Mese: Dicembre 2015

20 dicembre/ Buffet mediterraneo per ecoinformazioni

dolci 2015-12-01 a 08.50.56Allo Spazio Gloria in via Varesina 72, domenica 20 dicembre, dopo la presentazione del libro Un uomo bruciato vivo e il videoconcerto Pangea dei Trammammuro, alle 19,30 si festeggia con la pasticceria marocchina, un assaggio di cucina siriana, pizza e naturalmente panettone e spumante. Non potete mancare, è la giornata di ecoinformazioni un’occasione perfetta per diventare soci del nostro circolo Arci e sottoscrivere per la libera informazione. 

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20 dicembre/ Com Com con Florina Cazacu e Dario Fo per ecoinformazioni

Appuntamento alle 15 allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como per la Giornata per ecoinformazioni Como comunicazione.  In programma dalle 15 con la presentazione del libro Un uomo bruciato vivo, storia di Ion Cazacu, il video concerto Pangea, migrazioni di persone, continenti, uccelli dei Trammammuro, il buffet mediterraneo con pasticceria marocchina, panettone e brindisi per il 2016, diciassettesimo anno di stampa libera con ecoinformazioni.cartolina com com

20 dicembre/ una giornata per ecoinformazioni

comcom

COM COM, una giornata per ecoinformazioni
Domenica 20 dicembre dalle 15 Spazio Gloria Arci Xanadù 
Via Varesina 72 Como

Alle 15 Presentazione del libro Un uomo bruciato vivo, storia di Ion Cazacu ▏ Intervengono: Florina CazacuDario Fo, premio Nobel per la letteratura ▏ Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu ▏ Mario Agostinelli, Forum sociale mondiale ▏ Alessandro Tarpini, segretario generale della Camera del Lavoro di Como ▏ Coordina Jlenia Luraschi, Arci-ecoinformazioni.

Alle 18 PANGEA [Coi nostri naufraghi cuori] ▏ Videoconcerto del TrammammuroClaudio Bonanomi (chitarra), Pierangelo Galletti (basso), Marco Lorenzini (oboe, armonica), Roberto Nedbal (percussioni), Andrea Rosso (chitarra, video), Marta Tangredi (voce) ▏ Presentazione di Fabio Cani, presidente di Arci-ecoinformazioni.

Alle 19.30 Buffet Mediterraneo con la pasticceria marocchina, il tè alla menta, e naturalmente panettone e spumante per festeggiare l’anno nuovo ▏ A tutti i partecipanti sarà donata una copia di Otium 2016, il calendario dei dì di festa di ecoinformazioni, diciassettesimo anno di informazione senza padrini e senza padroni.

In collaborazione con Arci book Lombardia.
Ingresso riservato ai soci Arci, sottoscrizione 10 euro.

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18 dicembre/ #stateofsolidarity anche a Como

sito_18_dicembreIl 18 dicembre è la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati, decisa al Forum mondiale delle migrazioni realizzato a Dakar, in Senegal, e a cui parteciparono associazioni di migranti e organizzazioni che si battono per i loro diritti provenienti da tutto il mondo. La data non è scelta a caso, il 18 dicembre del 1990, infatti, le Nazioni unite adottarono la Convenzione per i diritti dei lavoratori migranti e le loro famiglie. In molte città l’Arci organizza iniziative di sensibilizzazione, informazione e denuncia. Troppi sono ancora gli episodi di razzismo e di discriminazione anche a livello istituzionale.

A Como Celeste Grossi, consigliera regionale e nazionale dell’Arci, ha esposto nel Consiglio comunale del 14 dicembre la dichiarazione preliminare che segue.

«Grazie signor presidente, mi faccio portavoce dell’appello “No ai muri, apriamo le porte. Pace, democrazia, giustizia sociale, dignità per tutti e tutte”.

L’inverno è arrivato. Invece di aprire le porte delle nostre “tiepide case”, si sono deteriorate lungo tutte le rotte, di mare e di terra le vie per la salvezza di donne e uomini, bambine e bambini, che fuggono dalle guerre, dalle violenze, dalla povertà. I confini hanno ripreso forza – attraverso fili spinati, criminalizzazione degli immigrati, militarizzazione dei territori.

A novembre, a Salonicco in Grecia, reti europee, gruppi di base, organizzazioni sociali, centri di aiuto legale, associazioni, tra cui l’Arci, hanno sottoscritto un appello a tutte e tutti coloro che non vogliono vivere in una Europa e in mondo, ingiusto e antidemocratico a dichiarare, il 18 dicembre, Giornata internazionale dei migranti lo “stato di solidarietà” #stateofsolidarity, e ad agire contemporaneamente in tutta Europa, ciascuno nella sua città per rendere visibile, efficace, transnazionale la rete che già esiste di gruppi che si oppongono alle attuali politiche sui confini e sui migranti, che favoriscono il propagare di guerra e miseria.

L’11 settembre anche a Como abbiamo marciato scalzi per i diritti dei migranti e siamo convinti che azioni simboliche, nella settimana prima di Natale, possano sensibilizzare i nostri concittadini e stimolarli a riflettere sulle ingiustizie sofferte da un numero enorme di esseri umani.

Nella nostra città c’è un luogo che è diventato simbolo dei diritti violati di immigrati e profughi: la stazione di Como San Giovanni. L’apertura del dormitorio ha fatto notevolmente diminuire le persone che dormono in quel luogo. Ora sono solo stranieri, gli italiani senza fissa dimora hanno trovato un ricovero per la notte. La riduzione del numero a una ventina di persone, come ho potuto constatare personalmente sabato mattina alle 7, rende più semplice affrontare questa questione che dura da mesi. Chiediamo al sindaco, all’assessore alla Politiche sociali, al presidente del Consiglio, al presidente del Coordinamento comasco per la Pace, che siede in quest’aula, di incontrare ancora una volta il Prefetto per chiedergli di trovare una soluzione dignitosa per quanti ancora dormono a terra in condizioni di disagio che aumentano con l’aumentare del freddo.

Vogliamo che i diritti dei migranti siano esigibili tutti i giorni dell’anno. Auspichiamo che il 18 dicembre si accenda una luce per illuminarli e che resti accesa tutto l’anno. Strumentalizzazioni irresponsabili possono far sembrare logici gli illogici frutti della cultura della paura. Collegare il terrorismo ai profughi quando tutti gli assalitori di Parigi sono venuti dall’interno dell’Europa è un esempio perfetto di come non si risolve nessun problema e si rafforza lo statu quo.

Ma abbiamo tutti la possibilità di scegliere. Invece di lasciar vincere le divisioni e pagare le loro conseguenze per decenni, possiamo impegnarci a riconoscere e a sostenere le lotte per la pace, per la libertà e la dignità.

Noi tutti abbiamo una scelta: opporci alla cultura della paura e dichiarare, invece che lo stato di emergenza, lo stato di solidarietà.

Restiamo umani, umane». [Celeste Grossi, Paco-Sel]

ecoinformazioni on air/ No alla privatizzazione dell’acqua

acsm-agam gas-acquaIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 18 dicembre su Radio popolare. Ascoltalo nel nuovo sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.  I lavoratori comaschi del gruppo Acsm-Agam non vogliono essere privatizzati, ritengono un errore la cessione anche parziale delle quote del Comune di Como,  pensano che la vendita delle azioni determinerebbe problemi per l’azienda. La scelta, avversata anche da parte della maggioranza di centrosinistra che sostiene la giunta Lucini, potrebbe portare alla privatizzazione di servizi attualmente gestiti dal gruppo, dalla distribuzione del gas alla gestione dell’acqua nei comuni di Como, Brunate e Cernobbio, dal forno inceneritore al  teleriscaldamento. L’ulteriore privatizzazione dell’azienda metterebbe a rischio la proprietà delle reti e degli impianti idrici che, per legge, devono appartenere ad un soggetto totalmente pubblico.

Un disastro insomma, l’opposto di quanto votato con il referendum sull’acqua pubblica. Per evitarlo i lavoratori,  riuniti in assemblea, hanno inviato una lettera al sindaco di Como e ai consiglieri comunali della città. Chiedono di non procedere alla vendita, nemmeno parziale, del 25% di azioni Acsm-Agam Spa possedute dal Comune che insieme a quelle del Comune di Monza che ha già deciso di vendere costituiscono il 51 per cento che determina l’attuale gestione pubblica del gruppo.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni].

Il prefetto fa gli auguri al territorio, relaziona sull’operato degli uffici e assicura che l’allarme sui furti è fuori luogo

Poco prima della fine dell’anno il prefetto di Como, Bruno Corda, ha voluto raccogliere a villa Olmo rappresentanti dell’amministrazione pubblica, del mondo associazionistico, sindacale, imprenditoriale, ecclesiastico, delle forze di polizia e della cittadinanza in generale per fare il punto della situazione sull’operato della massima rappresentanza dello Stato sul territorio e intanto formulare i propri auguri alla città e al territorio.

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Molta parte dell’intervento del prefetto è stato dedicato al tema della sicurezza, dando conto della grande attività dei vari corpi dello Stato e fornendo anche uno sguardo statistico, non edulcorato, sulla consistenza dei vari fenomeni. La provincia di Como, dal punto di vista criminologico, è abbastanza tranquilla, e in una ideale classifica del territorio italiano è – fortunatamente! – molto in basso; fa eccezione, per la verità, il settore dei furti nelle abitazioni dove, per quel che riguarda il 2014, Como risale non pochi posti in classifica, mettendo in evidenza problemi di sicurezza e di “allarme sociale”. Ma è stato proprio il prefetto, nel proseguire la sua analisi, a sottolineare come tra 2014 e 2015 si sia registrato, dati alla mano, un sensibile calo dell’attività criminosa, in tutti i settori (tutti in decrescita di oltre il 10%) e in particolare in quello delle rapine che hanno visto un decremento di oltre il 20%. Il prefetto ha così sottolineato come sia del tutto fuori luogo, nonostante la gravità di questi reati e la loro “odiosità”, calcare la mano sull’allarme sociale, e ha anzi invitato i mezzi di comunicazione ad avere particolare attenzione nell’usare le “parole” riguardo a questi avvenimenti. “Una volta instillata la paura – ha ripetuto più volte – poi è molto difficile estirparla. E la paura non ha ragione d’essere in questo caso”.

Un’altra parte dell’intervento ha riguardato l’attività per contrastare la grande criminalità organizzata e mafiosa. A questo proposito, pur dando conto di una sostanziale capacità di tenuta del territorio e di una grande collaborazione da parte di tutti i corpi sociali, è stato però anche elevato l’allarme su alcuni segni di cedimento da parte di alcuni settori imprenditoriali, pur attualmente estremamente minoritari, disponibili a venire a patti con la criminalità pur di ottenere alcuni risultati…

Il prefetto si è anche diffuso sulle attività ispettive nei grandi cantieri delle opere pubbliche che hanno interessato e interessano anche il territorio provinciale comasco, attività svolte in collaborazione con gli enti amministrativi dei territorio contigui e che vedranno all’inizio del prossimo anno ulteriori rafforzamenti e nuovi strumenti operativi.

Un importante passaggio del rapporto è stato dedicato alla questione dei profughi e dei richiedenti asilo (circa 1200 attualmente presenti in provincia); l’accoglienza a queste persone è stata garantita grazie alla collaborazione della Caritas diocesana, e a numerose cooperative, ma anche grazie a un crescente coinvolgimento delle amministrazioni locali.

Dopo il prefetto, è stata la volta del sindaco di Como, Mario Lucini, e della presidente della provincia, Maria Rita Livo; entrambi hanno fatto il punto sui problemi attuali (molti) e sulle prospettive future (non rosee), dando conto del grande impegno delle rispettive amministrazioni, ma non nascondendo nemmeno una certa amarezza; al sindaco di Como che ricordava che a volte si è costretti “a far nozze coi fichi secchi”, la presidente della provincia ha risposto che loro spesso sono costretti “a fare a meno anche di quelli”.

L’intervento del vescovo di Como, Diego Coletti, più vivace degli altri, si è chiuso ricordando le due parole centrali del giubilo angelico sopra la capanna di Betlemme: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”; “gloria” è la notizia delle buone pratiche che si possono divulgare e “pace” è opera di giustizia, non semplicemente assenza di guerra. E questo dovrebbe essere, più che un augurio, un impegno.

Dopo i discorsi c’è stata la consegna di riconoscimenti ad alcuni esponenti della lotta di liberazione, tra cui il comandante partigiano Mario Tonghini, e ad alcuni esponenti della società civile impegnati nel mondo del lavoro e dell’assistenza. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Il prefetto con i tre premiati con la medaglia “della Liberazione”

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Il comandante partigiano Mario Tonghini con la medaglia “della Liberazione”

Acsm-Agam/ I lavoratori in assemblea dicono no alla vendita

acsm-agamI lavoratori comaschi del gruppo Acsm-Agam Spa  non voglio essere privatizzati, ritengono un errore la vendita anche parziale delle quote del Comune di Como e pensano che ciò determinerebbe problemi per l’azienda.  La scelta, avversata anche da parte della maggioranza di centrosinistra che sostiene la giunta Lucini, potrebbe portare alla «privatizzazione di servizi attualmente gestiti dal gruppo Acsm-Agam, tra cui in particolare: il servizio di distribuzione del gas nei comuni attualmente gestiti dal gruppo; la gestione dell’acqua nei comuni di Como, Brunate e Cernobbio; la gestione del forno inceneritore; la gestione del teleriscaldamento». Un disastro insomma e per evitarlo i lavoratori  chiedono con una lettera al sindaco di Como e ai consiglieri comunali della città di non procedere alla vendita, nemmeno parziale, delle azioni possedute dal Comune.  Leggi nel seguito il testo della lettera a sindaco e consiglieri. (altro…)

ecoinformazioni on air/ Asf senza diritti

logo ecopopIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 17 dicembre su Radio popolare. Ascoltalo nel nuovo sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.  L’azienda dei trasporti comasca è a maggioranza pubblica con il 51 percento del Comune e della Provincia di Como, ma preferisce ottimizzare  gli utili anche a costo di licenziare un dipendente reo di non essere più abilitato a guidare un autobus. La vicenda, sottolineata anche dalla presenza di una delegazione di lavoratori dell’Asf all’ultimo Consiglio comunale a Palazzo Cernezzi,  è surreale: un dipendente si sottopone come è giusto alla visita medica,  viene giudicato inidoneo alla guida e invece di essere destinato a altro incarico a parità di condizioni di lavoro e di diritti si pensa di licenziarlo.

Si tratta di un autista quarantanovenne da dieci anni in servizio nell’azienda che dovrà lasciare il suo lavoro a fine malattia. Contro tale decisone, oltre che il sindacato, anche i consiglieri di Paco-Sel in Consiglio comunale e esponenti del Pd che hanno ottenuto la sospensione del Consiglio per ricevere i lavoratori.

Il sindaco Mario Lucini si è detto dispiaciuto per la vicenda e ha preso l’impegno di contattare nuovamente l’amministratore delegato di Asf, ma senza escludere l’ipotesi dell’azienda che offre all’autista il demansionamento con la decurtazione dello stipendio. L’indisponibilità dell’Asf, che pure vanta utili milionari, ha già determinato due scioperi del settore che in questa situazione non potranno che ripetersi anche perché questo licenziamento rappresenterebbe un precedente per altri lavoratori. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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