20 dicembre/ Pangea

CODA PANGEA 3webPangea [Coi nostri naufraghi cuori], allo spazio Gloria in via Varesina 72 nella giornata per ecoinformazioni.  Anticipiamo da ecoinformazioni 519 la presentazione di Andrea Rosso del videoconcerto dei Trammammuro in programma alle 18.

PANGEA STRISCIA 23webLa piccola borghesia planetaria non ama la complessità. La lunga storia del “fenomeno migrazione”, le ragioni biofisiche, economiche, culturali, politiche, religiose che lo motivano fin dalla preistoria non interessano. E nemmeno le radici recenti o la geopolitica elementare delle aree critiche. La piccola borghesia planetaria piange sinceramente davanti alla tv, accende virtuosi lumini, ma in realtà si domanda “che ci succederà ora?” e, insomma, “quanto mi costerà?”. L’idea che si debba cambiare qualcosa in noi, qualcosa di profondo, quando in un solo anno annegano nel Mediterraneo 2.500 persone (700 bambini) in fuga da guerre e fame, non si accende. Al contrario, il verbo più amato è “tornare”. Loro a casa loro e noi a come eravamo. La piccola borghesia planetaria non perde tempo con le distinzioni. Migranti, emigrati, profughi, clandestini, stranieri, rifugiati: tutti uguali. Unica eccezione: i profughi dalle guerre si possono anche accettare (ma pochi); quelli dalla fame no.

La piccola borghesia planetaria non segue i precetti del proprio dio, ma rifiuta il dio degli altri. E anche qui: islamici, islamisti, fondamentalisti, terroristi, c’è differenza?

La piccola borghesia planetaria vive dentro un sedimento maleodorante di paura e di rancore. Vuole blindare le frontiere, alzare muri in ferro, legno e cemento. Vuole armarsi, filmare da tutte le angolazioni, rendere più difficile la convivenza e più facile l’espulsione, disseminare crocifissi nelle scuole. E soprattutto chiudere: le moschee, le navi di soccorso, gli spazi aerei, televisioni, giornali e internet, città, quartieri, condomini, negozi etnici, parchi pubblici.

Tutto questo, nonostante sia indecente, è comprensibile, ed è in qualche modo irresponsabile, come una malattia. Ma c’è qualcosa di più indecente. Di là dal mare (ma anche qui in Europa) i capi “religiosi”, privi della nozione di democrazia e assai interessati ai petrodollari, allevano e telecomandano schiere di giovani (e donne e bambini) da combattimento. Simmetricamente, di qua dal mare, i parassiti di ogni tragedia umana pensano ai voti e ringraziano Allah. Francamente, in questo catalogo di regressione umana che sta montando, questi ultimi sono i peggiori. Come sciacalli dopo i terremoti.

La piccola borghesia planetaria, che non ha mai veramente accettato né la teoria atomica né quella dell’evoluzione, non si convincerà mai che non solo le persone, ma anche i continenti sono sempre stati in movimento, e continueranno a farlo tranquillamente. [Antera Rosso, ecoinformazioni]

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