Un processo per procedere

processoparatieinsiemeL’incontro organizzato da ecoinformazioni come Processo alle paratie sabato 30 gennaio nel salone comasco della Cna è stato sicuramente ricco di elementi di riflessione. Non è facile darne conto in sintesi, soprattutto dal punto di vista di chi l’ha voluto e inteso come momento di approfondimento (e chiarificazione) all’interno di un processo politico, di quel processo attualmente in atto a Como.

Da qui è forse possibile partire per provare a offrire un taglio trasversale dei molti interventi, senza ambizioni di completezza e, anzi, ammettendo una insuperabile parzialità.

Dall’incontro non ci aspettavamo una parola definitiva sul tema e nemmeno sul processo (parola con cui abbiamo giocato d’azzardo, è evidente…). Nessuna sentenza, dunque, e questo è stato dichiarato fin dall’inizio (o meglio: nessuna sentenza oltre a quella già fornita fin dall’inizio – da quel lontano 1995-1996 – da un vasto, quasi infinito, gruppo di esperti: che le paratie erano, sono e saranno inutili e, anzi, dannose), nessuna sanzione – nemmeno politica – da comminare, ma un pezzo di percorso, perché quello che è mancato, a nostro avviso, anche in questi ultimi mesi di governo cittadino, non è tanto la trasparenza dell’agire, quanto la saldatura tra quell’agire e il sapere, il capire da parte della cittadinanza. Non a caso una delle parole più ripetute sabato pomeriggio è stata “partecipazione” che, di nuovo, va intesa come processo e non come una semplice fornitura di dati e di informazioni. Intorno a questa questione si sono giocati molti passaggi degli interventi, e dalle criticità della (mancata) partecipazione nessuno può chiamarsi fuori: non l’amministrazione, non i tecnici, non la cittadinanza (in tutte le sue diverse componenti, compresa quella mitica “società civile” più volte evocata sabato), non i principali organi cittadini di informazione. L’amministrazione l’ha praticata a singhiozzo (l’elencazione di vari momento di contatto con la città, da parte del sindaco Mario Lucini nel corso del suo intervento, ha forse enfatizzato più i lunghi periodi di latenza che non gli sforzi di dialogo, e non bisogna poi dimenticare che negli anni dell’amministrazione di centrosinistra bisognava comunque recuperare decenni di totale opacità dell’amministrazione di centrodestra…); i tecnici si sono spesso trincerati dietro le esigenze della professione; la cittadinanza si è fatta colpevolmente distrarre da piccoli pezzi di verità e di falsità diffusi ad arte da chi ne aveva interesse: andare al centro del problema è sempre stato molto difficile, e oggi il groviglio costruito in questi vent’anni è talmente intricato che venirne a capo non è certo affare di poco momento.

E quindi da questo incontro ci aspettavamo piuttosto la possibilità di (ri)portare a sintesi (o quantomeno a contatto) politica e tecnica, cioè la discussione su cosa è stato ed è il disastro delle paratie e su come ha influito e sta influendo sulla politica cittadina.

Da questo punto di vista, l’incontro di sabato ci è parso utile, perché nella diversità di sensibilità e di atteggiamento dei diversi interventi (scelti appositamente per non essere appiattiti su un’unica impostazione: ecoinformazioni vuole essere questo luogo di dibattito non omologato; in ordine di apparizione: Emanuele Caso, Grazia Villa, Fiammetta Lang, Luca Michelini, Fausto Tagliabue) il nodo politico è stato affrontato e sono stati indicati possibili percorsi (processi?) per intervenire sulla situazione; anche nei momenti di maggiore asperità dell’incontro non è mancato, ci pare, lo sforzo di capire e di contribuire. Da questo punto di vista, l’intervento del sindaco Mario Lucini (che, all’ultimo momento, ha deciso di aderire all’invito da noi formulato fin dall’inizio) è stato molto importante; non perché abbia dato una risposta definitiva, ma perché è, di nuovo, parte di un processo.

Qualche persona, tra il pubblico, ha mostrato di non apprezzare questo modo di procedere. Forse si aspettava un processo vero (o forse un processo come quelli dei film americani, in cui, in un’ora e mezza di dibattimento, si arriva all’accertamento della verità). Si è lamentato, quindi, di non essere entrati “abbastanza nel merito” (è la frase che ho sentito ripetere più spesso), di non aver dato voce più diretta agli umori (e ai malumori) di una parte almeno di città. È vero: questo percorso rischia di essere lungo, e di sembrare inutilmente complicato, ma ci appare come una possibilità concreta di andare avanti, progressivamente affrontando le questioni e mostrandone la complessità.

Ecco: l’incontro di sabato mi pare che abbia avuto il merito – almeno questo – di mettere in evidenza l’enorme complessità della situazione e del compito che è di fronte a tutti (e non solo all’amministrazione). E che il cantiere a cui mettere mano è ben più ampio di quello delle paratie. [Fabio Cani, ecoinformazioni] [Foto Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: