Mese: Marzo 2018

Cgil/ Cambia il lavoro, cambia il sindacato: dalla tutela collettiva a quella individuale

Giovedì 29 marzo alle 11 è stato presentato alla stampa il Rapporto sintetico sulle attività: accessi, servizi di tutela e tesseramento della Cgil  comasca nel 2017.  Giacomo Licata  segretario generale della Camera del lavoro, Matteo Mandressi e Chiara Mascetti, hanno fornito dati  dell’Ufficio vertenze, Caaf e Inca in relazione al numero di vertenze,  richieste di sostegno al reddito, assegni famigliari, Naspi, invalidità civile, pratiche fiscali e Isee. Leggi i Rapporto. Già on line  sul canale di ecoinformazioni i video della conferenza stampa.

Già on line  sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli video della conferenza stampa.

5 aprile/ Presentazione “Sotto l’ombra di un bel fior”, il nuovo libro di Cecco Bellosi

A quattro anni da Con i piedi nell’acqua arriva il nuovo lavoro di Cecco Bellosi. Sotto l’ombra di un bel fior (Milieu Edizioni) racconta la storia di due partigiani che ricordano ad anni di distanza le proprie esperienze e assistono in diretta allo smantellamento dei loro sogni di cambiamento.

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Dal 31 marzo al 4 aprile/ “Chiamami col tuo nome” allo Spazio Gloria

call me by your name

Dal 31 marzo al 4 aprile alle ore 21  (domenica 1 aprile anche alle 17,30)  allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù, via Varesina 72 a Como, verrà proiettato Chiamami col tuo nome, film di Luca Guadagnino interpretato da Timothée Chalamet e Armie Hammer.

Il film, vincitore dell’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale (James Ivory) e candidato ad altri tre premi Oscar (tra cui miglior film e miglior attore protagonista), racconta la storia di Elio, l’unico figlio della famiglia italo-americana dei Perlman, che si prepara ad affrontare un’altra noiosa estate nella villa dei genitori nei pressi di Crema quando l’arrivo di Oliver, giovane accademico statunitense, sconvolge i suoi giorni. Ingresso riservato ai soci Arci, intero 7 euro, ridotto (over 65, under 18, studenti) 5 euro. [Irene Ferragut e Riccardo Soriano, per ecoinformazioni]

 

5, 6 e 7 aprile/ “Il giovane Karl Marx” allo Spazio Gloria

karlDal 5 al 7 aprile alle 21 allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù, via Varesina 72 a Como, verrà proiettato Il giovane Karl Marx, film di Raoul Peck interpretato da August Diehl. 

Il giovane Karl Marx è il primo ritratto cinematografico di uno dei personaggi più importanti della Storia, presentato alla LXVII mostra internazionale del cinema di Berlino. All’età di 26 anni, Karl Marx si mette insieme alla moglie Jenny sulla strada dell’esilio. Nel 1844 a Parigi conosce il giovane Friedrich Engels, figlio del proprietario di una fabbrica, che studiava gli inizi del proletariato inglese. Engels, una specie di dandy, dà a Marx il pezzo mancante del puzzle che ricompone la sua nuova visione del mondo. Insieme, tra censura e raid della polizia, rivolte e sollevamenti politici, presiederanno alla nascita del movimento operaio, che fino a quel momento era per lo più disorganizzato e improvvisato. Un movimento che, guidato, contro ogni aspettativa, da due giovani uomini di buona famiglia brillanti, insolenti e perspicaci, diventerà la più totale trasformazione teoretica e politica del mondo dal Rinascimento. Un personaggio affascinante e controverso, in un film che ne illumina il pensiero, l’ardore, la passione politica. Ingresso 7 euro,  ridotto 5 euro (under 18, over 65, studenti)
Ingresso riservato ai soci Arci. [Irene Ferragut e Riccardo Soriano, per ecoinformazioni]

 

28 marzo/ Caravaggio l’anima e il sangue

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Il 28 marzo, alle 21, allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù, via Varesina 72, verrà proiettato Caravaggio – l’anima e il sangue, film documentario di Jesus Garces Lambert, con la voce di Manuel Agnelli.

Un viaggio emozionante attraverso la vita, le opere e i tormenti di Caravaggio, artista geniale contraddittorio, che più di ogni altro ha raccolto in sé luci e ombre, genio e sregolatezza, generando opere sublimi. “Caravaggio – L’Anima e il Sangue” è un excursus narrativo e visivo attraverso i luoghi in cui l’artista ha vissuto e quelli che ancora oggi custodiscono alcune tra le sue opere più note: Milano, Firenze, Roma, Napoli e Malta. La contemporaneità dell’animo di Caravaggio viene restituita nel film da scene fotografiche e simboliche ambientate in un contesto contemporaneo ed essenziale, che mettono in scena gli stati d’animo di Caravaggio con scelte visive ed artistiche visionarie e di grande impatto emotivo: la costrizione, la ricerca della libertà, il dolore, la passione, l’attrazione per il rischio ma anche per la misericordia, fino alla richiesta di perdono e redenzione. Ingresso intero 10 euro, soci Arci 8 euro. Prevendite. [Irene Ferragut e Riccardo Soriano, per ecoinformazioni]

ecoinformazioni on air/ Sfrattati dall’accoglienza

Il  servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 28 marzo alle 7,15 a Snooze su Radio Popolare. «Sono solo poco più di cento i senza dimora comaschi. Molti tra loro avevano trovato rifugio nell’autosilo Valmulini dove i volontari avevano fornito tende e cibo. (altro…)

Arte/ A Rancate le opere di Valeria Pasta Morelli e delle pittrici tra Otto e Novecento

La nuova mostra della Pinacoteca Züst di Rancate, in Canton Ticino, affronta con le consuete attenzione e delicatezza un tema centrale per l’arte moderna, ovvero il rapporto tutt’altro che semplice e pacifico tra diffusione dei modelli comunicativi e la loro affermazione pubblica.

Ovvero: nella seconda metà dell’Ottocento, il “fare arte” comincia a uscire dai ristretti ambiti degli operatori professionisti o dei dilettanti delle classi più elevate; la diffusione della scolarizzazione e della cultura, l’affermazione sociale di nuovi ceti e di nuovi ambiti territoriali, la progressiva e sempre più rapida evoluzione dei modelli di comportamento provoca una nuova attenzione ai linguaggi artistici (o – se si preferisce – a diversi modelli di comunicazione, tendenzialmente più liberi e legati ai sentimenti). Non a caso, spesso, al centro di questa tendenza “popolare” stanno nuove figure sociali che proprio in questi decenni a cavallo dei due secoli acquisiscono una nuova consapevolezza. Sono molte donne a impegnarsi in questo nuovo sforzo di rappresentazione e di comunicazione: nuove scrittrici, nuove musiciste, nuove artiste. Ma i freni della società tradizionale sono ancora molto forti: solo raramente le loro opere riescono ad essere conosciute, più spesso restano in ambito familiare o personale, espressione di una promozione individuale e non ancora di un riconoscimento di genere.

È questo (detto in estrema sintesi) lo sfondo su cui si colloca la mostra dedicata dalla Pinacoteca Züst a Valeria Pasta Morelli (e ad altre pittrici del suo tempo) e intitolata Arte e diletto. Il diletto è appunto il ripiegamento su una dimensione privata di un’aspirazione pubblica, ma non bisogna commettere l’errore di ritenere che sia poco: il diletto è già una conquista, a fronte di tutto ciò che era imposto come un dovere (quando non una condanna).

Valeria Pasta è una delle poche ticinesi che nella seconda metà dell’Ottocento si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, grazie a una posizione sociale di tutto rispetto (proviene da una famiglia di Mendrisio ormai solidamente affermata; suo padre Carlo è medico e imprenditore, suo zio Bernardino pittore). Negli studi artistici rivela notevoli doti, ma il matrimonio con un alto funzionario dell’esercito italiano la riporta all’interno di un orizzonte familiare, a un ruolo di sposa e di madre che contempla l’arte solo come attività marginale, come “diletto”, appunto. Ciò non significa che le sue opere, cui continuerà ad applicarsi per tutta la vita, siano dilettantesche: per quanto non tutte dello stesso livello, mostrano indubbie qualità e alcune sono decisamente interessanti.

La mostra di Rancate, curata da Mariangela Agliati Ruggia, Stefania Bianchi e Sergio Rebora, propone questa vicenda personale di notevole significato sullo sfondo del contesto familiare (e territoriale) e su quello dell’ambiente culturale. L’esperienza di Valeria Pasta Morelli non fu infatti unica: non poche altre donne seguirono nello stesso periodo o nei decenni immediatamente seguenti parabole di vita e di interessi analoghe. Marie-Louise Audemars Manzoni, Giovanna Béha Castagnola, Adele Andreazzi, Olga Clericetti, Elisa Rusca, Antonietta Solari e Regina Conti sono nomi oggi quasi del tutto sconosciuti (ma qualcuna di loro guadagnò in passato una certa rinomanza), ma comunque espressione di una ricerca di espressione artistica e di affermazione sociale che provocò un progressivo mutamento nel ruolo e nell’immagine delle donne. E l’esposizione di Rancate è una testimonianza essenziale per il riconoscimento dell’importanza di questo mutamento, anche in aree “periferiche”, come il Canton Ticino tra Otto e Novecento (ma il discorso non sarebbe diverso se fatto sul Comasco o la Brianza).

Una nota ulteriore garantisce, poi, del ruolo non effimero di queste ricerche. Le opere di Valeria Pasta Morelli sono giunte in donazione alla Pinacoteca di Rancate (per volontà dell’erede dell’artista) proprio a seguito del lavoro di valorizzazione delle memorie locali svolto in tutti questi anni, con un’attenzione particolare a temi poco frequentati (come la storia delle donne).

Un esempio in più, se mai ce ne fosse bisogno, che la memoria di un territorio non è data una volta per tutte, ma va “costruita” con un lavoro continuo.

[Fabio Cani, ecoiformazioni]

Valeria Pasta Morelli, La famiglia Morelli

 

Due immagini dell’allestimento della mostra:

 

Arte e diletto.

Valeria Pasta Morelli (1858-1909) e le pittrici del suo tempo

a cura di Mariangela Agliati Ruggia, Stefania Bianchi, Sergio Rebora

Rancate (Mendrisio), Pinacoteca Züst

27 marzo – 26 agosto 2018

Orari: martedì-domenica 9-12, 14-17 (da marzo a giugno); 14-18 (luglio e agosto); lunedì chiuso

Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 8

Info: 004191 8164791, http://www.ti.ch/zuest

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