Bike strike Fff/ Se non cambierà, bloccheremo la città

«Oh come mai, oh come mai, i soldi per l’ambiente non ci sono mai!», intonavano il 20 luglio i/ le partecipanti alla biciclettata di protesta organizzata dal gruppo comasco di Fridays for future (Fff) che ha attraversato mezza città. E, verrebbe da dire, quelle poche volte che i soldi ci sono si rischia di buttarli al vento per i capricci di una associazione di categoria (Confesercenti) che ha ottenuto il blocco di fatto dei lavori per il completamento del tratto cittadino di Euro Velo 5 nel tentativo di evitare l’eliminazione di circa 40 posti auto in via Mentana. Per una miseria, insomma, considerato che nei dintorni del mercato coperto ci sono già un autosilo, un parcheggio a raso e altri numerosi posti auto.

Si, perché la Giunta di Como sembra abilissima nel trasformare la città in un caso nazionale: ci era già riuscita nel dicembre del 2017 con la famigeratissima ordinanza anti-mendicanti. Vergogna e ripudio nazionali non bastavano? Et voilà, ora sembra voglia fare il bis impedendo la realizzazione di un percorso ciclabile che collega Brindisi con Londra attraversando la bellezza di sei stati europei. Passando appunto per Como. E rischiando di perdere qualche centinaio di milioni che, nel caso, si volatilizzeranno verso altre città.

Così, dopo i pesci in faccia ricevuti l’altro giorno dalla delegazione di Fff che attendeva «risposte definitive» da parte dell’assessore all’Ambiente Marco Galli in merito alla richiesta di emergenza ambientale e misure collegate, il bike-strike ha assunto toni per la prima volta ultimativi. Intendiamoci, lo spirito della manifestazione è stato gioioso, ironico e, se non portasse sfortuna, verrebbe da paragonarlo a quello sessantottino prima che fosse soffocato dalla repressione poliziesca e dalle violenze fasciste.

Però che qualcosa si sia rotto lo si è notato alla manifestazione del 20 luglio e, a proposito di repressione, il comportamento di agenti di polizia urbana che durante la biciclettata pretendevano di spingere i manifestanti su un’unica corsia di viale Innocenzo XI per lasciare passare il traffico in contrasto con l’autorizzazione che prevedeva la destinazione di entrambe alla biciclettata, e il gesto intimidatorio di un agente che a manifestazione conclusa ha voluto identificare un giovanissimo e conosciuto organizzatore, non costituiscono certo un buon viatico alla serena continuazione dei rapporti tra la massima istituzione cittadina e il Movimento.

Vogliamo parlare di luna di miele finita tra Movimento e Palazzo Cernezzi come farebbe un qualunque articolo di stampa mainstream? Macché. Perché anzitutto una “luna di miele” non c’è mai stata. Piuttosto una sorta di reciproco opportunismo. I ragazzi e il Comune per qualche tempo hanno semplicemente capito che mantenere buoni rapporti avrebbe fatto comodo a entrambi: ai primi, nella ingenua speranza che il dialogo con l’Amministrazione avrebbe consentito di raggiungere almeno gli obiettivi minimi del Movimento; ai secondi, perché quei ragazzetti sprovveduti e apparentemente innocui ma rispettati a livello internazionale (per provincialismo giudicati quindi “importanti”) si sarebbe potuto controllarli facilmente con promesse dilatorie e il ricatto della buona condotta.

Così, durante l’ultima riunione ai giardini pubblici, a Fff ci si è interrogati sull’atteggiamento migliore da adottare, e ha prevalso quello dell’ultima-chance-senza-troppe-illusioni: messi da parte ottimismo passivo e oltranzismo intransigente si è votato per una ulteriore verifica da effettuare in settembre, preceduta da azioni dimostrative (dell’impazienza), ma ancora rispettose. Perché la dichiarazione di emergenza ambientale – fanno notare da Fff – è ormai stata concessa in piccole e grandi città d’Europa e da parte di interi Paesi. E in qualche modo è dovuta. Anche in città “caso nazionale” come quella di Como. Perché altrimenti – e qui si evince il tono ultimativo di cui sopra, «Se non cambierà, bloccheremo la città». [Fabio Germinario, ecoinformazioni]

Guarda l’album di foto di Dario Onofrio, ecoinformazioni.

[Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

Video Fff Como

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