Mese: Aprile 2017

11 aprile/ Frontiera assassina/ Alle 14 Funerale di Diakite Yoursouf

Alle 14 al cimitero di Balerna in Svizzera si svolgerà il funerale islamico (preceduto dal lavaggio del corpo) del ragazzo del Mali folgorato dalla corrente elettrica che lo ha ucciso poco dopo aver varcate la frontiera tra l’Italia e la Svizzera. La rete Como senza frontiere parteciperà alla cerimonia. 

11 aprile/ Studenti senza frontiere

Nell’incontro dell’11 aprile al Chiostrino artificio, in piazzolo Terragni 4 a Como, alle 14 per il ciclo Agli occhi dell’altro, organizzato dagli Studenti senza frontiere, un gruppo di studenti, provenienti da diverse scuole del Comasco, formatosi in seguito alle esperienze vissute nell’estate 2016 durante l’emergenza umanitaria di Como San Giovanni, si parlerà di Cause e effetti delle migrazioni su stati e popolazione, con Claudio Fontana e Carlo Antonio Barberini. Guarda sul canale di ecoinformazioni i video dei precedenti incontri del ciclo.

Il dialogo interreligioso in Senegal e in Africa

Il 7 aprile all’Oratorio della parrocchia di San Siro di Lomazzo si è svolto l’incontro Il dialogo interreligioso in Senegal e in Africa organizzato da I bambini di Ornella, Auser e dal Comune di Lomazzo aperto da una breve intervento della sindaca Valeria Benzoni.

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Liberi tutti, tutti liberi – “Sconfinati destini” conquista il Teatro sociale

DSCN9995Chiunque abbia esperienza diretta di arte drammatica si sarà accorto che un palcoscenico teatrale non è perfettamente orizzontale: reclina leggermente verso la platea, consentendo a tutti gli spettatori una completa visione della scena.
Eppure, in un senso diverso, un palcoscenico – nella fattispecie, quello del Teatro sociale di Como, la sera di domenica 9 aprile, può creare una condizione di orizzontalità, nel mettere tutti quanti – attori, musicisti, organizzatori e pubblico, per non parlar del regista  – allo stesso livello. (altro…)

M5s/ Flusso migranti non quantificabile, ma occorrono risposte

Con una nota, il consigliere Luca Ceruti, il candidato sindaco Fabio Aleotti e il candidato consigliere Maurizio Casonato del M5s chiedono a Lucini cosa intende fare per la questione migranti abbandonati in strada. Leggi il testo del comunicato. (altro…)

9 aprile/ “Sconfinati destini – Storie di vite in cammino” per Kibaré

Un incontro imperdibile al Teatro sociale di Como domenica 9 aprile, sia per il valore artistico della proposta, sia perché l’incasso servirà a finanziare l’associazione Kibaré per ricostruire la scuola di Nonghin in Burkina Faso. Nel seguito l’appello di Olivia Piro a non mancare all’incontro al quale parteciperanno anche alcuni richiedenti asilo a Como. (altro…)

Contro l’inasprimento delle condizioni di chi è costretto a migrare

Nel corso del pomeriggio di sabato 8 aprile si sono svolte a Como ben due iniziative di volantinaggio per rendere partecipe la cittadinanza delle gravi condizioni in cui versano le persone costrette a migrare dai propri paesi di origine.

In via Vittorio Emanuele, angolo via Indipendenza, Como senza frontiere ha distribuito questo volantino, con una precisa presa di posizione contro il nuovo decreto Minniti-Orlando che aggrava ulteriormente la situazione dei migranti e che introduce una sorta di “diritto minore” (da cui è rimossa la possibilità di ricorrere in appello) per i richiedenti asilo.

 

Contemporaneamente, in piazza Vittoria, un altro gruppo esponeva uno striscione, vicino alla fermata degli autobus.

E distribuiva un volantino, firmato “Alcune nemiche dei confini e di chi li traccia”, per presentare una sintesi della situazione a Como.

Insieme veniva volantinato anche questo foglio per presentare le proprie modalità di manifestazione.

Poiché non ci sentiamo “media generalisti”, ci sembra giusto dar conto e importanza a tutte le manifestazioni.

[FC, ecoinformazioni]

 

Che fare con l’amianto

Nella consapevolezza che il mondo in cui viviamo è di una complessità infinita e che nessun elemento critico può essere messo da parte, il circolo di Como di Legambiente ha organizzato – nella mattinata di sabato 8 aprile 2017 in Sala Stemmi del Municipio di Como – un incontro di approfondimento sul tema dell’amianto, un problema di cui – al di fuori di alcuni momenti critici o di alta esposizione mediatico (come in occasione dei processi legati alla responsabilità dell’industria nei casis di tumore) – troppo spesso ci si dimentica.

Sono passati 25 anni dalla legge 257 che “ha messo al bando” in Italia l’amianto – come ha ricordato Enzo Tiso nella sua introduzione – ma questo problema è ancora presente: un divieto arrivato tardi e una necessità di bonifica che ancora non ha raggiunto i livelli indispensabili. Lo ha sottolineato l’assessore Bruno Magatti che nel suo saluto non ha potuto fare a meno di citare il caso Ticosa, con la sua imponente indispensabile bonifica – ormai quasi ultimata -, troppo a lungo e troppo colpevolmente ignorata negli anni passati dalle precedenti amministrazioni e dai vari attori coinvolti, ma che ha messo l’accento anche sulle piccole esigenze quotidiane dei molti privati che si trovano a dover fare i conti con la presenza dell’amianto (e per i quali il Comune di Como sta predisponendo una lista di aziende “certificate” a cui ci si potrà rivolgere per le esigenze connesse alla rimozione e alla bonifica).

Eppure, incredibilmente, la storia dell’amianto è stata – come ha esordito nella sua relazione l’architetto Nicola Varalli, esperto del settore – “una storia di successo”: un materiale le cui caratteristiche di conducibilità termica erano ottimali per un uso isolante, molto elastico, facilmente lavorabile… ma, come si è scoperto abbastanza rapidamente, anche se poi lo si è a lungo nascosto, micidiale nei suoi effetti sulla salute. Le sue minuscole fibre, facilmente inalabili, hanno infatti un ruolo cruciale nella cancerogenesi, ancora più subdola perché latente per anni e decenni. Nella sua disamina generale, Varalli non ha mancato di togliere il velo su alcuni miti, da Steve McQueen morto di mesotelioma maligno forse a seguito delle tute ignifughe indossate per il film girato sulla 24 ore di Le Mans (ma forse per il suo lavoro giovanile sulle navi da guerra americano), fino al mito locale del DAS, la popolare creta “didattica” inventata dal comasco Dario Sala, per molti anni prodotta proprio con polvere di amianto.

Il “problema amianto” copre quindi tutte le possibili dimensioni, dall’infinitamente piccolo allo straordinariamente grande, come è la più grande cava d’amianto d’Europa, tra Balangero e Corio in Piemonte da molti anni sottoposta a un complesso lavoro di Bonifica, dall’esorbitante costo di oltre 30 milioni di euro. Le conquiste di questa pluriennale bonifica sono state raccontate dall’ingegnera ambientale Elisa Lazzari, che non ha taciuto i problemi e le difficoltà, anche quelle in prospettiva… avendo l’esigenza di restituire alla collettività un grande territorio con la coscienza che è costituito – letteralmente – da una montagna di amianto, cioè di veleno.

Quindi, ha riassunto il magistrato Giuseppe Battarino, da tempo impegnato sui problemi ambientali, dobbiamo avere coscienza che il “problema amianto” ha a che fare con la gestione dell’eredità industriale della nostra storia, recente e no: un problema su cui si deve intervenire con la capacità di affiancare ai necessari interventi puntuali anche una visione complessiva, facendo tesoro della necessaria consapevolezza (assai più dilatata nel tempo di quanto normalmente si creda: già una legge del 1909 metteva in guardia sull’esposizione all’amianto!) ma anche della coscienza della sua parzialità. Questa strategia a doppio binario deve, a parere di Battarino, essere messa in campo anche a livello locale, come nel caso della Ticosa, per la cui risoluzione non può essere esclusa anche una notevole dose di “capacità immaginativa”.

Secondo questa filosofia, l’incontro promosso da Legambiente ha affiancato interventi puntuali e concreti (su cosa è accaduto – come i casi di mesotelioma maligno in provincia di Como – e su come si può e si deve intervenire) ad aperture più generali. Poiché non si può intervenire con efficacia senza comprendere la complessità di un problema.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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