ultimo appuntamento della Rassegna sulle mafie Tre colpi alla ‘ndrangheta, organizzata dal Circolo ambiente Ilaria Alpi in collaborazione con le Biblioteche comunali di Arosio, Inverigo e Lurago d’Erba. All’incontro parteciperà la senatrice del Pd della Commissione parlamentare Antimafie.
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14-18 ottobre/ Seconda edizione del Festival Diritti umani di Lugano

festival diritti umani«Cinque giorni di film, dibattiti, mostre e incontri dedicati alla difesa dei diritti umani» al Cinema multisala CineStar, in via Ciani 100 a Lugano, e alla Franklin University Switzerland, in via Ponte Tresa 29 a Sorengo.

«Sedici film, selezionati nell’ambito della più recente e significativa produzione cinematografica internazionale – spiega un comunicato –. Approfondimenti accurati, su questioni e temi legati al rispetto dei Diritti umani, discussi con professionisti del settore e operatori quotidianamente impegnati sul campo. Inoltre un percorso appositamente concepito per i giovani.

Completano il programma due mostre: una dedicata alla libertà d’espressione, l’altra al diritto all’autodeterminazione».

Sono sedici i film presentati: «Tra i quali una prima europea (Drawing the Tiger), quattro prime svizzere (Voyage en Barbarie, Algún día es mañana, Syrie: instantanés d’une histoire en cours, Suspended time) e otto prime svizzero italiane (Caricaturistes, Fantassins de la démocratie, Mediterranea, The érpatak model, Dirty Gold War, Drone, The Term, The True Cost, El botón de nácar)».

«Fin dal suo debutto, il Festival Diritti umani Lugano ha deciso di integrare la maggior parte delle opere proposte con incontri in cui vengono invitati i protagonisti delle varie situazioni documentate, nonché analisti, ricercatori ed esponenti delle organizzazioni umanitarie che, con il loro intervento, contribuiscono a illustrare e spiegare situazioni geo-politiche e sociali che per essere comprese vanno contestualizzate – spiegano gli organizzatori –. È uno sforzo che offre ai frequentatori del Festival, la possibilità di diventare a loro volta protagonisti attivi nella lettura e nell’esame delle diverse situazioni affrontate. Altrettanto per il Programma giovani: anch’esso articolato in film e dibattiti, questo programma ha come obiettivo di incoraggiare gli studenti ticinesi a una maggiore partecipazione attiva e a una migliore comprensione dei Diritti umani. Le violazioni cui assistiamo esigono la promozione di un dialogo continuo e di una riflessione consapevole sui Diritti umani, la loro natura e gli strumenti necessari alla loro tutela» (il programma).

«La seconda edizione del Festival Diritti Umani Lugano ha scelto di dare voce a due cause molto importanti con due dediche, che troveranno espressione rispettivamente nella serata di apertura e in quella di chiusura», la prima sarà per il «popolo eritreo, vittima di un regime totalitario che si è macchiato dei peggiori crimini contro l’umanità», la seconda «è dedicata a un simbolo della lotta per la libertà di stampa e di espressione: il blogger giornalista Raif Badawi, detenuto in Arabia Saudita e condannato a 1.000 frustate e 10 anni di prigione».

Inoltre verranno allestite due mostre, che prendono spunto dai film, Gianluva Costantini. Disegnare la realtà, inaugurazione martedì 13 ottobre alle 18, allo Spazio 1929 in Via Ciseri 3 a Lugano, aperta fino al 18 ottobre, e Les voy a contar la historia: i contadini di las pavas, colombia
che «propone una galleria di ritratti fotografici realizzati da Ricardo Torres» al CineStar di Lugano aperta per l’intera durata del Festival.

Per informazioni Internet www.festivaldirittiumani.ch. [md, ecoinformazioni]

18 ottobre/ Per la Palestina manifestazione a Varese

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Il Comitato varesino per la Palestina e il gruppo Radici dell’olivo invitano a partecipare alla marcia per il popolo palestinese che si svolgerà a Varese domenica 18 ottobre dalle 15 con partenza da piazza XX settembre. Leggi il testo della lettera diffusa dagli organizzatori.

«Per favore ci date una risposta?

Gentile signora, egregio signore, chiediamo a lei.

La domanda è semplice: perché se un negoziante spara a un ladro o a un rapinatore che fugge con un magro bottino riceve attestati di solidarietà e stima e qualcuno lo chiama eroe ed invece quando un Palestinese difende la propria casa, la propria terra, i propri familiari dai soldati e dai coloni israeliani (Nota importante in forndo) tutti lo condannano e lo chiamano “terrorista”?

Diteci: che cosa devono fare i Palestinesi perché il mondo si accorga delle loro ragioni ed intervenga in loro aiuto?

-Perché le menzogne di Israele trovano così ampio spazio su giornali e TV?

-Perché nessuno usa mai la parola “occupazione” per ricordare la semplice verità di un popolo espropriato della propria terra e della propria storia?

-Perché ad Israele tutto è sempre concesso?

-Perché invece nulla è concesso ai palestinesi? Hanno provato tutto:

– hanno lanciato pietre contro i carri armati per anni

– hanno attaccato con armi soldati e coloni armati, talvolta suicidandosi nell’azione

-hanno provato a dirottare aerei

-hanno provato a sequestrare una nave

– in carcere si sono lasciati morire di fame

-hanno opposto resistenza passiva mentre le ruspe gli abbattevano le case o gli olivi

– sono scesi in massa nelle strade per manifestare la loro disperazione e la loro rabbia per il silenzio del mondo

Che cos’altro devono fare? Vengono uccisi mentre zappano ,mentre pescano, mentre vanno a scuola, mentre dormono, mentre avviano un generatore con cui far funzionare un computer per poter gridare al mondo “Ma dove siete?”

Nour Rasmi Hassan aveva 30 anni, era incinta di 5 mesi ed aveva una figlia di due anni, Rahaf Yahya: sono rimaste sotto le macerie della propria casa bombardata dagli aerei israeliani. Loro sì, come tanti altri, sono vittime “civili” e non certo i coloni che girano armati di fucili mitragliatori.

Ora i Palestinesi, dopo essere stati derubati, imprigionati, uccisi, usati come cavie per le armi sperimentali, non possono neppure andare a pregare nella loro più sacra Moschea.

Qualcuno si è armato di coltello. Tu che lo condanni, dicci: che cosa deve fare? Deve arrendersi, andarsene, lasciare quella casa che la sua famiglia ha abitato per secoli? E dove deve andare? Per mare, per terra? Per trovarsi davanti un altro muro o altro filo spinato?

Noi gli abbiamo detto di rimanere, di difendersi, di resistere. Lei, gentile signora; lei, egregio signore, che cosa gli dice? Che cosa propone?

Nota importante

Lo stato di Israele ed i cittadini israeliani non vanno confusi con gli ebrei e la religione ebraica. Ci sono sparse nel mondo milioni di persone di religione o di ascendenza ebraica, ma la grande maggioranza di loro non vive e non vota in Israele;  molti di questi ebrei non sono d’ accordo con le politiche israeliane, e parecchi addirittura si vergognano e si arrabbiano per i crimini che gli israeliani commettono contro i palestinesi  usando la religione ebraica come copertura ed approfittando dello sterminio nazifascista degli ebrei europei per accusare di antisemitismo chi osi criticarli. E costoro si dissociano dai crimini di Israele gridando ” Non in mio nome!” per non esserne complici. [Comitato varesino per la Palestina e il gruppo Radici dell’olivo]

 

18 ottobre/ Workshop

como-on-air-thumbnail«Per gli amanti della fotografia un workshop in giro per la città che permetterà di guardare ciò che normalmente vediamo distrattamente», domenica 18 ottobre
dalle 10 alle 15 al 
Francesco Corbetta Studio 
in via Rodari 8 a Como». Partecipazione gratuita con prenotazione, entro venerdì 16 ottobre, al tel. 333.6911637.

«Durante questo appuntamento verranno realizzati gli scatti fotografici che saranno esposti il 31 ottobre in occasione del termine della manifestazione fuoridimostra – precisano gli organizzatori –. Un’esposizione per capire realmente come i cittadini vedono e sentono la città di Como». [md, ecoinformazioni]

19 ottobre/ Democrazia economica

democrazia economicaLuca Michelini, animatore della mailing list Democrazia economica, invita i lettori e le lettrici ad una riunione lunedì 19 ottobre alle 21 nella sala al piano terreno della ex Circoscrizione n. 6 in via Achille Grandi 21 a Como. L’incontro – si legge nella lettera di invito – «sarà una riunione del tutto informale, aperta, dedicata alla discussione della situazione nazionale e locale. Vuole essere un’occasione di convivialità per confrontarsi sul da farsi, per individuare delle possibili priorità comuni, per realizzare delle iniziative capaci, chissà, di dare una mano ai molti che oggi si trovano in una difficoltà oggettiva e soggettiva, perché delusi, amareggiati, incapaci di opporsi ad una deriva che riguarda tutti gli aspetti della vita sociale».

19 ottobre/ Sindacato e comuni insieme per lo sviluppo, l’equità sociale, i servizi ai cittadini

cgilcisluilIncontro  lunedì 19 ottobre dalle 9 alle 13,30 all’auditorium don Guanella di Como in via Tomaso Grossi 18. Organizzano Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil.

Programma: presiede Enzo Barni, segreteria Uilp Uil Como; 9.30, introduzione di Amleto Luraghi, segretario provinciale Spi Cgil Como; 10.15, saluto del sindaco Mario Lucini; 10.30, dibattito con interventi di di pensionati, sindaci, rappresentanti istituzionali; 12, intervento di Roberto Scannagatti, sindaco di Monza e presidente Anci Lombardia; 12.30, conclusioni di Valeriano Formis, segretario Fnp Cisl; 13, termine dei lavori con buffet. 13, termine dei lavori e buffet. Organizzano: Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil.
«La crisi – scrivono –  ha aggravato le condizioni sociali di molte famiglie. L’assistenza verso le persone più fragili o non autosufficienti, la tutela del reddito, la tenuta dei servizi sociali sono compiti sempre più richiesti ai comuni. Anche se i tagli delle risorse e i continui interventi normativi limitano le possibilità d’azione dei comuni nel promuovere sviluppo e coesione sociale alcune scelte importanti possono essere fatte a livello locale.
Il confronto fra sindacato e amministratori locali sul reperimento delle risorse per sostenere, migliorare la
efficacia e la qualità i servizi, e per fare equità a partire dalla fiscalità locale può contribuire a
migliorare le condizioni sociali e allo sviluppo».

Anche a Como «Siamo tutti Nino Di Matteo»

di MatteoVenerdì 16 ottobre si è riunito per la prima volta al salone Bertolio di via Lissi a Como-Rebbio, il gruppo comasco (formato da singole e singoli cittadini) sostenitore della manifestazione nazionale del 14 novembre indetta da Salvatore Borsellino, il movimento delle Agende rosse e Scorta civica Palermo a sostegno del P.m. Nino di Matteo e la sua scorta, minacciati dalla mafia. Nino di Matteo è infatti il magistrato titolare del processo sulla trattativa stato-mafia in corso a Palermo e più volte, nei mesi passati, è stato minacciato di morte da Salvatore Riina; le minacce del boss, passate sotto silenzio dai media, sono però state confermate da due pentiti che hanno anche dichiarato che un grosso quantitativo di tritolo è già arrivato a Palermo ed è pronto ad essere usato. Un progetto di attentato che avviene nel completo silenzio delle istituzioni. Per questo la società civile ha deciso di rompere il silenzio e di far sentire la propria voce con una manifestazione nazionale a Roma che si snoderà dai Fori imperiali alle vie del centro storico della capitale. La partenza del corteo pacifico, a cui tutte le cittadine e i cittadini sono invitati a partecipare senza bandiere e simboli, è previsto per le 10 del 14 novembre da largo Corrado Ricci. Il Comitato promotore comasco sta progettando la partecipazione all’iniziativa romana ed a questo proposito sta organizzando un pullman che partirà da Como-Muggiò (piazza D’Armi) la sera di venerdì 13 novembre alle 23.30. Al termine della manifestazione, il rientro da Roma è previsto per le 17.30. Ricordando le parole di Giovanni Falcone «Si muore quando si è lasciati soli» il Comitato invita a partecipare numerosi per gridare tutti insieme Siamo tutti Nino di Matteo. Per iscrizioni ed ulteriori informazioni scrivere a uno di questi indirizzi: Cristina mcr.sistema@alice.it, Fabrizio baggifabrizio@gmail.com , Riccardo riccardopapis@gmail.com o Francesca bolesom@alice.it.
 

21 ottobre/ Ritorno al futuro atterra al Gloria

ritorno al futuro dayNella mitica saga Ritorno al futuro, che ha esordito sul grande schermo esattamente trentanni fa, Christopher Lloyd e Michael J. Fox arrivano nel futuro il 21 ottobre 2015. Da questa data è scaturito un maestoso ed irripetibile evento al cinema. Ci sono state celebrazioni, anniversari, raduni. Ma ora è davvero il momento di voltare pagina: il 21 ottobre 2015 i due celebri protagonisti di una delle trilogie più amate di sempre sono attesi nel futuro per il Ritorno al Futuro Day anche allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como. Come racconta infatti l’inizio del secondo episodio, Doc e Marty selezionano sul display della macchina del tempo proprio il 21 ottobre del 2015. Questo vuol dire che da un momento all’altro i fan li attendono in qualche angolo del pianeta (naturalmente al cinema!) a bordo della loro DeLorean dotata di flusso canalizzatore. In attesa della grande giornata sono state create pagine facebook ufficiali, siti web con countdown futuribili, petizioni per convincere il presidente Obama a rendere la data una ricorrenza nazionale ed è stata anche organizzata al London Film & Comic Con la reunion del cast al gran completo che ha offerto ai fan la possibilità di fotografarsi con gli attori del film, davanti alla torre dell’orologio del 1885 e a quella del 1955, accanto alla lapide di Doc Brown (che poi Marty riuscirà a salvare) e persino a bordo della celebre DeLorean.  Per il pubblico del Gloria, ci sarà in omaggio (fino ad esaurimento) l’unico ed esclusivo poster ufficiale dedicato al Ritorno al Futuro Day al cinema. Inzio proiezione ore 20.30. Ingresso intero 10 euro, ridotto 8 euro. Info www.spaziogloria.it

Valori nel carrello: uno spettacolo sull’idea di cooperazione

La Coop celebra i quarant’anni del suo primo supermercato in Lombardia, inaugurato nell’ottobre del 1975 in quel di Como, zona periferia sud, via Giussani.

Può sembrare – in tempi di iper, centri commerciali e varie altre amenità – un anniversario un po’ curioso, ma si tratta in realtà dell’inizio di una vera e propria rivoluzione dei consumi, anche se – a cose fatte – stentiamo a rendercene conto. Rivendicando una certa diversità nel mondo della grande distribuzione, la Coop di Como celebra i “primi quarant’anni” del suo supermercato con una riflessione storica sul mondo della cooperazione di consumo, che proprio a Como ebbe una delle sue date fondamentali: la costituzione nel 1865 (150 anni fa, dunque) della prima cooperativa basata sui principi dei “Probi Pionieri di Rochdale” grazie all’opera di Francesco Viganò.

La ricostruzione di queste complesse vicende, approfondita ma anche divertita, è stata affidata a uno spettacolo teatrale messo in scena dal Teatro d’acqua dolce diretto da Gabriele Penner: Valori nel carrello – Viaggio alle radici della Coop.

La prima, purtroppo non gratificata da una vasta affluenza di pubblico, allo Spazio Gloria giovedì 15 ottobre 2015, ha mostrato uno spettacolo ricco di spunti e di ironia, di sollecitazioni didattiche, persino di eleganti autocritiche affiancate da accenni promozionali. Tra i problemi del lumpen-proletariat ottocentesco – per dirla con proprietà di linguaggio storico-economico – e quelli del precariato postmoderno di oggi si dipana la vicenda della cooperazione che mantiene nonostante i molti problemi una sostanziale fedeltà agli originari principi democratici di Rochdale e di Viganò.

In sostanza, uno spettacolo che merita di essere visto e diffuso, soprattutto nelle scuole, degno della celebrazione di ricorrenze tutt’altro che marginali. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Patrizia Di Giuseppe, della Sezione Soci Coop di Como durante la presentazione dello spettacolo.

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Alcuni momenti dello spettacolo

con Valentina Amoretti, Beatrice Marzorati, Gabriele Penner, Davide Scaccianoce.

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Esercizi di ristorazione chiusi al nuovo Sant’ Anna: regna l’incertezza

20151016_105551Una storia di ordinaria burocrazia. Gli esercizi commerciali adibiti a ristorazione del nuovo Ospedale Sant’Anna hanno chiuso poche ore dopo l’inaugurazione senza avere, al momento, ancora riaperto. Per i 9 lavoratori impiegati regna l’incertezza.

Ancora non sanno quando potranno riprendere il lavoro. «Sono in cassa integrazione dal 7 settembre a zero ore – spiega il segretario provinciale Filcams Ivan Garganigo – la situazione è in divenire ma ancora non si sa nulla. Pare si siano prolungati i tempi necessari al completamento delle pratiche autorizzative presso gli enti preposti».
«Stiamo subendo un disagio pesante – confermano i nove lavoratori – siamo stati avvisati della chiusura poche ore dopo l’inaugurazione. Al momento non sappiamo niente. In queste settimane, ogni volta sembrava si riuscisse a venirne a capo. Venivamo illusi con la speranza che si fosse risolto tutto. E invece niente».
La situazione crea problemi anche all’utenza: «É un disservizio importante – sottolinea Giuseppe Callisto, Funzione pubblica Cgil – molti famigliari, venuti a trovare i propri cari, sono costretti a fare affidamento sulle macchinette perchè non c’è nient’altro».
«Speriamo si sblocchi la situazione – conclude Garganigo – al momento, stiamo valutando se e quali azioni intraprendere».
A margine della conferenza stampa, azienda ospedaliera Ospedale Sant’Anna di Como e Progetto Nuovo Sant’Anna S.r.l., società concessionaria della gestione dei servizi ausiliari del presidio ospedaliero, «esprimono, innanzitutto, solidarietà ai lavoratori degli esercizi della galleria commerciale e agli imprenditori per gli inevitabili disagi che si trovano ad affrontare a causa della mancata apertura al pubblico dei nuovi spazi, completati ad inizio settembre .Progetto Nuovo Sant’Anna S.r.l., che come i lavoratori e gli esercizi commerciali coinvolti, sta subendo pesanti conseguenze economiche per il mancato introito degli affitti degli spazi, precisa che il posticipo della data di apertura, inizialmente prevista per il 7 settembre, è, purtroppo, dovuto al prolungarsi dei tempi necessari al completamento delle pratiche autorizzative presso gli Enti preposti. L’iter prevede ancora l’ottenimento di pareri favorevoli dei Vigili del Fuoco e la presentazione dei relativi documenti al Suap di Olgiate Comasco.
Progetto Nuovo Sant’Anna S.r.l. sta facendo tutto il possibile per sollecitare un rapido completamento dell’iter autorizzativo mentre da parte degli Enti coinvolti è stata manifestata la più completa collaborazione, compatibilmente con le prescrizioni di legge, per ridurre al minimo le difficoltà che si sono venute a creare sia per i lavoratori, sia per il concessionario, le imprese e tutti gli utenti e gli operatori della struttura.
Alla luce di tutto questo azienda ospedaliera Sant’Anna e Progetto Nuovo Sant’Anna S.r.l. confidano che si possa ragionevolmente arrivare a un perfezionamento di tutti gli adempimenti necessari entro il mese di novembre, assicurando, finalmente, non solo l’avvio dell’attività lavorativa negli esercizi commerciali ma anche maggiori servizi e miglior comfort a pazienti, famigliari e personale sanitario del presidio ospedaliero». [aq, ecoinformazioni]

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