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13 marzo/ Inverigo/ “Un altro me”

Martedì 13 marzo, alle 20,30 nella Sala Consiliare del Comune di Inverigo (via E. Fermi 1), sarà proiettato il docufilm Un altro me (84′) che apre le porte del penitenziario di Bollate, consentendo allo spettatore di entrare nel mondo dei colpevoli di reati sessuali. L’appuntamento con il documentario, alla presenza dello stesso regista, Claudio Casazza, è organizzato dalla neonata Commissione alle Pari Opportunità del Comune di Inverigo e dall’Assessorato alle Politiche Femminili in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Un tema delicato, forte, complicato, dalle mille sfaccettature etiche, psicologiche e sociali. Una scelta, quella della Commissione alle Pari Opportunità, che si poggia, in primis, sull’importanza dei numeri. Secondo i più recenti dati Istat, nel solo 2016, le donne vittime di omicidi volontari sono state 149. Di queste, 76 sono state uccise dal partner o dall’ex partner. 33 da un parente stretto. Non solo: nel corso della propria vita, una donna su tre (7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni) ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale. E tra le donne ricoverate per violenze sessuali, 1 su 5 ha riportato danni permanenti.

«Siamo in un momento storico di presa di coscienza femminile: sta emergendo ed è sotto gli occhi di tutti un substrato sociale fatto di violenze e molestie prettamente di genere. – hanno dichiarato le componenti della Commissione Pari Opportunità – Tra i tanti temi che avremmo potuto trattare in questa importante Giornata, abbiamo scelto la problematica della violenza, l’atto finale, il più drammatico. L’obiettivo è quello di intraprendere una riflessione che coinvolga la cittadinanza intera, donne e uomini, per ricostruire a ritroso quali siano gli interventi e le azioni da mettere in campo per evitare che accada l’irreparabile», concludono.

Per la prima volta, con Un altro Me, gli spettatori potranno incontrare a distanza ravvicinata, i detenuti accusati di violenze sessuali, i sex offenders. Una full immersion di 84 minuti in un mondo disturbato e disturbante, frutto di un anno di lavoro del regista accanto all’équipe dell’Unità di Trattamento per autori di reati sessuali del Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, impegnata quotidianamente nel difficile lavoro della riabilitazione. Così, se da un lato emerge l’oscuro mondo delle violenze, dall’altro si sperimenta un viaggio di redenzione e di rinascita di chi questi reati li ha compiuti. Uomini, dei quali non vedremo i volti, ma sentiremo la voce nelle loro dichiarazioni che, più che le loro azioni, faranno emergere un pensiero, un diverso e inedito modus pensandi.

«Per capire una volta per tutte e non voltare mai più le spalle, per prendere coraggio e farsi avanti… perché l’altro/altra sia sempre un valore e mai un oggetto, e perché la violenza sulle donne abbia fine».

Nato nel 1977, Claudio Casazza si laurea in Scienze Politiche con una tesi su Robert Altman e studia cinema alla Scuola Civica di Milano. Dopo diversi lavori documentaristici da solo o in collettivo, nel 2013 realizza con Luca Ferri Habitat (Piavoli). CapulcuVoices from Geza Park, film collettivo uscito nel 2014 di cui è co-regista, partecipa a numerosi festival. [AF, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 7 marzo 2018 da in Senza Categoria.

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