La prima volta di Como/ Il Comingout dell’Arcigay in città

Finalmente anche Como è scesa in piazza per rivendicare i diritti di tutte e tutti contro ogni discriminazione. Sabato 13 ottobre dalle 14alle 17 in via Cesare Cantù (già nota come  Largo Miglio), davanti al Liceo Alessandro Volta, un bellissimo e colorato gruppo di persone impegnate per rivendicare la parità di diritti per tutte le persone Lgtbqiap.

È la prima volta che anche nella nostra città – “vecchia e conservatrice” – accade un fatto di simile di grande importanza civile e la cosa particolarmente significativa è che ciò è avvenuto in un contesto socio-politico estremamente ostile con un governo nazionale e cittadino sempre più retrogrado e familista.

La legge 194 messa a rischio da un non ben meglio definito “ministro della famiglia”, che afferma inoltre che le persone Lgtbqiap non esistono e che l’unica famiglia riconosciuta sia “quella tradizionale”.

Consultori pubblici ridotti ai minimi storici, aggressioni fisiche a giovani omosessuali minacciati da gruppi di estrema destra sempre più sdoganati da governo ed istituzioni ed una reale legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso e non che è ancora praticamente inesistente.

A Como, nonostante tutto questo, tante e tanti, giovani e meno giovani sono scese/i in piazza, con la voglia di dire al mondo che la comunità Lgbtqiap anche a Como esiste, che non vuole nascondersi ma essere parte integrante della nostra città.

Il Comingout day è finalmente arrivato ed è stato il primo passo verso un periodo di mobilitazione e rivendicazione di diritti civili che auspichiamo prosegua e prenda forma permanente.

Intorno alle 13, 30 via C. CAttaneo (già nota come Largo Miglio) ha iniziato a popolarsi di colori, arcobaleni, cartelloni, fotografi e tante persone che erano li unicamente per rivendicare diritti per tutte e tutti contro ogni discriminazione.

La manifestazione si è svolta in un clima di allegria e rivendicazione, un “megafono” spiegava alla cittadinanza chi fossimo e cosa rappresentavamo li in quella piazza tutte e tutti insieme ed una quantità importante di passanti si è fermata ad ascoltarci, ha chiesto informazioni ed in alcuni casi ha dato la propria disponibilità ad una collaborazione futura.

Un altro mondo è e deve essere possibile e iniziative come quella di sabato 14 ce lo devono ricordare sempre ed in ogni modo.

Non esistono diritti civili senza giustizia sociale ma la stessa giustizia sociale passa senza se e senza ma attraverso l’applicazione dei diritti civili.

Ecco perché credo fondamentale unificarne tutte le lotte.[Fabrizio Baggi per ecoinformazioni]

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