Scelta civica/ «Il pasticcio di Piazza De Gasperi è solo l’ennesimo campanello d’allarme»

«Pensare di far cessare l’attività dei pubblici esercizi in Piazza De Gasperi alle 22, ma il discorso vale anche per altre zone della nostra città, è, evidentemente, una contraddizione enorme per una città che voglia avere la purché minima ambizione turistica».

«Siamo di fronte a un corto circuito tra le legittime istanze di una parte di popolazione residente e l’altrettanto legittima esigenza di dare a specifiche zone una vocazione tesa all’accoglienza, allo svago e alla promozione turistica della città.

Stupisce il fatto che il Comune abbia semplicemente subìto la procedura che ha coinvolto anche il Tribunale di Como. Un’amministrazione ha proprio il compito di saper trovare le misure corrette perché esigenze e diritti di parte trovino un bilanciamento e una sintesi per il bene comune che coinvolge tutti i soggetti in campo.

Ma, il caso di piazza De Gasperi è solo uno dei molti campanelli d’allarme che sentiamo ormai troppo spesso suonare nel campo, secondo noi più che mai strategico, del settore Cultura e Turismo, di cui dovrebbe occuparsi l’amministrazione.

Diciamo “dovrebbe” perché, ahinoi, ancora non intravediamo alcun disegno generale e organico che sappia dare alla città la giusta spinta sul piano turistico-culturale in maniera lungimirante.

Manca un disegno complessivo e mancano le figure che dovrebbero sviluppare, nel tempo, questa progettualità.

Dal voto amministrativo è ormai trascorso un anno. Tempo prezioso, che nessuno restituirà alla città». [Maurizio Traglio, Barbara Minghetti, Vittorio Nessi di Scelta civica]

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