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Senza Liberazione lontani dall’umanità

C’è un filo nero che collega le manifestazioni fasciste del 29 aprile in provincia e la violenza contro i senza tetto dell’amministrazione comunale di Como. È il filo razzista e fascista della Lega che al governo della città porta le idee della xenofobia più estrema e lotta contro i poveri visti come offesa al decoro.

Ora che anche gli ultimi “accolti” con la cosiddetta “emergenza freddo” sono in strada umiliati, oppressi e violentemente colpiti dalle scelte del centrodestra di Landriscina la realtà è incontrovertibilmente chiara e nessuna soluzione (in città come nell’intero paese) potrà prescindere dalla Liberazione della città dalla violenza fasciorazzista per restare umani. Per questo tutta l’Italia civile con Anpi, Arci, Acli, sindacati, partiti della sinistra, intensifica la raccolta delle firme sull’appello Mai più fascismi. Intanto, non resta che l’amarezza impotente della solidarietà che con Como accoglie denuncia la mortificazione di diritti e la vergogna che il governo della città impone alla sua popolazione. Nel seguito la nota di Como accoglie diffusa il 29 aprile. [Foto Como accoglie]

«Lui è chiamato Copertina perché non si separa dalla sua coperta,  mai. Non parla, mai.
È un ragazzo con fragilità psicologica notevole.
Ora sta dormendo nell’acqua, non si riesce a spostare né a coprire.

Non dovrebbe stare per strada,

Nessuno dovrebbe stare per strada
E il simbolo di questa prima ingiusta notte». [I volontari di ComoAccoglie]

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30 aprile 2018 da in diritti, immigrazione con tag .

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