A Milano tante Sardine e poca politica

Il movimento delle Sardine è arrivato a Milano. Nel pomeriggio di domenica 1 dicembre piazza Duomo è stata riempita da tante e tanti cittadini accorsi da tutta Lombardia per manifestare contro la Lega e contro Salvini.

Stretti sotto una pioggia insistente in un groviglio di ombrelli, le sagome a forma di pesce in mano, qualcuno arrampicato sulla statua di Vittorio Emanuele: erano venticinquemila le persone scese all’ombra della Madonnina per ricordare che anche Milano è contro il leader xenofobo del partito del nord.

Il tutto è durato poco più di un’ora, giusto il tempo necessario per aggregarsi, trovare il proprio posto nella massa e intonare Bella ciao e cori come:

Milano! Milano! Milano non si lega!

Ma anche:

Chi non salta con Salvini è!

Poi, senza alcun disordine, il banco si è disgregato, la manifestazione è finita. Piazza Duomo è tornata alla sua normale domenica sera.

L’iniziativa nel capoluogo lombardo ha seguito quella bolognese dello scorso 14 novembre, che si è diffusa rapidamente in tutto il centro-nord italiano.
Le origini del movimento (che arriverà anche a Como), sono legate alle prossime elezioni in Emilia-Romagna, che chiameranno i cittadini a scegliere tra Stefano Bonaccini, del Pd, e Lucia Borgonzoni, candidata sostenuta dalla Lega.
I fondatori delle Sardine non potevano accettare che una regione storicamente rossa cadesse in mano alla destra, e hanno organizzato il primo raduno in piazza per mostrare che un’Emilia resistente esiste ancora e continuerà ad esistere.

Il successo delle Sardine a Milano conferma che esiste una fetta di popolazione contraria alla deriva razzista e inumana della politica italiana e suggerisce che la spinta partitica non sia più una componente fondamentale dello stare in piazza.
Rimane però un pesante velo d’incertezza sugli sviluppi del movimento, che sembra attualmente incapace di sviluppare i propri contenuti.
Se da un lato ogni iniziativa avversa alla linea politica dominante è apprezzabile, dall’altro ci si dovrebbe rendere conto dell’impellenza di un’alternativa politica concreta.
Le elezioni si susseguono, la sinistra perde terreno; lo spontaneismo potrebbe non essere più abbastanza.


A poco più di un mese dalle elezioni emiliane, non resta che constatare che solo il tempo dirà se le Sardine, nel caso scampassero il pericolo del “grande squalo verde”, proseguiranno in un nuoto compatto o si disperderanno nell’oceano, tornando alle correnti da cui sono venute.

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

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